Ok, lo confesso. A differenza del 105,94% (mi tengo basso) dei blogger antiberlusconiani non sono poi così convinto che i magistrati siano (tutti quanti) i supereroi senza macchia, i disinteressati e capacissimi emissari del Bene che siamo obbligatoriamente tenuti a urlare senza sosta che siano per tentare di sottrarli all’apparato digerente del Papi. Giustizia BerlusconiChe si spacchino (nessuno escluso) la schiena per noi, abbiano orari impossibili e non possano fare di più già ora (assumere altra gente è una fantastica soluzione a tutti i problemi, peccato che costi un botto, che la pressione fiscale sia oggettivamente altina e che tanti si ostinino a votare Ilvio unicamente perché la abbassi).

Che l’obbligatorietà dell’azione penale debba essere mantenuta perché sennò chissà che succede (principio condivisibile in astratto, ma che nella pratica comporta una serie di conseguenze nefaste: per esempio gli ineliminabili momenti di discrezionalità, e fa sì che una mole enorme e ingestibile di notizie di reato finisca per congestionare gli uffici dei PM e degli organi giudicanti, contribuendo quindi non poco ai tanto amati ritardi… ovviamente lo considerano un principio intoccabile perché, sostanzialmente, è un privilegio).

Che bisognerebbe asternersi dogmaticamente da ogni giudizio sul loro operato e sulle loro sentenze (seeeeee, come no… allora evitate di commentare le scelte e le dichiarazioni dei vari Padoa Schioppa/Tremonti/Draghi/Obbbama, le questioni energetiche e il ponte sullo Stretto che crollerà, visto che non avete le stesse competenze di economisti, ingegneri ed espertoni vari)(a parte che poi quando i giudici danno pene miti o mandano libero il poliziotto/caramba che ha aperto la testa al pischello dei centri sociali, magicamente, questa fiducia cieca e incondizionata non vale più). Che i magistrati siano dei poveri cristi in balia dei politici e, al contrario di questi, senza alcun potere (eggià, da loro dipende soltanto una cosettina di nessunissima importanza come la mia/tua/sua possibilità di andarsene liberamente a zonzo o esercitare il mandato conferito dagli elettori che, in altri tempi, sarebbe alla base delle democrazie, quelle non mediaticamente inquinate).

Che l’abuso inverecondo e contrario allo spirito della Costituzione della carcerazione preventiva sia, dopotutto, un dettaglio trascurabile e non lo schifo immondo che è (quasi la metà dei detenuti delle nostre invivibili carceri sono in attesa di giudizio). Che le intercettazioni senza se e senza ma — che pure sono utili per combattere la mafia ma se, secondo le statistiche ufficiali, il 90% e passa dei reati restano impuniti, media che probabilmente non si abbasserebbe più di tanto per varie ragioni neanche se ci infilassimo tutti una microspia nel culo, magari bisognerà anche farsene una ragione — siano il meno strumentalizzabile, il più stupendo, infallibile e in linea con l’art. 15 della Costituzione dei metodi; e poi si può sapere cosa avete di tanto importante da nascondere (ma cerrrrrrto, andatelo a raccontare a Filippo Pappalardi, il papà dei due piccoli “Ciccio e Tore”)(la cosa più divertente è chi piazza nel blog slogan tristissimi tipo “intercettateci tutti” e poi cita disinvoltamente Orwell :asd: ).

Che sia solo la politica che invade il campo della magistratura e mai viceversa: le notizie sugli avvisi di garanzia che se ne vanno regolarmente a zonzo infatti ce le manda Topo Gigio; o gli arresti domiciliari alla (bleurgh) moglie di Mastella, evitabile e inutile spettacolarizzazione che poi, checché ci si arrampichi, insieme alle geniali manovre di Veltroni, ha portato alla caduta del Governo Prodi, già fragile di suo; o Del Turco arrestato con stravolgimento del quadro politico in Abruzzo e poi “no, scusate, l’indagine è un filo più complessa”, come se non lo si sapesse già da prima… lo stesso avviso di garanzia che, da strumento atto a tutelare l’indagato, è stato snaturato, trasformandolo, da Mani Pulite in poi, in segno irrefutabile di colpevolezza/responsabilità politiche; ormai estese, queste, anche al senatore che fa un ruttino alla mensa di Palazzo Madama; vedasi le ridicole richieste di dimissioni a Rutelli che esce dal PD esercitando un suo diritto garantito dall’articolo 67 della migliore Costituzione di tutti i tempi, lo stesso che aveva avallato il famoso ribaltone (e, diciamocelo, se candidate uno noto per cambiare continuamente casacca poi non potete cascare dal pero se, ma guarda un po’, lo fa di nuovo); o altre teorie forcaiole — tipo non so, prescrizione = più o meno, condanna — che sarà pure legittimo sostenere ma che non hanno molto a che vedere con la Carta di cui sopra che si vuol difendere dall’assalto del berluscoide mutante)(viene poi da farsi grasse risate pensando a chi cita pure Montesquieu o ritiene che tutto questo modo di agire e di pensare sia “di sinistra” :asd: ).

Che le toghe accetterebbero di buon grado una (doverosa) riforma della Giustizia se a farla fossero persone assennate e capaci (in realtà l’impressione è che continuerebbero a difendere corporativamente e a spada tratta il loro orticello e i loro privilegi, come hanno sempre fatto). Che le correnti politiche nella magistratura siano una roba meravigliosa e indispensabile (se esalto la civiltà giuridica e non dei troppo mitici e avanzatissimi AltriPaesiDelMondo poi però non posso fare a meno di notare che si tratta di quelle stesse nazioni che, negli scorsi decenni, quando il clima qui era piuttosto caldo, si sono rifiutate di concedere l’estradizione verso l’Italia di certi nostri connazionali, considerando palesemente incapaci e faziose le nostre toghe).

Che la separazione delle carriere causerebbe il crollo dei mercati planetari, l’esplosione del cannibalismo intergalattico e l’aumento incontrollato del prezzo della nutella. Che la persecuzione giudiziaria sia totalmente assente (ebbene sì, credo che alcuni magistrati siano un po’ malati di protagonismo… rilasciare certe interviste che si sono lette in questi anni, inaugurare l’anno giudiziario con robe tipo il triplo Resistere carpiato o aprire millemila inchieste su politici o gente famosa, spesso conclusesi nel nulla, invece che occuparsi di sconosciuti qualsiasi in standby da anni sono sintomi di voglia di apparire e, in generale, pisciate fuori dal cesso). Che, se critico Libero per le sue copertine pecorecce, poi non debba notare che Il Fatto — cioè gli “ideologi” di questo sistema alternativo all’ometto di Arcore che ci dobbiamo necessariamente sciroppare perché sennò siamo dei “mollacchioni, è per questo che Silvio vince e stravince”, e via sciroccando — piazza delle belle manette enormi in prima pagina (poi quando parli di “giustizialismo” i fanboy cascano dalle nuvole). Eccetera eccetera.

Insomma, ritengo, orrore, che un fondo di verità fuoriesca dai viscidissimi orifizi dei soldatini del Cav sguinzagliati proditoriamente qua e là. Credo inoltre che bisognerebbe iniziare a rendersi conto che l’uomo campa in media non 5/6mila anni ma, a essere ottimisti, solo un’ottantina (con la qualità della vita che per giunta s’inabissa dopo i primi lustri). Quindi un processo dovrebbe avere una durata proporzionata a questo non lunghissimo arco vitale. Altrimenti lasciamo proprio perdere, sburocratizziamoci e diamoci all’anarchia selvaggia, alla vita di campagna e al sesso libero che sono più salutari e intellettualmente onesti.

Detto ciò, questa “riformina” (schifata perfino da Taormina e Baldassarre) è quanto di più dannoso, interessato e demenziale si potesse concepire — non c’è nemmeno bisogno di ripetere perché, dato che sarei il milionesimo a farlo — e chi l’ha proposta e sostenuta, e la voterà, andrebbe gettato in un profondo buco nero e lasciato lì a squittire.