Con la presunta dipartita della televisione (che tutti dicevano di aver smesso di guardare ma che poi, uscita dalla porta, è tornata zitta zitta dalla finestra, vedi le twittercronache su X Factor, Chi l’ha visto? e qualsiasi cosa) uno si immaginava l’avvento di un’era straordinaria segnata da una maggiore libertà per quanto riguarda l’informazione e la comunicazione. Un’era nella quale alle genti non sarebbe più stato imposto un rigido palinsesto preconfezionato calato dall’alto, ma saremmo stati tutti liberi di dare forma a pensieri sempre più audaci e profondi, aprendo, che dico aprendo?, spalancando le nostre menti, il miele che scorre nei fiumi e bla bla. Ovviamente ciò non si è verificato manco per il cazzo, anzi. A parte i danni da mamminainformata99, che ai tempi d’oro della TV si sarebbe sorbita senza poter fiatare il maestro Manzi e Piero Angela, e ciò non sarebbe stato affatto male, tutt’altro, se l’algoritmo di Facebook ci serve come piatto del giorno Chiara Ferragni che si è depilata in maniera discutibile l’ascella sinistra tutti discettiamo, magari anche sbadigliando, di quello, nei modi consueti. Compresi i post di quelli che per attirare l’attenzione fingono di prendersela con le masse che ne parlano, gli strali di quegli altri che attaccano questi per fare gli antianti(anti?)conformisti e tutto il prevedibile campionario che alla fiera dell’Est mio padre comprò. Sì, uno può parlare anche dell’argomento di nicchia che gli interessa veramente, ma tanto non se lo fila nessuno, ed essendo un social, non un monastero benedettino, è evidente e umano che uno cerchi di interagire attivamente con gli altri, che aneli a vederli interessati a quello che propone.

Con i social tendiamo a occuparci di cose che altrimenti non ci saremmo mai inculati di pezza. Vedi l’otto dicembre: il palinsesto incredibilmente didascalico del web impone che si parli proprio di questo (accanto all’evento random rappresentato dal fatto di cronaca importante dell’altra notte). Longform sui siti più alla moda, discussioni appassionate nelle stanzette (i gruppi privati, per quelli che ignorano il gergo di FriendFeed), muri di testo fatti girare su WhatsApp per dire che si festeggiavano robe già da prima che la maronna si appropriasse indebitamente di questa data, sottotesto: «Cattolici rosikate, Maalox, gnè gnè», ecc. Perfino io, non riesco a crederci, sto dando il mio minuscolo contributo a questa follia (in realtà solo perché stavo scrivendo un commento lunghissimo per rispondere a uno di Facebook e a un certo punto mi sono detto sticazzi, poi mi risponde quello col poster di Padre Pio sul letto e mi tocca leggere ciò che scrive, a ‘sto punto lo metto sul blogghe). Tutto per una questione che, finite le medie e smesso di andare a messa, si era ridotta a un: «ah, sì, c’è ancora ‘sta festa cattolica particolarmente anacronistica un po’ prima di Natale, chissà perché visto che hanno soppresso altra roba in apparenza meno insignificante e forse anche più sentita, comunque bon, un giorno di vacanza in più». Cioè, ci mettiamo a parlare tutti convinti e infervorati di un qualcosa indubbiamente e formalmente ancora esistente ma che interessava attivamente davvero (forse) a nostra bisnonna, quella col rosario e il velo nero intorno alla capoccia. Stiamo pavlovianamente elevando, proprio noi emancipati, l’otto dicembre a questione principale della giornata omonima, e questo ogni anno, rendiamoci conto.

In particolare è ricicciato fuori questo controverso pezzo. Diciamo che la Chiesa è un’istituzione nata molti secoli or sono (quindi riflette inevitabilmente la mentalità dell’epoca) e per sua natura estremamente conservatrice: un po’ si adegua, anche solo per ragioni di mera sopravvivenza, ai mutamenti sociali, ma lo fa con i suoi tempi ed entro certi limiti, pretendere che stia appresso ai ritmi forsennati dei #metoo vari e delle riflessioni d’attualità su tecnologia e sessualità forse è un po’ troppo. Da qui la sua impostazione che oggi a noi personcine evolute e ben illuminate appare orrendamente gretta e maschilista per diversi aspetti. Il pezzo, al netto dei puntacazzismi tecnici che i più invasati cultori della materia potranno fare, ma che secondo me spostano poco – «sembra fare un mischione tra l’Immacolata Concezione e il concepimento verginale di Gesù, uaaauaaaah, scandolo!1!!», non è vero, e comunque curatevi, su – non è che in sostanza dica cose tanto sbagliate. Insomma, festa dell’otto dicembre a parte, nel complesso tutta la storia che la Madonna debba essere proprio così, eternamente vergine, pura (secondo criteri abbastanza discutibili di purezza), effettivamente sorta di asettica incubatrice preservata dal peccato originale, il modo in cui si è arrivati a stabilirlo, a costruire il personaggio, a pensarci bene con la sensibilità attuale fa rabbrividire. Certo, in alcuni punti calca forse troppo la mano, in particolare «la Chiesa, nel corso dei secoli, ha amplificato e irrobustito le tendenze patriarcali già presenti nella società, a scopo politico, ovvero di controllo sociale» mi pare un passaggio un po’ forte, eccessivo, o almeno non adeguatamente supportato da riferimenti, dati o muri di testo. Non si coglie abbastanza il necessario sforzo di contestualizzazione (come erano messe le donne in altre realtà negli stessi periodi? davvero stavano ‘sta favola, senza controllo sociale? e lo scopo politico come se la passava?), o almeno è oscurato dalla troppa voglia di menare duro l’odiato avversario di sempre. Anche la parte in cui parla di Maria Goretti e socie trasuda esasperazione. L’articolo fallisce un po’ per le stesse ragioni per le quali si dice che Burioni sia inefficace, così come i guerrieri dell’antivaccinismo di professione: parla solo a quelli già convinti e cerca di persuadere la fazione opposta insultandola apertamente e prendendola a pizze tutto il tempo. Poi vabbè, si potrà dire che uno non è che per forza debba fare il divulgatore o l’opinionista “equilibrato” che punta a portare sulla retta via le persone, ma pare più uno sfogo da blogghetto personale di periferia che un articolo da sito per le masse, per quanto The Vision ambisca a essere considerato maledetto, sporco, trasgressivo e clone di Vice (non ricordo ora esattamente quale sia la sua impostazione ma mi pare ci scrivesse Bucknasty… comunque dubito che si possano fare numeri enormi in Italia scrivendo quanto sia bello mangiare la merda ancora fumante della propria nonna morta e cose così; forse trollando poco fantasiosamente i vegani però sì). Comunque leggere quelli che danno l’idea di essere così permanentemente e adolescenzialmente ossessionati dai soliti quattro temi è sempre yawn. Già a dare una scorsa veloce alle sbobbe che aveva scritto questo in precedenza si capisce. Ragione per la quale le ricerche fatte a sostegno della tesi, il name-dropping e i riferimenti colti un po’ vanno persi come gocce di sborra nella pioggia.





Ah, ricordo sempre (sennò la mia posizione magari risulta confusa) che, da non credente e blasfemo, benché spesso ne irrida gli aspetti più ottusi e folkloristici, reputo la religione ai nostri tempi qualcosa di difficilmente estirpabile, o comunque un male necessario. Anche se si potesse cancellare di botto premendo un pulsante (ne dubito), sospetto che non diventeremmo tutti atei e illuminati all’improvviso. Perché siamo soli (per ora) nell’universo; si campa poco tra dolori e avversità; la gente ha bisogno di aggrapparsi a qualcosa, qualsiasi cosa, per farsi forza e tirare avanti, per sperare di non essere quel pugnetto di insignificante pulviscolo cosmico che in effetti è; se l’esigenza di sovrannaturale è così radicata ovunque e resiste almeno dai tempi di Göbekli Tepe forse un motivo ci sarà; siete stupidi a considerare stupidi tutti i credenti, visto che tra le loro fila c’è un sacco di gente, ma tantissima proprio, che umilia me e voi in quanto a QI, contributo dato allo sviluppo della società in qualsiasi campo e tutto, ecc.

Quindi nel complesso è accettabile che resti diffusa una religione come il cattolicesimo (che «ha fatto anche cose buone» sul piano sociale, che in qualche modo costituisce un freno agli egoismi e all’incattivimento della popolazione, aspetto che in questo momento è particolarmente evidente, e che col tempo ha moderato alcuni suoi eccessi; non siamo più ai tempi delle Crociate, anche se le tirate sempre fuori pensando pure di essere furbi; ah, l’altra cosa che dite sempre, delle guerre che sarebbero causate tutte, nessuna esclusa, dalle religioni è una solenne palla). Insomma, senza giungere agli eccessi di Magdi Allam e compari, ci sarebbe potuta andare ben peggio: non penso che l’Islam si affermerà in pochi decenni da noi per la nostra ignavia e cazzate così, ma insomma, il cattolicesimo è significativamente preferibile (complessivamente più progredito, meno nervosetto, con meno mire egemoniche ed espansionistiche, sta cominciando perfino a capire che Stato e religione sono due faccende diverse) e se pensate il contrario siete degli squilibrati.

Ovviamente sono favorevole al fatto che la religione cattolica debba ulteriormente modernizzarsi, smettere di essere così maschilista e in generale di molestare lo Stato laico, i medici obiettori di coscienza devono prendersela in quel posto, ecc. Quindi quando il Papa dà addosso ai gay e voi fate il tweet «è il Papa, fa il Papa, la Chiesa è questa, cosa vi aspettate?», ricevendo ottomila cuoricioni, sappiate che non mi sembrate tanto sagaci e lungimiranti. Non è detto che debba essere sempre, esattamente, precisamente così. Alla Chiesa stessa, per ragioni di marketing, conviene per certi aspetti svecchiarsi (con ovvio pungolo o intervento diretto dello Stato laico per certe questioni cruciali, ove si mostri recalcitrante). Sì, certo, i cambiamenti avvengono con lentezza, vedi sopra. E ci sono gli aspetti teologici da considerare, il parere dei testi sacri, l’opinione di Gesù il Cristo, Sant’Agostino e tutto. Ma insomma, ‘ste questioni filosofiche con margini più o meno ampi di interpretazione uno volendo se le può girare e rigirare abbastanza, dato che le divinità alla fine le facciamo parlare noi, un po’ come Moreno con Rockfeller, si può fare e progredire molto. Quindi per piacere smettetela con ‘sto anticlericalismo da operetta, come appunto quello dell’autore del post di The Vision. Sennò bestemmio.

Immagine: The Virgin Mary Statue di David Wynne.