I lettori de Il Giornale hanno lanciato una generosa sottoscrizione per coprire la voragine di settecentocinquanta milioni di euri spalancata dalla sentenza comunista. Chi offre cinquanta euri, chi cinquantuno, chi è pronto a impegnare sua nonna su ebay per salvare il culo all’amato. Si calcola che se ogni elettore del PdL (campa cavallo) versasse quarantadue europrodi, le settecentocinquanta cucuzze sarebbero belle che coperte. E il Milan potrebbe riprendere ad acquistare giocatori sotto le trentacinque ere geologiche con tutte le rotule al posto giusto.

Al di là della retorica del “siamo tutti uguali davanti alla legge” (non lo siamo, mai). La difesa di Pecorella era oggettivamente ridicola, dai: siccome nelle ultime elezioni a qualcuno è venuta l’idea altamente deficiente di scrivere i nome dei candidati sulla scheda a caratteri cubitali, allora la Costituzione è carta da culo e Silvio è equipollente a Sarkozy o al Papa o a Mazinga insomma nun ce scassate o’cazz.

Lo so che ultimamente parlo spesso di Vespa, ma la telefonata dell’uomo-che-non-sa-mai-niente ha qualcosa di leggendario per l’assalto disturbante, selvaggio e indiscriminato, perfino Bruno sembrava quasi impaurito, a un certo punto ho temuto che gli partisse un embolo in diretta, che poi per la tifoseria già sovraeccitata sarebbe stato il massimo proprio ieri.

Non capisco questi attacchi molteplici a Napolitano: se firma non va bene perché è troppo debole (per Tonino & C.) e vuol dire implicitamente che la Corte Costituzionale poi deve approvare per forza (secondo l’omino), sennò è prendere per il culo perché lascia il lavoro sporco ai giudici comunisti. Se non firma è un attentato alla democrazia perché lui non è stato eletto dal popolo e via silvieggiando.

È vero che rimandando le leggi darebbe un segnale politico. Ma quello che Travaglio, Grillo e Di Pietro non vedono o sottovalutano è che se tu arbitri una gara tra Mike Tyson dotato di corazza e lanciafiamme e un peso piuma armato di temperino forse non puoi fare proprio finta che si tratti di uno scontro regolamentare. O se lo fai è un vacuo immolarti. Alfano failPerché quel lanciafiamme arrostirà pure te.

A che serve in questo passaggio (probabilmente il più ostico di sempre, perché la belva non è mai stata così ferita e dà chiari segni di squilibrio, come da video) un Presidente della Repubblica bombardato quotidianamente dai media e che la gente non considera super partes, quello che avvenne con Scalfaro (che però dovette cuccarselo in un periodo meno difficile, nel quale governò solo una manciata di mesi)?

Per me i vari messaggini informali di moral suasion e di spiegazioni che Napolitano manda con tanto amore sono in effetti un po’ una cagata (a volte ai limiti della Costituzione e delle convenzioni). Ma quest’uomo comunque ha un grosso, grossissimo merito troppo spesso criminalmente ignorato: quello di tenere al calduccio la poltrona sulla quale alloggia, impedendo a Silvio di occuparla.