Spesso i mass media, la società, la scuola, i matusa, ma soprattutto le associazioni dei consumatori e il Governo, accusano il normale, pacato cittadino di non prestare abbastanza ascolto agli altri, numerosi individui che popolano le nostre strade. Chi non ascolta, in sostanza, viene inseguito, osteggiato, criminalizzato, talvolta apertamente menato, e il suo ego straripante esposto al pubblico ludibrio. Ma qualcuno ha mai provato a chiedersi PERCHÉ, in genere, si ascolti così poco?


Hugh Syme

Io ho tentato, per come ho potuto, e la risposta è che, fondamentalmente, la gente spesso esagera con le STRONZATE, sprigionandone talvolta un quantitativo illimitato, e devastante, nell’atmosfera.

È un po’ come quando, cominciando un libro, dopo qualche pagina pensi “questo nooon ce la fa”. Poi magari continui a leggere, sovrastato dai caratteri, con le pupille che si attorcigliano… così, per sport, perché ti sei imposto di finire tutto il finibile; o perché il libercolo l’hai pagato e ti autoconvinci che, dopotutto, non è poi così male, quasi quasi se la gioca con Il Castello, anzi, gli è perfino superiore sotto alcuni aspetti cruciali, come la sovracopertina; oppure, volendo essere più realistici, perché è l’autore a ricompensarti lautamente per farlo.

Ma dentro di te, inconsciamente, pensi: “questo che scrive è un gran cazzone, non merita i miei soldi, il mio rispetto, il mio tempo, quindi chisseneincula, divago/evado curandomi dei fatti miei”. E via, pertanto, con quell’espressione da pesci lessi filosofi (tipica da caduta verticale di attenzione e di concentrazione) che ci si stampa involontariamente in faccia, con i voli pindarici, con gli abissi indefinibili che si vengono a creare tra noi e la parola scritta, urlata o chiacchierata che sia.

È la stessa cosa che avviene quando la ragazza-ormai-donna dietro la quale sbavi senza ritegno dai tempi dell’asilo ti tiene ostaggio al telefono, raccontandoti dell’ultimo litigio con la sua mamma pazzanemicaesauritacriminaleforzitaliotaarteriosclerotica, avvenuto di solito per motivi di un’importanza capitale. Tipo che la sciroccata signora avrebbe voluto mettere a bollire le penne lisce, mentre la nostra amata/mestruata si era dichiarata ideologicamente contraria a ciò, preferendo senza alcun dubbio l’immissione di quelle rigate, che assai meglio si sposano ai sapori ricchi e generosi offerti dalla cucina mediterranea.

Oppure (par condicio, visto che trovo penosi i maschi che parlano male solo dell’altro sesso: generalmente quelli che lo fanno — parliamoci chiaro — è perché nessuna gliela fa annusare neanche in webcam, e forse nemmeno pagando, dall ’83). Oppure, dicevamo, quando il tuo ragazzo, nel bel mezzo di una sessione di petting selvaggio, comincia a elencarti, tutto rapito, i nomi, i cognomi e i centimetri dei muscolosissimi giocatori della Pro Vercelli protagonisti indiscussi di quell’importantissimo campionato interregionale-anale svoltosi durante le guerre pun… Zzz…

Per farla breve: se proprio vi sentite inascoltati da tutti, andate al sodo, tagliate almeno il 98% delle minchiatelle ostrogote in eccesso, e se siete depressissimi dentro, beh, perlomeno ogni tanto, cazzo, sforzatevi di dissimulare, di cercare qualche variazione ai soliti e un po’ logori temi (altamente inutile enumerarli). Altrimenti, dopo un po’ spingerete al suicidio i vostri interlocutori (mentre voi, passato il periodo di scazzo esistenziale, starete alla grande, e tromberete più di Briatore).

Vedrete che, se farete ciò, gli altri vi concederanno con molta più facilità la disponibilità del loro apparato uditivo, e magari pure di quello olfattivo.