Tutti gli esseri animati, e a volte anche quelli inanimati, convivono con una dose più o meno importante di ipocrisia. La coltivano, la curano, la nutrono con affetto, arrivando in alcuni casi a toccare vette suggestive e inenarrabili. Tutti si rendono facilmente conto dell’ipocrisia insita negli altri sgambettanti individui.

Berlusconi

Ma, quando loro stessi vengono messi in modo molto evidente di fronte alla propria enorme e deflorante trave anale, allora svicolano, negano, fuggono mulinando mille gambe, aiutati dai ben oliati meccanismi di autodifesa che scattano prontamente. Tipo evadi il fisco per fantastiliardi di euro o accoppi tuo figlio di due anni per avere più tempo da trascorrere dal/col/sul pedicure. Ma ti autoconvinci di non averlo fatto perché [inserire autogiustificazione mentale del cazzo a caso]. Robe di questo tipo.

Manifestare odio e plateale disprezzo verso questo spiacevole e misero aspetto dell’esistenza umana è ormai un cliché, quasi una pratica sportiva. È sufficiente fare un giretto per l’amata Splinderlandia per vedere pullulare ovunque come funghi i famosi boxettini nei quali l’ipocrisia viene considerata la pratica più disdicevole che ci sia. Quasi più insopportabile della malvagità più nera, più nefasta della distruzione indiscriminata, più inaccettabile dell’egoismo che ci pervade e ci circonda.

Se ti comporti in modo orrendo con tutti, distruggi selvaggiamente, se sei un irragionevole egoista, se picchi, se ammazzi, se stupri ma lo fai in modo molto aperto e sincero, allora è ok, verrebbe quasi da pensare. Se invece spargi buonismo, pompini e sorrisi a piene mani, e nel tempo libero salvi le vecchiette dall’assalto dei feroci comunisti mutanti provenienti dallo spazio, ma dentro di te alberga la falsità, se hai qualcosa di poco chiaro da nascondere, allora sei come minimo il più orribile e disgustoso degli esseri viventi.

Come fare a uscire da un simile tunnellellellel? Beh, credo che ogni tanto sia necessario farsi delle pippe mentali del tipo “ma davvero penso questo?”, “ma in questo punto sono coerente?”, “quale reale motivo mi ha spinto a fare ciò?”, imparare dagli errori e poi comportarsi di conseguenza nel futuro. Ovviamente mediando con una sempre utile dose di buonsenso (non posso dare dell’imbecille a troppa gente anche se lo penso, talune convenzioni sociali vanno rispettate anche se proprio non vanno giù, certi discorsi sono troppo inaccettabili in molti ambienti e potrebbero portare ad arresto immediato o a fine cruenta e prematura).