Ecco, questa fissa tutta cattocentrista per la famiglia sacra, inviolabile e pyerferdynandyana colonna portante della società cristiana eterosessuale da finanziare demagogicamente con modalità risibili ed eventualmente poi allargare a piacimento (ma solo se baciati da speciale eiaculazione papale).Famiglia sterminata Mi ha sempre affascinato. Questa famigghia da quadretto, rinchiusa nel suo angusto campo visivo, inevitabilmente composta da bambini biondi, bilanisti e stereotipati, fanciulli senza affanni e senza personalità, figli fuori dal tempo dei loro templi. Figli (immaginari) di padri con tanti soldi, troppi, che scorrazzano (cacando danari) su di un prato verde, sotto un cielo buuuuuurp. Implumi ma felici. Per quanto possano esserlo figli talmente biondi e normali, nel senso più nullificante e ariano del termine, che troveranno inevitabilmente la loro anima gemella spiaccicata lungo la strada, o ai bordi della stessa, insieme a qualche “avvenente” corpo in vendita con cui transgredire. E per i quali ovviamente il rischio di restare sfigatissimi e disoccupatissimi single per sempre (oppure, oVVoVe, entrare nel peccaminoso mondo dell’omosessualità) non è nemmeno concepibile. Ficcatevelo in zucca. Non c’è nessun merito sociale, nessun eroicismo, nessun valore aggiunto che renda una persona migliore di un’altra per il fatto che a un certo punto decida di riprodursi, smettendo di dilapidare nazistellamente patrimoni genetici smisurati per immettere in circolazione altri, indispensabili (all’INPS, ma nemmeno) cloni di esseri umani. È solo una scelta individuale, più o meno libera, più o meno influenzata dal caso, come tante altre, iscriversi in piscina piuttosto che a tennis, medicina o scienza del cazzeggio, ingegneria o salumeria, diventare un grande architetto, un cane idrofobo o un titillatore di capezzoli di chiara fama olimpionica, piuttosto che un mediocre allevatore di stronzi da passeggio, non. Cambia. Un cazzo di. Nulla.