Perché si discute tanto di queste (ok, al TG4 non le passano) e non dell’economia, delle pensioni d’oro, di come il governicchio intende affrontare la crisi e bruciare vivi comeavvienedoverosamenteintuttoilmondo i manager, di quali altre porcate sta per scodellare, riforma della giustizia, campi di concentramento. È una scelta. Se i riflettori sono puntati su un attore, i suoi colleghi faranno inevitabilmente la parte dei comprimari avvolti dall’oscurità.

La spiegazione mi sembra scontata. Le leggi e le loro possibili ma direi anche inevitabili ricadute sociali sono materia complessa (a provare a decriptarle e a cimentarcisi veramente saranno in quattro amici al bar, Regina Elisabettagli altri aspettano che caschi dal cielo la versione ufficiale della squadra che tifano, da ripetere a menadito con furore e accanimento terapeutico). Le gaffe invece sono roba semplice, triviale, elementare, sulla quale chiunque può immediatamente esprimersi, barrire ed embeddare, immedesimandosi nei personaggi coinvolti e commenticchiando gioiosamente col vicino. Il tutto con contorno di battute, imitazioni alla Sabina Guzzanti e vignette divertenti almeno quanto chiudersi la proboscide nella portiera dell’auto.

Quindi, il successo dilagante di queste ultime, le gaffe cioè, è pressoché inevitabile, godono naturalmente di un impatto sociologicamente devastante. Cercare di arginarlo è come provare a battere la sete a ferragosto bevendo del succo di cazzo con peperoncino, non se ne esce, chiunque stia al governo (Prodi, Andreotti e soci venivano presi in giro pecorecciamente per i difetti fisici o cose del genere, quindi sempre per aspetti non sostanziali).

L’effetto diversivo, cioè il “ma come, ancora non l’hai capito?!?!?!????????????????? si parla o si decide appositamente di far discutere di questo affinché ci si dimentichi di quell’altra questione ben più importante!!1“, comunque è sopravvalutato. A parte che presuppone l’esistenza di fantastici e mastodontici gombloddi nei quali nessuno sgarri e tutti siano sempre perfettamente coordinati e controllati e fustigati a ogni minimo movimento inappropriato delle sopracciglia, politici, giornalisti, visagisti. Il che in Italia, Paese che ha eletto l'”ognuno fa il cazzo che vuole quando vuole” a vero inno nazionale, è fattibile solo in maniera limitata.

E poi comunque i diversivi potranno funzionare un po’, ma alla fine (quantomeno del mandato) la gente, se diventa più povera o se non trova lavoro o se viene sbranata da una mandria di barboncini nani inrandagiti resi folli dall’aumento del prezzo dell’eroina se ne accorge, oh se se ne accorge. Ok, dopo un po’ magari se ne dimentica, e pure con una certa disinvoltura, ma quello è tutto un altro paio di maniche…