La fantaelezione, più o meno autentica, del segretario del PD anche a ‘sto giro giunge al termine. E meno male. Mi pare che questa democraticissima manifestazione di alta democraticità abbia prosciugato fin troppe energie e sottratto fin troppe attenzioni ai compiti che la principale opposizione dovrebbe svolgere.

Il PD ha perso ogni credibilità (babbè, quel po’ che gli era rimasta) con la vicenda dello scudo fiscale. La gente ormai passa la maggior parte del tempo a maledire Silvio sui social network. Primati democraticiE se non ti degni nemmeno di andare in aula con la schiuma verde alla bocca (“non me ne era stata fatta presente l’importanza” , ma baff…), grazie al cazzo che poi si butta verso la destra più oscurantista e vota Di Pietro. E tutto sommato fa pure *ene.

Ho origliato un po’ i comizi e Franceschini mi pare quello che più di tutti abbia capito che aria tira. Grinta e furore tonineschi, meno politichese, tanta voglia di apparire il comunista che non è, più antiberlusconismo per tutti. E, appunto, meno centro (“tanto c’è già l’uddiccì che lo fa, quindi perché sbattersi”). Tanti buoni propositi sulla Campania, ma i bau bau delle interviste non bastano più.

Marino, a detta dei bene infornati una creatura di D’Alema per sottrarre voti a Franceschini (non ho capito bene secondo quali ingarbugliate meccaniche, ma conoscendo il baffo mi fido). Non sarà mai eletto né in questa vita né nelle prossime. A parte il doveroso richiamo alla laicità e le meritevoli frustate alle amministrazioni sudiste e al razzismo delle correnti, pare una sorta di versione più colta e pettinata (ma meno entusiasmante) di Grillo. Il suo programma è fatto perlopiù di sogni irrealizzabili, non dovrà mai governare alcunché quindi può permettersi di esagerare con la demagogia. Facendo bella figura con chi per esempio si illude che l’energia sprigionata da una centrale nucleare sia facilmente sostituibile da quattro stronzatelle eoliche piantate qua e là.

È inutile prendersi per il culo, Bersani sarà il nuovo segretario. Epifani voterà per lui (sai che sorpresa). Una figura non molto eccitante e carismatica, una sorta di nuovo Mortadellone con qualche anno in meno che vuole rifare l’Unione, e questo è bene. Come anche il mio pesce rosso da passeggio ha capito, ma non la maggior parte dei detrattori di Berlusconi, se c’è questa straminchio di emergenza democratica allora ti devi (pochi cazzi): uan) alleare con chiunque; ciù) trattenere dallo stritolare continuamente gli zebedei una volta al governo. Non è difficile (‘nzomma).

Inoltre, penso sia sinceramente liberista (ma con giudizio), e questo è aribene (sì, il comunismo è stupendo, per carità… ma in Italia, in questo momento, la cosa più coraggiosamente di sinistra e antiberlusconiana che si possa fare sono po’ di liberalizzazioni, imperfette certo, incentivando la concorrenza in diversi campi e facendo un po’ il solletico alle varie mafie grandi e piccine mentre continuano a fare il cazzo che vogliono).

Nel Partito Democratico ognuno dice il fallo che gli pare. Questa, in realtà, è la vera, autolesionistica democrazia che a molti altri manca. Sarebbe assai più conveniente invece gridare con una voce sòla, più potente, e smettere ogni tanto di ammazzarsi a vicenda. Ma, a quanto pare, questo concetto è troppo difficile da afferrare e far accettare.