La pubblicazione del mattonazzo da quattrocento pagine in questione spacca l’umanità precisamente in due fazioni pronte a dare la vita, sanguinando in giro per il web litri e litri di commenti. Esasperando una divisione che poi, su tante questioni concrete, è molto meno netta di quanto sia necessario far sembrare per motivi, diciamo, bipolaristici ed elettoralistici (o anche solo giornalistici).

Chi crede ciecamente in Pedosilvio e nei suoi superpoteri in grado di disintegrare ecologicamente la spazzatura e di salvare l’Itaglia dalla retrocessione è convinto che la magistratura — anziché dedicarsi a punire pericolosi criminaloni, tutti rigorosamente negri o extracomunitari — passi il tempo infilzando pupazzotti voodoo con le sue non alte fattezze. Nicoletta AngiusE, di conseguenza, che se anche Lodo Alfano e leggi aumma aumma non son proprio belle cose, questo modo di agire un po’ spregiudicato sia moralmente giustificato dall’accanimento malvagio dei suoi antidemocratici avversari (troppo intenti a digerire la prole degli operai per poterli difendere, incombenza ormai ufficiosamente e senza discussioni tramandata alla Lega).

È evidente, al contrario di quello che certi commentatori de Il Rotolo sembrano pensare, che i magistrati possano avere delle idee politiche. Sarebbe preoccupante il contrario, in quanto solo i bambini, gli sciocchi e i sempliciotti ne sono sprovvisti (o, più che altro, lo credono). Non sono convinto dell’apparentemente inderogabile necessità di sbandierarle ai quattro venti (quindi con le varie correnti e tutto il resto), in quanto ciò è anche un po’ enfatizzarle. Ok, so che sei un essere pensante, è inevitabile, però non è che mi senta più tutelato se mi fai sapere che sei piercasinista o afroveltroniano o martire della resistenza agli adoratori del dio Spongebob. Mi sembra al contrario una sottolineatura evitabile. Se il politico ha il dovere di apparire onesto, il magistrato, per par condicio, dovrebbe coltivare quello non soltanto di essere imparziale, neutrale, quasi asettico, ma anche di sembrarlo più di quanto non accada ora.

Detto ciò, il nostro sistema è parecchio buonista e garantista verso l’imputato (probabilmente pure troppo, se si pensa alle praterie concesse dall’indulto o alla rapidità supersonica con la quale certi reati vanno in prostituzione). Marcire dentro perché le toghe malefiche, pur senza elementi, si accaniscono contro di te per ben tre gradi di giudizio sulla base di una presunta avversione politica è abbastanza complicato. Anche venire screditati mediaticamente grazie a un avviso di garanzia o a una condanna in primo grado non è più semplicissimo. Specie quando il quinto dei telegiornali, in una sua edizione, casualmente si dimentica di inserire notizie di questa portata nei titoli. O quando diffusi rotoloni imperiali la mettono giù come “Toghe rosse all’attacco“.

Il succo della questione: è giusto che la confessione di Mills antisilvica sia considerata più credibile delle sue successive e fantascientifiche ritrattazioni? Ma soprattutto, credere che il Papi sia un bravo e perseguitato padre di famigghia dalle cattive frequentazioni non mette ormai un po’ troppo a dura prova il buonsenso perché gli si continuino ad affidare con disinvoltura le chiavi e il fondoschiena del Paese? Non sa di Previti, non sa di Dell’Utri, non sa di Mangano, non sa dei fini eversivi di Gelli & C., ‘sto avvocatone inglese che addirittura confida per iscritto l’inguacchio al suo commercialista, ignorando che costui altri non fosse che la solita malvagia spia sovietica pronta a denunziarlo, e per giunta confermando tutto una volta interrogato… Suvvia, è più facile che i belpietri volino o che una mazzetta da seicentomila dollari passi per la cruna di un ago…