Considerato come il fratello maggiore del Wi-Fi, già integrato in molti PC, il WiMax è una tecnologia senza fili ad alta velocità per le lunghe distanze che lavora sulla frequenza a 3.5 GHz [riservata a lungo a quei mattacchioni della Difesa, che ci hanno messo tre vite a mollare l’osso, ndABS]. A differenza del Wi-Fi il cui segnale si estende fino a cento metri dall’antenna, quello del WiMax si spinge fino a cento chilometri e può dunque consentire la copertura di ampie zone del territorio nazionale a prescindere dalle condizioni orografiche e della densità della popolazione”. (supercom.it)

Tutta la vicenda del WiMax italico mi angustia non poco, facendomi trascorrere tormentati pomeriggi insonni e popolando i miei incubi digitalindivisibili (fortunatamente, almeno per ora). È da un po’, pertanto, che mi chiedevo se affiggere il banner sfanculante sul mio blogghe.

Innanzitutto, credo che se fossi stato per anni portavoce (e magari anche un po’ portaborse) di Rutelli, la cosa mi avrebbe lasciato traumi tali da spingermi — una volta presa piena coscienza di ciò — a tentare ripetutamente il suicidio nelle più pittoresche modalità. Quindi non vedo perché accanirmi contro qualcuno che, sia pur potente e strapieno di soldi, sarà costretto a elaborare un dramma del genere, prima o poi.

In secondo luogo, è vero che Gentiloni non si decide a spedire Fede sul satellite a calcioni nel culo, ma a quanto pare il ddl lui l’ha fatto. Che colpa ne ha se poi, una volta giunto al burodistributore di numeretti, gli è capitato il 426246240000000000000000000000001? Insomma il Parlamento ha ben altre priorità, tipo discutere la proposta di legge che prevede il carcere duro per i diciottenni che osano chattare con le sedicenni (svergognati!) o quell’altra per bandire i simboli comunisti, e magari già che ci siamo anche quelli fallici, da tutti i bagni pubblici della Repubblica.

Terzo, è vero che il Paolone ha dichiarato di non aver nemmeno cacato di striscio la legge Levi. Ma insomma, tra leggere quella e le centinaia di messaggi di insulti di gente inferocita che Grillo gli spedisce quotidianamente sul blog, dovrà pur scegliere, no?!? E pensare che poi gli stessi che si lamentano di Gentiloni sono quelli che mettono il muso perché i bloggHer non degnano di uno sguardo i commenti che lasciano in giro per la Blogopalla… Tzé.


(immagine random)

Vediamo un po’ se stavolta il quantitativo di cazzate supera il livello di guardia…

Per facilitare l’ingresso dei grandi operatori Paolo ha fissato il prezzo d’asta complessivo di tutte le licenze Wi-Max in 45 milioni di euro. Un’elemosina per lo Stato”.

Beh, mi pare che in Francia e Germania abbiano ottenuto complessivamente briciole di poco superiori (100/125 milioni e 60 milioni, rispettivamente, sono comunque bruscolini rispetto ai VENTIMILA MILIARDI delle folli aste UMTS… poi se vogliamo metterci che Francia e Germania sono anche più grandi o più popolose dell’Italia…). Qui mi sa che il ghost writer di turno del Beppe abbia sparato (sapientemente) a casaccio, visto che le cifre esorbitanti di aste come quelle dell’UMTS (a parte che oggi farebbero fuggire chiunque lasciando l’asta deserta e prolungando l’agonia del WiMax nostrano) sono una sorta di tassa occulta, dato che poi alla fine della fiera ‘sti sordi li tiran fuori i consumatori e i piccoli azionisti.

Un prezzo così basso era giustificabile per fare entrare nuovi operatori, come è successo in Francia, non per i soliti noti che guadagnano miliardi di euro”.

‘nzomma… A me invece risulta che, secondo l’authority transalpina, le motivazioni della sostanziale sconfitta di France Télécom stiano semplicemente nel fatto che avrebbe “sistematicamente proposto delle cifre di molto inferiori rispetto ai concorrenti” (fonte: Key4biz). Sia pure utilizzando un sistema un po’ diverso dalla nostra asta, i vecchi operatori non sarebbero certo stati esclusi in quanto tali dalla corsa alle licenze. Vabbè…

Paolo ha avuto un’intuizione straordinaria: chi meglio dei responsabili del nostro digital divide può risolvere il problema del digital divide?

Ovviamente l’intuizione casomai è dell’Agcom, lo sa anche il mio dromedario, ma tutto fa brodo pur di dar contro a Gentiloni (che a questo punto immagino si sia ingroppato mezzo parentado di Grillo… :D e pensare che Paolo si ostina pure a tenere Beppe nel blogroll xD ). Vabbè, dettagli…

chiediamo che […] non possano partecipare operatori già detentori di frequenze BWA, nello specifico gli operatori UMTS”.

È d’uopo innanzitutto ricordare che gli operatori UMTS sono già esclusi dal blocco C, quello più importante per il superamento del digital divide nei piccoli comuni, quindi il bando è già asimmetrico (anche se probabilmente ancora obiettivamente conveniente a Telecom, Wind, H3G e Vodafone, visto che già si sono costituite come parti resistenti nel ricorso fatto al TAR del Lazio dalla MGM per bloccare le licenze).

Mi chiedo, ma siamo sicuri che non sia un tantinello illiberale questa cosa, cioè richiedere che vengano addirittura ESCLUSE? Cioè, l’authority può davvero svegliarsi la mattina e fare un discorso del tipo “tu sei brutto e cattivo, ti puzza l’ano, per me il digital divide può essere abbattuto solo grazie ai piccoli provider locali che si fanno una concorrenza sfrenata, frega ‘sta ceppa se pochi anni fa ti ho rifilato una licenza un po’ scrausa a cifre astronomiche, quindi a te non ti faccio partecipare”? Non che me ne importi granché personalmente, ma è un po’ forte, eh… Anche perché UMTS e WiMax sì, entrano in concorrenza tra loro, ma ovviamente non è che siano la stessa cosa. Immagino che l’authority (che sarà corrotta, politicizzata e tutto, però…) si sia messa nei panni delle società che comunque hanno sborsato l’iradiddio per le licenze UMTS e che si sarebbero trovate con una tecnologia che rischia di essere sostituita o messa un po’ in ombra da un’altra in mano a compagnie che se la ritrovano aggratisse o quasi (le licenze WiMax costano bruscolini rispetto a quelle UMTS, come detto).

È anche vero, per carità, che questi operatori (Telecom in particolare) hanno avuto diversi anni per aiutare l’Italia a superare il digital divide, che l’UMTS è rimasto solo poco più di un giocattolo per ricchi, che se facessero man bassa anche di licenze WiMax, quest’ultimo andrebbe probabilmente a meretrici per evidenti ragioni (perché devo spendere di più per sostenere qualcosa che va contro i miei interessi, visto che già posso spennare i polli con l’UMTS, le vecchie ADSL blablabla?)

Tutto questo discorso altamente impopolare per dire cosa? Che non è così scontato che Gentiloni abbia preso mazzette, né che sia giusto dargli fuoco in piazza (beh, almeno per questo caso), che l’authority forse non è proprio del tutto impazzita, e che i ghost writer come al solito la sanno lunga ;) (e magari anche il WiMax libero dell’altra petizione non-grillesca era un po’ troppo utopistico, visto che le frequenze a disposizione sono una risorsa limitata, che un WiMax di Stato potrebbe significare il fallimento delle varie compagnie — perché dovrei connettermi a internet con loro, quando posso farlo gratis o a prezzo modico con lo Stato? — e che una stazione base del WiMax può venire a costare, tutto incluso, un culo di soldi)?

Onestamente, penso che non freghi un cazzo a nessuno.

TUTTI odiamo Telecom e queste compagnie vampire e, diciamocelo, un po’ stronze, che per anni ci hanno succhiato il sangue e rubato l’anima (e non solo) con le loro tariffe assurde e truffaldine, con la loro assistenza capace di assistere ben poco; che ci hanno bombardato di pubblicità cerebrolese, e che ci hanno costretto a un Burundi telematico.

Tutti speriamo che falliscano ignominiosamente e che i loro dirigenti soffrano all’inferno, e non solo, pene indicibili (perdendo il vantaggio dell’ultimo miglio, l’ex compagnia del tronchetto dell’infelicità, in particolar modo, se la vedrebbe brutta).

E i che i loro dipendenti innocenti, che finiranno inevitabilmente in mezzo alla via, vengano magicamente riassunti da qualcun altro.

Alla fine un po’ sano di populismo irrazionale ci può anche stare, non è la fine del mondo… E via col simpatico bannerone, quindi (anzi, magari ci aggiungo pure a pennarello “Forza TAR, facce sogna’”…)!