Delle primarie del PD parlai in termini non esattamente lusinghieri, visto che nelle precedenti edizioni si è trattato di autentiche farse (nell’ultimo caso pure piuttosto tafazzistiche, dato che cambiare leader e alleanze con un governo molto debole in carica non è proprio una genialata). Evitabilissime pagliacciate che inoltre hanno generato entusiasmi del tutto fuori luogo.

Qualche passo in avanti mi pare però che sia stato fatto: Bersani e Franceschini non saranno il nuovo che avanza (nemmeno il vecchissimo, forse, a essere onesti) però almeno se la giocano veramente. E perfino Marino, dopotutto, è libero di dire le sue stronzate rubacchiando consensi (credo) all’ala left.

Il pidì continua a non entusiasmarmi, ma non tanto per le paranoie anticostituzionali spesso esagerate sulla “questione morale” (uuuuuh, ma guarda ‘sti dirigenti corrotti e incapaci che non sono nemmeno in grado di prevedere il futuro, Grillo candidato Partito Democraticoanticipando polizia e magistratura, indovinando che un tizio tranquillissimo ASSOLTO = secondo l’amata Costituzione INNOCENTE a 18 anni, tre lustri dopo sbarellerà diventando stupratore seriale… uuuuuh, che vergogna Del Turco, che poi, suorpresa!, si sono accorti che l’indagine era un attimino complessa e l’hanno dovuto rilasciare, ok ha perso il posto democraticamente ottenuto e il pidì ci ha lasciato un fracco di voti in Abruzzo, ma che vuoi che sia, la magistratura è Santa sempre e comunque e non invade mai il campo della politica, è possibile solo il contrario… uuuuuh, i pregiudicati del pidì in Parlamento, sì, Enzo Carra, sedici mesi per false dichiarazioni, e un altro… uuuh è la fine…).

(Figuriamoci, qualcuno ha portato Sergio D’Elia nella scorsa legislatura e non è morto nessuno, anzi, ha lavorato pure bene)(beninteso, personalmente preferirei che non ci fosse nessuno di questi. Ma, come dire?, vista anche l’attuale costituzionalità del tutto, “la pecorella smarrita va recuperata” secondo i Padri della Patria, ridimensionerei un tantinello la portata della strumentalizzazione problema).

Poca anima, scelte poco coraggiose e lungimiranti, troppo silenzio su temi come il conflitto d’interessi, troppa gente ammassata dentro lo scatolone senza un perché. Troppi cattolici. Ecco perché il pidì non mi entusiasma.

Tuttavia ritengo che le sue sorti debbano necessariamente stare a cuore a chiunque non si sia rassegnato a vedere Silvio Berlusconi regnare indisturbato fino al compimento del suo centoventesimo anno d’età, con il suo circo.

L’aspetto più divertente di questa vicenda Grillo che improvvisamente si scopre piddino inside sta nel fatto che sostenitori e politici degli altri partiti non si sognano nemmeno di chiedere o imporre primarie, o altri meccanismi che facciano intravedere qualche vago spiraglio di democrazia interna, a casa loro. Ma tutti invece si sentono in dovere di pretendere, e di pontificare riguardo a quello che dovrebbe fare il PD per dimostrarsi realmente democratico. È bellissimo.

Come dice una che piace e che con il PD non ci va certo leggera di solito: “quando si entra in un partito, “prendere la tessera” significa condividere ideologie, valori, storie, emozioni, amarne il simbolo, la bandiera e il progetto“. Ci si potrà ironizzare sopra, e nemmeno a torto, ma sicuramente è un gesto che va oltre cacciare i 15 euri più mancia, come si vorrebbe dare a bere.

(Ehi, grillini, vi svelo un segreto! Se Beppe vuole davvero cambiare, giustissimo, questo schifo di sinistra blabla, nessuno gli vieta di farsi un partito tutto suo, più conforme ai suoi gusti. Mica deve per forza parassitare quelli altrui nei quali non trova nessun aspetto positivo e nessun interlocutore degno, e sui quali spala quotidianamente vagonate di merda d’artista).