“Sappiamo tutti benissimo che il Paese non può permettersi elezioni anticipate. Con gli effetti drammatici di questa crisi economica, i postumi imprevedibili della rivoluzione popolare nei Paesi arabi e la prossima, dilaniante perdita di un posto in Champions League da parte delle squadre italiane esse rappresenterebbero una sciagura inenarrabile, un baratro culturale e morale nel quale
Mark Orlov – Take it seriously
sprofonderemmo miseramente”.

“Trovo gravissimi e inaccettabili i fischi a figure di alto profilo istituzionale come Sara Tommasi e Mariano Apicella”.

“Non saremo mai disposti ad alcun tipo di alleanza o di manovra di palazzo con il Partito nazionalcomunista per le libertà: abbiamo un nostro progetto ben definito, una visione dinamica e moderna del ruolo della politica all’interno di una società ormai globalizzata nella quale un numero sempre maggiore di nostri concittadini si dice pronto a riconoscersi con fiducia e ottimismo”.

“Ah, e non è vero che i sondaggi ci danno allo 0,1%”.

“Guardi, il punto non è questo. Non ci interessano le poltrone, altrimenti nel ’69 avremmo potuto accettare la prestigiosa offerta di un sottogretariato alla prostituzione che ci venne avanzata da Beniamino Andreatta in persona nel corso di una gita ad Alberobello alla presenza del cazzo di Mubarak”.

“La maggioranza deve smetterla con queste pose da autosufficienza e accogliere nel governo esponenti della nostra formazione politica e di quelli provenienti da una forza legata alla grande tradizione prestidigitazionista mitteleuropea come quella del Partito per il nazionalcomunismo liberale”.

“È chiaro che, di fronte a fratture insanabili nella compagine di governo e a lacerazioni così gravi nel tessuto sociale e istituzionale del Paese, non c’è altra strada che quella di andare dagli italiani e chiedere loro di esprimersi liberamente sull’aumento del biglietto al cinema e sul caso Ruby”.

“Siamo pronti a un’intesa con il Movimento libertario nazionale italiano del futuro e tutte le altre forze che si riconoscono nei valori della civiltà postmoderna e dell’antibagetbozzismo selvaggio, purché rinuncino alla sciagurata idea di un patto riformista con la Federazione italiana della Nazione per il liberalfuturismo”.

“Nicole Minetti a questo punto deve scegliere. O si decide a indire le primarie, o comincia sul serio a governare il Paese, anche perché gli investitori internazionali sono stufi di questo clima di odio che serpeggia tra i banchi della commissione bicamerale per la compravendita dei parlamentari”.

“Nutro profonda stima in Rosy Bindi, che conosco personalmente fin da quando all’oratorio con il gatto a nove code giocavamo a flagellarci i testicoli, ma penso che in questo momento Padoa Schioppa sia il leader più adatto per il centrosinistra”.

“Lo scappellamento a destra come se fosse antani è una grande questione sociale che questa magistratura, anzi, che una parte di questa magistratura radical chic non può continuare a ignorare. Gli italiani ormai hanno capito. Non ci faremo intimidire dal complotto ordito da una Corte Costituzionale irresponsabile e ormai lontana dalla gente che passa il suo tempo rinchiusa nel Palazzo della Consulta, mentre noi andiamo tutte le settimane a Santa Lucia a preparare altri dossier sulla casa di Montecarlo e variamo il nuovo condono edilizio in Campania”.

“Ribadisco ancora una volta che riteniamo scriteriato portare nuovamente i cittadini alle urne proprio mentre si prevede l’arrivo di una nuova tempesta solare dagli effetti potenzialmente catastrofici per i mercati internazionali. Stiamo lavorando insieme all’Alleanza socialnazionalista per il trasformismo ecologista, a Pedobear e alla Nazionale italiana di curling per una soluzione che consenta a tutte le marmotte riformiste del Paese di trovare rifugio all’interno di un’area responsabile in grado di partorire le riforme”.

“Stiamo raccogliendo nelle piazze di tutt’Italia cento milioni di euro per ricomprare un numero sufficiente di deputati e senatori, e portare così finalmente il Paese al televoto”.