Ancora, il divario con il PdL appare troppo grande per essere recuperato in tempi non biblici, incaponendosi a “correre da soli” (perché non imparare dalle puttanate del passato? Vedi 2001…). La democrazia è anche rappresentatività, pretendere di annullare e mortificare gli alleati che la pensano diversamente, e di conseguenza il loro elettorato, è semplicemente presuntuoso (e anche un po’ mostruoooso). Berlusconi può (in parte) permetterselo, perché ha le TV, i soldi, il carisma (nei confronti di una larga parte della società), la giusta cafonaggine. E perché l’Italia, come detto, è un Paese geneticamente più propenso a votare da quella parte. Ma il finto-ovino Walter? Per governare, non basta essere armati di decisionismo. Bisogna anche essere abili a mediare istanze ed esigenze diverse fino alla nausea e saper mettere d’accordo (intorno a un programma snello e chiaro, possibilmente… TAV sì oppure TAV no, per intenderci) settori molto variegati e rissosi della società. Insomma, quello che, pur con i suoi limiti e i suoi errori, aveva fatto l’affettato (che non a caso le elezioni le aveva vinte due volte e, sempre non a caso, resta l’unico ad aver battuto il Berlusca… con una legge elettorale meno infame del Porcellum probabilmente ora sarebbe ancora in sella). Altrimenti, è buono anche il mio cane. Pensare di vincere e soprattutto di governare decisionisticamente un Paese complesso rappresentando in realtà solo circa un terzo dello stesso (perché come detto il dato della coalizione veltroniana è “dopato” dagli elettori SA che l’hanno votato solo per non far vincere Silvio) è semplicemente una cazzata irrealizzabile. Vuol dire autocondannarsi a stare all’opposizione vita natural durante.

Nell’azzeramento del partito pecorarbertinottiano ci sono tuttavia anche grosse, vistose, gigantesche responsabilità della stessa sinistra arcobalenica. Nel 2008, ormai, le suggestioni di un comunismo che potrà verosimilmente realizzarsi solo dopo l’estinzione quasi totale della specie umana non pagano più, e il no a oltranza ha rotto semplicemente il cazzo. Bisogna sporcarsi di più le mani con la realtà, essere più propositivi, ziobono… mentre Diliberto è convinto che la causa del tracollo sia l’assenza della falce und martello dal simbolo. Cosa stracazzo mai si spera di ottenere con dirigenti simili?!? Cosa avrebbe fatto, concretamente, la Sinistra Arcobaleno se avesse vinto le elezioni? (ok, era impossibile, ma mettiamo il caso…) A parte una generica e scontata attenzione per gli operai e i lavoratori, o affermazioni troppo mirabolanti o chiaramente irrealizzabili, nessuno lo sa o se lo ricorda. Segno inequivocabile che il programma, il messaggio da trasmettere se mai ci fosse stato, non è passato neanche lontanamente. Eppure non mi sembra che Bertinotti (persona squisita e sempre gradevole da ascoltare, per carità) vada poco in TV.

Tornando alla campagna elettorale del VeltronZ, dopo un ottimo inizio da abile venditore di sogni, mi pare sia stata deboluccia. Mentre Silvio, ormai alla quinta prova, ha maturato una certa esperienza, e si vede: niente confronti diretti — che sono il suo punto debole, dato che a stento riesce a pareggiare con Boselli o col quadrupede summenzionato —, ha evitato qualsiasi sbavatura, e si è permesso pure il lusso nel finale di dare dell’eroe a un mafioso conclamato, oltreché la frecciata semigolpista al Presidente della Repubblica, ben sapendo che si tratta di uscite che, se non adeguatamente amplificate mediaticamente, non spostano voti, anzi, probabilmente inducono pure qualche nostalgico dell'”uomo forte” all’erezione.

Ma soprattutto, ha reso innocuo in partenza il suo avversario, facendogli subodorare un governo inciucista in caso di stallo al Senato, oltreché (tecnica già utilizzata brillantemente con D’Alema) riforme bipartisan che probabilmente non si faranno (l’urgenza di cambiare la legge elettorale che resta profondamente idiota e antidemocratica naturalmente ora sembra svanita). Chi è in svantaggio, si sa, deve inculcare nelle genti la convinzione che andare a votare sia una questione di vita o di morte, che si farà finalmente la stracazzo di stramaledettissima legge sul conflitto d’interessi, che se non si recheranno al seggio tappandosi il naso e gli altri orifizi le cavallette invaderanno le loro città distruggendo le loro case e i loro SUV, e i biscioni giganti stupreranno il loro parentado. Insomma, attaccare a testa bassa le debolezze dell’avversario (o meglio, quelle che gli elettori percepiscono come tali, e dire che non mancherebbero di certo). Walter se n’è ricordato, vagamente, all’ultimo comizio.

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