Dev’essere per questo che gli amicici di Sinistra, ecologia e autospurghi non perdono occasione di sbandierarci ogni cinque minuti il programma del partito (in pratica, finora, una succursale “gente che va, gente che viene” del PD allergica ai congressi che si lamenta della prepotenza/arroganza inusitata dello stesso, pur eleggendo il proprio beniamino nelle sue primarie, uao :D ). Cult
by nerdcore84
Programma che, a un’occhiata superficiale dei contenuti che propongono senza sosta sui social, sembrerebbe consistere in Vendola che sorride, Vendola che pensa, Vendola al mare, Vendola in montagna, Vendola al cesso, Vendola con l’orecchino, Vendola senza orecchino, Vendola a colloquio con Gandhi, Garibaldi e Che Guevara, Vendola che cura (un po’ dispendiosamente, forse) i malati, Vendola che arringa le folle dal balcone. Vendola che vincerà le elezioni, anzi, le ha già vinte [1], semplicemente imponendo le mani e senza sporcarsele con alleanze dalla dubbia moralità.

A parte gli scherzi, le figure carismatiche in politica sono imprescindibili. E se questa ventata, questa voglia di sano decisionismo può servire a far entrare nella (dura, durissima) zucca di qualcuno quanto siano importanti (nella realtà, e per i bipedi che in essa si agitano disperatamente) termini come “scelte” (possibilmente rapide) ed “efficienza”, ben venga.

Tutta la vicenda ha messo in luce un altro agile motivo per non votare PD (a parte la vaghezza del contenitore, la pochezza dei contenuti espressi, la scarsa forza e chiarezza con cui ciò avviene e il servilismo verso lo Stato Pontificio). E che non è, come vorrebbe Travagghio, la “questione morale” (anche perché ormai, a parte Bassolino che babbè, si dimettono perfino se vengono accusati di aver spalmato il dentifricio nelle mutande a qualche commilitone). E nemmeno l’alleanza con l’UdC (che non è la Lega, e neppure il KKK… capisco che a comunisti o duri & puri governare interessi poco — oppure si affidino a congiunture astrali sperando che gli italiani dopo sessant’anni, improvvisamente, si dimentichino di non essere di sinistra — ma un partito a vocazione maggioritaria deve guardare con parecchio interesse anche al centro, e ai cattolici, siamo proprio all’ABC della :prr: politica, eh).

E questo motivo sarebbe il masochismo e la stupidità insiti nel progetto veltronfranceschindalembersaniano. Per esempio, ritengo che le primarie siano una gran cosa (in quanto stimolano la partecipazione alla vita politica del Paese e una più corretta digestione di decisioni inevitabilmente altrui). Quelle americane, però. In Italia mi pare che finiscano per essere una mezza stronzata.

Innanzitutto, in un sistema immaturo da questo punto di vista come il nostro, le primarie rischiano di avere un’esagerata connotazione populistica (e magari anche clientelare) per la quale non è detto che a vincerle sia il migliore. Bassolino o Cuffaro dalle loro parti pigliavano un sacco di voti, pedditte. Voglio vedere se non avrebbero trionfato, nel caso. Per cui il richiamo al popolo-che-sa-tutto-vede-tutto-e-capisce-tutto per forza e se non assecondi il suo furore sei uno sfigato, un perdente, un usurpatore, ecc. ha un retrogusto un po’ berlusconiano :asd: . Eppoi le fa un solo partito, il PD appunto (e neanche sempre ma in base a calcoli, pressioni e considerazioni umorali, a cazzo di cane insomma, il che è poco serio). Perché funzionino bene, le primarie devono essere sistemiche e previste per legge (intendo una un po’ più seria di quella della toscana del 2004). Insomma, le devono fare tutti, regolarmente. (E per fare quelle di coalizione bisognerebbe che si capisse bene qual è, che ci fosse prima, la coalizione).

Perché nessun altro è così fess… “coraggioso” da farle? Perché, specie se ti metti a farle seriamente, puoi perderle. E puoi essere costretto ad accettare scelte svantaggiose, se non autolesionistiche, poco lungimiranti in prospettiva, che ti mettono in una situazione di debolezza (il PD, a furia di accontentare tutti per non apparire poco democratico, ha finito per sostenere candidati prestigiosi, ma appartenenti a partitelli del 2%, in regioni in questo momento chiave come Puglia e Lazio).

Insomma, cercare di trapiantare l’Ammeriga da noi è un po’ come esportare la famosa democrazia in giro per il mondo: non è facile, si tratta di una forzatura. Le primarie hanno un effetto benefico di trascinamento e permettono a chi non si sente rappresentato dai vertici di poter comunque dire la propria, esprimendo il suo dissenso e restando comunque dentro, o entrando. Ma non puoi farle solo tu mentre gli altri restano al vecchio sistema. È un’ingenuità, come l’aver cercato di battere Silvio, da parte di Veltroni, puntando sull’effetto sorpresa, imponendo dall’oggi al domani il bipartitismo. E quello fece il PdL, inculandoselo a sangue.

[1] Il bug nel ragionamento dei Nichi fanboyZ sta nel ritenere i 140.000 tizi che sono andati a votare alle primarie pugliesi come un campione statisticamente rappresentativo di tutti quelli che si recheranno alle urne, in condizioni diverse, alle elezioni vere. È un po’ come andare a Miss Italia e pensare che il livello medio di bellezza delle ragazze italiane sia quello: a meno di non essere alieni a digiuno delle questioni del mondo, è dura da credere.

In altre parole, tra Vendola e il margheritino Boccia (stra)vince il primo se a giudicare è un elettorato di sinistra facile a mobilitarsi e fomentato dal tam-tam un po’ populistico di questi giorni (“aaah, le scelte calate dall’alto dalla nomenklatura”… perché, in tutte le altre regioni/province/comuni? Cosa avviene e si è sempre fatto, senza che nessuno sentisse l’impellente bisogno di lamentarsi perché non interveniva a scegliere direttamente il candidato? Perché in Piemonte, Liguria o Marche l’alleanza a tavolino con l’UdC non fa schifo?).

Tra Nichi e il candidato del centrodestra (magari appoggiato dall’Udc, visto che Berlusconi vuole ancora raggiungere un accordo con Casini) dubito che — quando a giudicare è la “pigra” platea generalista, che di solito non impazzisce specie da quelle parti per chi si dichiara comunista — sia favorito il primo (zìzì, Vendola vinse di un soffio nel 2005, ma con un’alleanza un po’ più larga dell’attuale e in un clima totalmente diverso durante le elezioni più fortunate di sempre, di gran lunga, del Centrosinistra). Con Emiliano, appoggiato dall’UdC (Boccia è ovviamente stato mandato al macello una volta che il sindaco di Bari si è tirato indietro, in mancanza di altri), opposto al candidato pidiellino, il quadro complessivo sarebbe stato diverso.

Capiamoci, Nichi ora potrebbe trionfare ed è in vantaggio grazie alla “generosa” scelta di Pierferdi di appoggiare la Poli Bortone: ma che Casini (che indubbiamente se la tira troppo) non si allei con Silvio non te lo garantisce nessuno. E se ciò avviene, di regola, perdi, c’è poco da fare (per la giuoia di D’Alema, che verrebbe additato a colpevole anche in quel caso: che sia ormai diventato un facile capro espiatorio?). Insomma, checché ne pensi la base più eccitata, le alleanze sono importanti.

Il PD ha tanti problemi e ha sbagliato nel valutare la situazione (avrebbe dovuto tirare dritto per la sua strada con un candidato come Emiliano, o appoggiare Vendola subito, sapendo che non si sarebbe fatto da parte), però in Puglia si è trovato tra l’incudine (necessità di allargare le alleanze per provare a vincere) e il martello (l’autocandidatura di Nichi che avrebbe portato via voti).