È da pazzi furiosi attribuire responsabilità ai magistrati, o agli avversari, o a Jenna Jameson, o a Soros, o alla Fata Turchina se quelli del PdL invece di presentare le liste per benino in Forza Paninotempo come si faceva una volta, all’epoca vituperata dei partiti non-leggeri, vanno a strozzarsi di tramezzini o a farsi suggere l’augello sulla tangenziale. Per non parlare delle solite, morigerate dichiarazioni del tipo: “È un golpe!1” o “Siamo pronti a tutto, eja eja alalà”.

Non credo alla faida interna, o dietrologie simili, benché sia evidente che ormai da tempo nell’ex Albergo delle Libertà girino più coltelli che in casa di Chef Tony. Mi sembra troppo un affettarsi il migliore amico per far dispetto alla moglie fedifraga, anche se le dichiarazioni particolarmente stizzite di Gianfry fanno pensare che. È evidente che Formigoni e la Polverini vadano riammessi a disputare il massimo campionato (lo saranno). E non tanto in nome del “politically correct” o del “non vojo che la Landszie vada in B, altrimenti non si fa il derby”. Ma perché, da parte dell’attuale opposizione, sarebbe come iniziare la partita con la squadra avversaria che ha lasciato portiere e cicciobombo cannoniere chiusi chirurgicamente a chiave negli spogliatoi.

Sono quindi d’accordo con chi ha sostenuto che la maggioranza dovrebbe strisciare in ginocchio sui cazzi, dire apertamente “scusa, ho sbagliato ammore, non lo faccio più” al tanto amato “popolo” e farsi una retrolegge “ad personam”, o qualcosa del genere. Tanto dovrebbero/dovremmo esserci abituati, oramai.