cervello
Debbi in California — Man’s brain
Ok, non sarà un granché, ma grosse alternative non ne vedo (preferisco pensare con il mio che con quello di un altro, in ogni caso). E cerco insieme a lui, come posso, con i pochi dati certi di cui dispongo e le molte “impressioni” di analizzare criticamente le varie situazioni/posizioni/dichiarazioni.

Sicuramente la classe politica italiana attuale è di basso livello e, in parte (non so in che percentuale, probabilmente stabilirlo è impossibile), corrotta. Ma mettere tutti sullo stesso piano o attribuire patenti di mafiosità a casaccio in base all’antipatia o a vaghi elementi è qualunquista e sbagliato.

I (non moltissimi, in realtà) fatti incontestabili e realmente verificabili per il cittadino comune e le molte impressioni di cui sopra aiutano a formarsi dei “quadri“. Il quadro, la cartella clinica che mi sono fatto di Berlusconi, per esempio, mi porta a pensare che faccia schifo. Politicamente e umanamente. È un pensiero che era già solido (modestamente… ^^) nel ’93 e si è rafforzato con gli anni, grazie alle dichiarazioni, alle smentite, alle controsmentite, alle figure di merda, alle contro-figure di merda e in generale alla netta sensazione che in cinque anni di Governo abbia fatto tanto per sé e poco per l’Italia. Poi se abbia costruito l’impero tramite il sistema delle holding e tutto il resto (robe probabili ma difficilmente verificabili fino in fondo per noi comuni bipedi, alla fine “ci si fida di chi ci sta più simpatico“) è un’aggravante.

Il quadro che mi sono fatto di Veltroni è il seguente: un oratore affascinante (ma riesce a comunicare solo con certe platee) un filo troppo ipocrita, buonista, ingenuo e politicamente del tutto incapace e dannoso. È corrotto fino al midollo? Finora siamo a livelli di “mi ha detto mio cuggino che ha letto su Libbero che…“, quindi direi che vige la presunzione di non-corruzione. E così è, piaccia o meno, per molti, moltissimi altri. Capisco che non poter rinchiudere o picchiare selvaggiamente gente che, specie con questa legge elettorale, più o meno si coopta al potere e che percepisce miliardi di miliardi di miliardi e di privilegi vari (che in realtà pesano molto poco sull’italico bilancio… l’incapacità di prendere decisioni valide in tempi umani incide ben di più) faccia incazzare, ma tant’è.

I fatti che Travaglio sbandiera sono sempre verità assolute, come si pretende? Lo sono fino a un certo punto. Se dico “Berlusconi aveva la tessera della P2” è un fatto, una verità assoluta (anche perché non è mai stata smentita). Se vado in televisione a dire “Schifani è amico dei mafiosi” ma ometto il “dettaglio” che sono passati diciott’anni tra quei contatti e la condanna, dico un “fatto“, ma sono anche intellettualmente un po’ disonesto (anche perché faccio affidamento sulla credibilità della quale godo: “Travaglio è colto, parla bene, si documenta, legge le sentenze, scrive mattoni, ha un gran seguito, attacca chi mi sta sul cazzo, ha un bell’aspetto => mi fido ciecamente e sono pronto a difendere a spada tratta chiunque osi mettere in dubbio quello che dice, senza se e senza ma)“.

La realtà è che, allo stato attuale, che sia scritto su un libro, sui muri o detto in TV, non ci sono elementi per sostenere che Schifani abbia avuto legami con la mafia. Fa male, ma è così. Perché Travaglio omette gli importanti “dettagli sfavorevoli“? Perché altrimenti il colpo di teatro della “mafiosità” (fatta subodorare) di Schifani, ovviamente, evaporerebbe agli occhi dello spettatore bue che non va su internet, non legge, non approfondisce, ecc. Insomma, andare in TV a buttare là uno “Schifani era amico dei mafiosi” senza contestualizzare e spiegare il perché e il per come non è certo da editto bulgaro o da querela. Ma è anche troppo facile, inutile e non informa. È solo altra povere alzata, altro rumore di fondo.

Ha ragione quindi D’Avanzo (che, per la cronaca, è quello di dossier con i controcazzi come quello su Bolzaneto e su Telekom Serbia pubblicato su Repubblica… non esattamente il Belpietro di turno, quindi) a criticare il METODO usato da Travaglio:

Nessuno ha mai messo in dubbio l’onorabilità di Travaglio. Nessuno ha voluto sollevare una noiosa e irrilevante polemica personale. Si è voluto soltanto ragionare senza ipocrisie su un metodo giornalistico che, con niente o poco, può distruggere la reputazione di chiunque. Era un memento a Travaglio e a noi stessi ad usare con prudenza, armati di niente o poco, la parola “verità” (evocata, purtroppo anche oggi). […]

Il mondo quindi si divide in buoni (incriticabili) e cattivi (diventa cattivo anche chiunque “attacchi” il buono)? Mi sembra una semplificazione da Star Wars… Alzare un rilievo, fare notare ciò è sbagliato in nome dell’ipse dixit, ci bondizza e “aiuta” chi vuole imbavagliare Travaglio, Santoro, Fazio, Cicciolina? Non credo proprio. L’accantonare il tentativo di essere obiettivi per cercare facile conforto nella pappa preconfezionata fornita da magistrati, giornalisti, conduttori televisivi, santoni e supereroi vari, limitandoci a fare da loro megafono, ci rende superflui come blogger ed è fare un torto in primo luogo a noi stessi e alla nostra intelligenza.