INCERTEZZA DEL DIRITTO IS DE UEI Umberto Santino, presidente del Centro Impastato di Parlermo e altro “perseguitato” dalla giustizia italiana, naturalmente non fa mancare la sua solidarietà, invocando una maggiore tutela nell’ambito della libertà di stampa e di ricerca nella lotta alla mafia, visto anche il pronunciamento della Corte europea dei diritti dell’uomo contro lo Stato italiano (reo di non riconoscere al politologo Claudio Riolo, condannato in Cassazione, l’esercizio del diritto di critica). “Un’ingerenza sproporzionata nel diritto di libertà di espressione” è stata definita a Strasburgo quella nei confronti di Riolto, colpevole di aver criticato un po’ troppo aspramente il presidente forzista della provincia di Palermo, Francesco Musotto. Peppino ImpastatoSono molti poi i semplici e solitari blogger che si appellano all’art. 21 della Costituzione, insinuando il sospetto che esso sia completamente sconosciuto alla Di Marco (Paolo Fior per esempio le scrive un’accorata e un po’ strappalacrime missiva). In una democrazia sana, si sa, la certezza del diritto, se non tutto, è parecchio. Troppo facile – e pericoloso – liquidare una sentenza così come semplice, grossolano errore destinato a rimanere isolato. Le motivazioni fornite dal tribunale di Modica appaiono contraddittorie in quanto l’attività blogghereccia di Ruta viene considerata amatoriale e avente fini commerciali allo stesso tempo. Inoltre, per quanto riguarda il ritmo e la periodicità degli aggiornamenti, resta avvolto nell’oscurità e nel mistero il confine oltre il quale si rischia che il proprio bloggare venga considerato da qualche giudice (mentalmente ottocentesco e a digiuno di internet e tecnologia) come un intollerabile atto criminoso.

SPAMPINATO E IMPASTATO – C’è chi, come Procopio (che in aggiunta “chiude” anche per sciopero insieme soprattutto ad altri blogger della piattaforma Tiscali), tramite i suoi sberleffi poetici,Testata Zidane lascia intuire che l'”errore” non starebbe tanto nell’eccessiva frequenza del bloggaggio, piuttosto nell’aver cominciato a pestare piedi un po’ troppo potenti. “‘Ma signor giudice, io me so’ ‘nformato / e ho cercato de fa’ conosce i fatti / perché hanno ucciso Giovanni Spampinato / che indagava su truffe e su ricatti…’ ‘Ma quali truffe, fatti e fatterelli… / Mo m’hai scocciato e te lo dico chiaro / scrivi, se vuoi, di scippi e furtarelli / nun ce provà ndove ce sta er danaro“. O chi, come Enrico Natoli, semplicemente e direttamente si fa domande (retoriche, purtroppo): “Qualche tempo fa Carlo Ruta scrisse una lettera nella quale mi chiedeva per il suo sito un parere sulla vicenda Spampinato. Io – che non sono un esperto – non ne sapevo molto, e il poco che sapevo lo avevo letto (distrattamente, lo ammetto senza remore) proprio nel sito gestito da Carlo Ruta. Ebbi una reazione simile a quella che provai la prima volta che qualcuno mi raccontò la storia di Peppino Impastato: com’è possibile che in Italia non conosciamo, a livello collettivo, storie come quella di Spampinato?

SpampinatoNON È IL TROPPO BLOGGARE CHE INFASTIDISCE, MA… – Oltre al giovane giornalista assassinato, anche l’aver trattato temi scomodi quali i nessi fra Danilo Coppola e i salotti della finanza nazionale, le tangenti miliardarie nell’est della Sicilia, l’essersi occupato di mafie militari, di bande che spadroneggiavano nel gelese e nel siracusano, e l’aver “scomodato” alcune potenti banche, dall’Antonveneta del nord-est alla BAPR, potrebbe aver contribuito a questo secondo oscuramento (il primo risale al dicembre del 2004, con annessa condanna a otto mesi, per aver ospitato un intervento di un ex funzionario pubblico di Ragusa), come racconta lo stesso Ruta in una recente intervista. Evidentemente, la pur potente arma della querela per diffamazione (“va considerato che il giornalista d’inchiesta, una volta rinviato a giudizio, non sempre può difendersi in modo pieno. Il vincolo della riservatezza della fonte, cui non può sottrarsi, può impedirgli infatti di esibire per intero gli elementi in suo possesso“, dice lo storico) non era più sufficiente? (Preso a capate su Giornalettismo).

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