Se un marziano oggi riuscisse a procurarsi una connessione a internet e a digitare con le sue sessantanove dita l’indirizzo bùbùbbù.silvioberlusconifansclub.org, verrebbe a conoscenza di un’Italia immaginaria, più noiosa, con molti meno problemi quotidiani, ma in compenso praticamente circondata dai carri armati dilibertiani…

Mi capita ormai sempre più raramente di vergognarmi come un ladro di girelle in un asilo nel visitare un sito web (vabbè, in realtà non mi capita mai, ma è per fare scena). Ma, insieme al famigerato canale b di 4chan, il Silvio Berlusconi Fans Club è indubbiamente uno dei luoghi più imbarazzanti che mi sia mai capitato di ritrovarmi a portata di mouse e nella cronologia. Silvio Berlusconi gaffeAltro che Rotten e PornoTube. La grafica è piuttosto minimalista, sobria, a tratti perfino beneducata. Il Silvio bandanato che fa bella (?) mostra di sé in uno dei banner per un attimo lascia quasi pensare alla classica presa in giro ben mascarata, architettata da qualche sagace comunistone con troppo tempo libero a disposizione.

ESISTE SUL SERIO, E SI PUÒ FARE ANCHE SHOPPING – Invece è tutto vero, incredibilmente (‘nzomma…) si tratta davvero di un sito dedicato ai fan maggiormente indefessi ed esagitati del pidduista più amato e più votato dagli italiani. Subito colpisce l’imperdibile possibilità di stamparsi un fanclebbico attestato, naturalmente da incorniciare ed esporre in bella mostra nella propria cameretta, magari in mezzo a quei poster di Bondi e di Cicchitto in costume da bagno. Irrinunciabile (si fa per dire) lo spazio dedicato al merchandising, che clicco all’istante, ma è una grossa delusione. Anonime magliettine, cappellini, portachiavi, tazze del cesso bianchissime con su impresso il semplice e bruttissimo logo del fan club. Spille, ma che dico spille?, patacche da discount dotate di fattezze e colori quasi interisti. Tutta paccottaglia venduta a caro, carissimo prezzo… del resto il fan, in genere, è notoriamente una vacca compiacente che trova (e prova) godimento nel farsi mungere per soddisfare i bisogni della sua divinità preferita. Niente corna, diti medi, pose plastiche, coppe dei campioni levate al cielo, gaffe internazionali o figur’ e mmerd varie tra le innumerevoli compiute dal PresDelCons negli ultimi tre lustri. Nulla di tutto ciò è stato purtroppo immortalato sull’oggettistica, la mancanza dell’effigie dell’alta (?) e lodata carica dello Stato si fa sentire. Re Silvio non compare neppure in edizione ceronata, o in una di quelle pose da splendido e atletico quarantenne che tanto erano in voga sui cartelloni tempo fa.

AH, I BEI TEMPI IN CUI ALMENO LE PARETI TACEVANO… – Particolarmente degno di minzione — in pratica è il cuore del sito — è lo spazio denominato Il muro parlante, definito pomposamente nientepopodimeno come “una palestra di idee, un luogo di recupero del pensiero positivo” (!), ma anche “una lampada di Aladino a disposizione di tutti” (eeeeh?). Berlusconi PutinIn realtà, si tratta del solito spazio semianarchico che funziona secondo il seguente, consolidato schema comune a tutti i “muri” della galassia. L’internauta di passaggio, generalmente ignorantissimo, arriva e spamma le prime scuregge che gli passano per la testa, naturalmente evitando con accuratezza di leggere o comprendere ciò che hanno postato prima gli altri. Anche se, bisogna essere onesti, è possibile assistere a spettacoli assai più indecorosi andando a zonzo per la rete. Sarà per via del fatto che i messaggi devono prima passare per la censura dell’efficientissimo Bonaiuti del posto, che giustamente elimina senza pietà quelli più impresentabili, scritti nel peggior itaglianese ed essemmessese. C’è da dire che costui, ogni tanto, fa sfoggio di magnanimità lasciando perfino passare le urticanti prese per i fondelli di qualche bolscevico detrattore menagramo. (Ce n’è uno che fa gli auguri di compleanno al pidduista in largo anticipo sperando con la iettatura di riuscire laddove Dell’Utri, dando ordine di pompare calore in sala mentre Silvio parlava, aveva — sia pur di poco — fallito)(è solo una leggenda metropolitana, eh, Marcellino non querelarmi e non mandarmi teste di cavallo a casa, sono soltanto un povero blogger indifeso). Continua a leggere >>

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