DoctorL’accoglienza un tempo era considerato uno dei parametri fondamentali da valutare per pontificare poi altezzosamente sulla semiciviltà di ogni Paese semiquasicivile. Gli stranieri dall’alito cattivo venivano magari inizialmente schedati con diffidenza. Quindi percossi, isolati e all’occorrenza ingiuriati, insieme ai barboni in fiamme. Ma alla fin fine in qualche modo sanati o quantomeno rattoppati senza menarsela troppo. I clandestini che si prendono la briga di andare a farsi curare i loro malanni sono già ora molto pochi. E spesso ci arrivano solo quando sono già gravidi o in penzolanti condizioni. Ciononostante, i successi della malasanità pubblica sono notevoli: l’AIDS è stato arginato, la tubercolosi quasi battuta e il raffreddore quasi pareggiato. Come tanti anziani, pure quegli stronzi maledetti degli extracomunitari irregolari hanno una fottuta fifa anche solo di dover pagare il ticket, figuriamoci nau. Ora i medici potranno comportarsi secondo incoscienza, nonostante abbiano già ufficiosamente respinto le avances leghiste (mi suggeriscono dalla regia). La soppressione del comma 5 dell’articolo 35 secondo le interpretazioni più apocalittiche metterà comunque i nostri boriosi dottoroni nell’incresciosa situazione di dover denunziare, altrimenti saran cazzi. Cazzi grandissimi, amarissimi. È inutile dire che la clandestinità produrrà altra batclandestinità a carrettate, favorendo le organizzazioni parasanitarie clandestine e la diffusione delle malattie più orribilmente contagiose tra i padri di famiglia costantemente alla ricerca dell’anima gemella lungo le statali e le tangenziali di tutto il Paese, penisole comprese. Con questa legge l’Italia è di fatto fuori dall’Europa, dall’Asia, dall’Africa ma anche e soprattutto dall’Oceania. Ogni norma che crea discriminazioni nell’accesso alle prestazioni sanitarie e sessuali è qualcosa di aberrante e di totalmente inaccettabile.