La questione mi sembra abbastanza semplice. Vietare alle genti di andarsene a zonzo, e di penetrare magari anche in banca per prelievi più o meno autorizzati, Amadindondan e mogliea volto (completamente) coperto 365 giorni l’anno non mi sembra poi così irragionevole.

Considerando che già ora la nostra libertà di cazzeggio è limitata da varie, opinabili e fascistissime ragioni di ordine pubblico (non posso volare equipaggiato di liquidi in bottiglia, animali esotici o fucili al plasma come la mia natura anarchica e insofferente a qualsivoglia imposizione mi suggerirebbe).

Il problema è che si vede da cinquecento chilometri che queste polemiche, che si ripresentano puntuali come le pandemie influenzali e le mani morte su una metro giapponese all’ora di punta, sono animate da antipatici e intolleranti retrogusti razzisti.

Per me ognuno dovrebbe avere la libertà di vestirsi come stracazzo gli pare.

Per quanto trovi odioso e aberrante il burqa, non credo sia possibile andare a sindacare caso per caso sulle motivazioni che stanno dietro all’abbigliamento altrui (una donna ha il velo per sua scelta o perché sennò il marito/fratello/padre/cugino/bisnonno la picchia selvaggiamente? E chi può barrirlo con sicurezza?).

E nemmeno che l’emancipazione femminile o quella della società dalla religione e dai suoi fanatismi più ottusi, spiacevoli e invadenti possa essere forzata per legge. Ci vuole pazienza.