Le reazioni all’elezione del nuovo presidente americano, com’è noto, sono state particolarmente imbevute di provincialismo e folklore nel nostro Paese. Con punte di razzismo vero, razzismo sincero. Protagonisti non solo i politici, ma anche gli annoiati utenti dei vari social network. Con Feisbuc ovviamente sugli scudi.

Berlusconi sbaglia: Obama non è abbronzato, è NEGRO“. Non è Borghezio a barrirlo, ma si tratta del nome di un gruppo di Facebook inaugurato da tale Umberto on Bossi (nulla a che vedere naturalmente col Mario Borghezio
Youblob — borghezio
Senatùr autentico). Intendiamoci, sono ben conscio del fatto che il social network del momento – una volta provati tutti i vari giochilli, dopo essere diventati fan di tutti i supereroi dei cartoni animati, aver spiato i cazzi virtuali altrui per un po’ e aver rintracciato tutti i compagni delle elementari che credevate morti o, peggio, sposati con marmocchi a carico – diventi una pallazza di discrete proporzioni. E sono decisamente per rivalutare l’utilizzo del termine “negro“, il più corretto e il meno ipocrita per definire chi appartiene alle diverse razze del ceppo negride, originarie del continente africano, caratterizzate da pelle scura, naso largo e schiacciato, capelli crespi, labbra e pisello pronunciato, ma soprattutto ritmo nel sangue. “Nero” o “di colore” risultano infatti appellativi molto più insipidi, oltreché inesatti (e poi è un colore anche il bianco…), lasciando in bocca quello strano retrogusto di politicamente ultraipercorreggiuto. Anche “afroamericano“, tanto in voga adesso, mi pare un po’ vago, non so, dà decisamente poca soddisfazione, diciamocelo. Fatto sta che frasi quali “via i NEGRI da tutto il mondo“, in bella mostra nella descrizione del summenzionato gruppo, lasciano poco spazio all’immaginazione e alla simpatia.

ORGOGLIONI DI SILVIO – “Berlusconi ha fatto una gaffe, Obama non è abbronzato… è proprio negro!“, è il nome di un altro di questi grupponi. L’obiettivo è sfottere “i comunisti che, con la vittoria di Obama, festeggiano come se avessero vinto le elezioni in Italia! Buffoni!“. Proprio non si capisce perché in un mondo globalizzato (concetto che ci viene ricordato ossessivamente in coro da tutti i media) l’elezione di un nuovo, inevitabile “uomo più potente del pianeta” che quantomeno dà l’idea di essere più preparato, ragionevole e attento alle nuove tecnologie, a internet, ai blog, nonché dai programmi (almeno quelli) leggermente meno macellai, relativamente a politica estera e welfare, del suo canuto sfidante non possa suscitare buonumore e ispirare fiducia. Soprattutto pensando che arriva in sostituzione di uno che ce l’ha messa proprio tutta per risultare gradito quanto un tacchino nel culo e che è ai minimi storici di popolarità pure negli USA. Visto che, volenti o nolenti, tutto ciò ci riguarda. Sempre tenendo presente che non va idealizzato, ma valutato in relazione agli altri politici esistenti, a quello che un governante nella sua posizione può realisticamente e concretamente fare e distruggere nel mondo attuale.

IRONIA E BUOI DEI PAESI TUOI – “Che Obama sia abbronzato mi sembra un dato di fatto!!!” è il nome del gruppo di questo (sotto)genere più nutrito (ben 3428 i membri). “Per tutti coloro a cui Silvio ha restituito il sorriso con la sua battuta sul ‘suntanned‘ Barack Obama. Facebook t-shirtDedicato anche a tutti coloro che ne hanno PIENE LE PALLE del buonismo ipocrita catto-comunista e del politically correct a tutti i costi che non comprende mai l’ironia e ci proibisce perfino di fare battute sul nuovo Gesù nero. Questo gruppo è anche per tutti coloro che sono FIERI di avere un Primo Ministro come Silvio Berlusconi che non fa riverenze a nessuno ma che si può permettere di dire quello che gli pare, quando gli pare e soprattutto A CHI GLI PARE. Orgogliosi quindi di essere italiani con Silvio! PS Che vadano a cagare tutti quelli che stanno chiedendo scusa a nome dell’Italia a sua maestà. Noi scusa non la chiederemo mai!“. E poi: “Non ha detto abbronzato di merda o cose simili. In fondo ha solo sottolineato il fatto che era nero e questo è una grande svolta per la storia USA“, secondo Marco Bertoncelli. Sarà – fatto sta che, sebbene sostituire la diplomazia con la sbruffoneria nei rapporti internazionali costituisca indubbiamente un’operazione molto originale – dubito che ciò possa portare a risultati lusinghieri alla lunga. Anche perché lo schema delle continue rettifiche e smentite all’estero è di più difficile applicazione, impossibile sguinzagliare Cicchitto & friends nei tiggì se quei comunistoni della CNN ti vanno contro. E poi, per Piersilvio!, che un PresDelCons debba essere dotato di maggiore abilità e sensibilità nello scegliere le battute più adatte rispetto a un comune mandolinaro esentato da restrizioni di carattere diplomatico dovrebbe essere assodato, come spiega bene Guzzanti (quello pidiellino). Il problema è anche che il giulivo ex palazzinaro evidentemente non conosce così approfonditamente come sostiene la lingua di Barack (dato che la famosa telefonata ha visto sgobbare i traduttori), e forse neppure la cultura del suo Paese: l’uso di un termine che appare innocuo in un contesto (l’Italia storicamente non è stata così toccata dal problema della schiavitù e da quello dell’integrazione razziale), assume un rilievo molto diverso in un altro, andando a incidere nervi ancora scoperti (l’assassinio di gente del calibro di Martin Luther King, ma anche l’assai più fresco pestaggio di Rodney King, capace di scatenare l’annessa rivolta).


MORTE AI ROM
Libero Obama(MA ANCHE ALLA LINGUA ITALIANA) – Obama a parte, c’è da dire che la ggente, frullandosi alla lunga le ovaie dell’aspetto nostalgico-narcisistico-esibizionistico di Facebook, è portata a riscoprire il fascino primitivo insito nell’aggregarsi per ruttare pubblicamente i propri istinti meno alti, tra l’approvazione di altri bipedi pensanti (?). Il tutto ovviamente con la comodità pantofolara garantita dall’internetwebz (e magari con il fascino sempreverde del semianonimato: ok, su Facebook si mettono nome e cognome, ma non è detto che debbano per forza essere quelli veri). Ciò si può notare per esempio in questo ameno gruppo denominato “+ rum, – rom“. Imperdibile l’intervento di Massimo Carra, uno dei ben 46.788 membri, nonché il postatore di un sintetico ed esplicativo “gasiamoli tutti“. Leggermente più barocco Matteo Drago: “Per i rom bisognerebbe aprire delle battute di caccia, con la scusa del controllo demografico come si fa x i cinghiali. Gentaglia. L’Italia non ha bisogno di ‘sta gente qui. Fuori dai coglioniiiii“. Ribadisce il concetto, cogliendo l’occasione per ammazzare un po’ il anche congiuntivo, Matteo Antonucci: “nn ci sono mezze parole..x quella diciamo feccia..fuori dal mondo…se nn esisterebbero si starebbe na cifra mejo..e cn loro molti altri stranieri..“. E se invece non esisterebbero certi italiani? (Giorn)