Non si può ora stare a ripetere e a svignettare tutto il tempo che l’influenza porcella è colpa solo di Calderoli o continuare a scherzare liberamente su centinaia di morti soltanto in virtù della (momentanea) lontananza dei loro bacilli, è ovvio che si tratta solamente di un sistema per distogliere l’attenzione delle genti dai gravi problemi che affliggono il Paese, come per esempio la scellerata decisione di spostare il G8 ad Maiale suicidaArcore, così, a suorpresa per spiazzare i new global, o il lodo Alphy, che in effetti è una porcellata niente male, per non parlare dell’immunità concessa ai parlamentari, sempre pronti a farsi i loro porci comodi, qualcosa di così orribile e maialesco che addirittura era prevista da gentaccia quali i Padri della Costituzione scolpita nel travertino, gli alfieri infallibili della Repubblica fondata su una merce, i supereroi della Resistenza in calzamaglia antifascista che non dovevano chiedere mai. Sono raffermamente contrario alla riabilitazione dei vecchi fasci, in buona fede o non che siano, tentata qua e là in base all’adagio “la storia la scrivono i vincitori blabla”, oppure “sono camerata che sbagliano/hanno sbagliato/chi non ha fatto maialate almeno una volta scagli il primo manganello/culatello“. Nel primo caso, si ha il solito, furbo tentativo di mettere in sostanza tutti i suidi sullo stesso banco, basandosi sul fatto che storicamente i vincitori si sono dimostrati in numerose occasioni suini quanto se non più degli affettati. E poi, un po’ come nella pelota basca, lo sconfitto ispira più simpatia. Manco per la scrofa, direi che ogni conflitto fa testo a sé, e che, specie per quanto riguarda quelli più recenti e documentati, qualche ideuzza uno possa farsela nonostante l’inevitabile faziosità degli scrivani. E, per quanto possano aver peccato i loro macellatori, direi che a Hitler, Mussolini e soci resta il primato indiscusso della suinaggine. I partigiani poi non saranno stati militarmente decisivi (addirittura ho letto che qualcuno è arrivato a definire dannoso il loro apporto, poi dicono che la libertà di scrivere suinate sui blogghe è il futuro). E hanno commesso qua e là tremendi abusi e atroci nefandezze (conosco direttamente da familiari aneddoti da aggiungere a quelli di Giampaolo “chittesencula” Pansa), ma insomma. Un po’ di decenza. Non so voi, ma io un Paese oppresso da lustri di dittatura razzista, maiala e sanguinaria in cui, buona fede presunta o immaginaria sbatte il salame, la gente se ne sta tutta buonabuonabuona e tranquillatranquillatranquilla a guardare compiaciuta, beh, intanto non lo andrei a liberare, manco per il cazzo. O comunque un Paese così non merita nulla. Quantomeno ci fa una figura davvero suina.