http://www.alfabeta2.it/2015/06/11/linvenzione-dei-lavori-inutili/

Mi ero ripromesso di non commentare più articoli o dichiarazioni sbroc di personaggi sbroc, data la palese inutilità dello sforzo, ma ogni volta ci casco. A parte la solita impostazione paranoica alla “fanno questo perché vogliono farci fare quest’altro!1”, che mi fa sempre sganasciare presupponendo l’esistenza di una sorta di Grande Centro di Potere Globale Assoluto Monolitico organizzatissimo e infallibile che 1984 di Orwell gli fa un baffo vista la complessità del mondo attuale, discretamente plurale e articolato. Ma poi, per dirne solo una: “lavorare meno per lavorare tutti è visto con sospetto”; Ciccio, mi sa che ti sei perso lo strepitoso successo delle trentacinque ore in Francia.

Ovvio che tutti vorrebbero lavorare di meno, auspicabile. Ma non è partendo da premesse sballate e con ragionamenti chiaramente astrusi e fallaci (chi fa lavori amministrativi non giova alle altre persone? solo chi spazza per terra, gerto; manco al bar sport) che ci si riuscirà. E l’argomentazione “Tizio diceva tanti anni fa che sarebbe successo” vale pochino (tanti anni fa si diceva anche che oggi avremmo avuto le auto volanti); oppure assomiglia, per rimanere in tema automobilistico, alle tesi di quelli del gruppo Facebook per l’abolizione del motore a scoppio (sì, l’auto elettrica esiste da un sacco di tempo, ma non si è affermata subito non perché “le lobby del petrolio non ce la vogliono far usare!1!!″, o almeno è un po’ più complesso di così, ci sono stati importanti limiti tecnici e di altro tipo, come spiega questo post; ecco, il “potremmo tutti lavorare di meno e fare cose più interessanti e utili agli altri ma il neoturbosuperlibbberismo con scappellamento a destra ce lo impedisce!123!4″ rientra sempre in questo modo di ragionare ipersemplicistico teso a vedere sempre e solo ed esclusivamente quello che c’è dietro, anche se poi magari preciso davanti agli occhi c’è un elefante grosso come un palazzo).

Ah, meno male che qualcuno ha “inventato” (sarà stato sicuramente il Bimberberghe, non ho dubbi) nuovi modi per farci lavorare tramite la tecnologia: il progresso e le innovazioni tecnologiche sono praticamente l’unica carta che abbiamo noi “occidentali” per rispondere alle sfide della globalizzazione e cercare di contrastare la disoccupazione dilagante – c’è un saggio non mi ricordo di chi che illustrava come negli USA per ogni nuovo posto di lavoro dovuto alle nuove tecnologie se ne creavano per indotto altri tre “tradizionali” -, visto che tentare di fare concorrenza ai cinesi realizzando magliettine come se negli scorsi lustri non fosse accaduto nulla è un po’ dura, hai voglia a mettere dazi. Uno dei motivi per i quali altri Paesi occidentali si riprendono più e meglio del nostro e sentono meno la crisi è proprio la nostra (relativa) arretratezza…