Il dibattito infuria senza sosta sui blog e all’interno delle TV, quasi incurante di qualsiasi altro evento. È la Binetti che deve espiare le sue colpe, sottoponendosi a torture medievali ben più cruente del solito cilicio e probabilmente capaci di stuzzicare il suo punto G, o dev’essere il PD a trottare inginocchiato su una piantagione di ceci Baci omosessuali
Ewns – Kiss-In
per averla masochisticamente incubata così a lungo, nonostante le sue posizioni omofobiche rappresentassero un segreto di Pulcinella?

Come dice Luca Telese (il sedicente comunista che scriveva su Il Giornale e conduce il programma di La7 in cui Taricone viene, in pratica, spacciato per un intellettuale), per lei combattere la laicità all’interno del PD rappresenta una gioiosa missione.

Mi sembra inoltre che un grosso equivoco ruoti intorno al nome del partito: siccome si definisce democratico, allora deve andare bene tutto sennò. Eppure, nel 2009, qualsiasi umanoide con le rotelle al posto giusto dovrebbe aver compreso perfettamente che i nick dei partiti sono solo degli altisonanti spot a se stessi. E non vanno certo presi alla lettera e caricati di significati che non possono o non vogliono avere (a parte che democrazia non vuol dire farsi andare bene porci e cani, e assistere impotenti mentre riverniciano le pareti di casa tua defecandoci sopra le loro “idee”).

Altrimenti, è come se l’IdV dovesse accollarsi ex socialisti eredi di Bottino o gioiellieri apertamente nazisti in quanto, in qualche modo, detentori di valori. O se la libertà sbandierata dal PdL fosse da intendere come volontà assoluta di sbarazzarsi di qualsiasi scomoda costrizione circondi l’ego dei suoi sodali, come incitamento totale all’evasione, anche fiscale.

La definizione “orientamento sessuale” contenuta nella legge Concia era probabilmente piuttosto vaga. Ma sarebbe bastato emendarla, invece di gettare nel WC il bambino insieme all’acqua zozza. C’è anche da dire che più che inasprire vertiginosamente le pene per qualsiasi cosa sarebbe importante affermare, un dì, la certezza delle stesse: questo potrebbe rivelarsi inaspettatamente il vero, imbattibile deterrente.

È commovente poi constatare in questa vicenda il rinnovato amore del PdL nei confronti della Costituzione e per l’art. 3 in particolare (che pure subisce soprusi e abusi da ampi settori dell’opposizione parlamentare e non… Il Lodo Alfano era da respingere in quanto fatto con legge ordinaria, e non costituzionale: non tutti i cittadini sono perfettissimamente egualissimi, si sa: esistono ed esistevano immunità che hanno una loro storia e una loro logica; se cambi le regole del giuoco, però, è evidente che non puoi farlo da solo ma devi chiedere conferma all’opposizione, oppure al popolo).

Riguardo a Castelli, il quale ha squittito che i gay non verrebbero più discriminati e sarebbero fin troppo liberi di manifestare in modo fastidioso la loro omosessualità ovunque a piacimento senza essere ripetutamente sprangati: beh, sappiamo benissimo che in realtà questo vale solo per gli stilisti ricchi e famosi.