euripornoÈ prima mattina. L’Itaglia in vestaglia vaga indaffarata, apprestandosi nell’incertezza a vivere uno dei ponti più incredibilmente lunghi che la storia dell’umanità ricordi. A un certo punto, un’assurda, incredibile, mirabolante notizia sconvolge la routine nei bar, nei cinemiporni, negli uffici. No, nessun rumeno è stato rapito e orrendamente stuprato da orde di minorenni italiane senza scrupoli assetate di sesso. No, Benedetto XVI non è deceduto dopo essersi tirato un raspone spettacoloso durante la funzione a San Pietro. No, Jerry Calà non è stato nominato senatore a vita, e il bassotto da compagnia di Veronica Lario (ovviamente nano a Pelo Duro) non ha ancora ottenuto nessun prestigioso sottosegretariato. No, Silvio Berlusconi non si è costituito.

Dopo anni e anni in cui ce l’hanno menata con la privacy in tutte le sue più pittoresche, paranoiche e salsicciometicce incarnazioni, è possibile consultare disinvoltamente la dichiarazione dei redditi (per ora solo del 2005, ok) di qualsiasi cittadino italiano.

Panico nelle strade, scene di esultanza nelle varie comunità virtuali.

Qualcuno timidamente balbetta un “erano dati pubblici già prima“, ma giustamente nessuno gli presta attenzione (tra il dover andare in chissà quale polveroso archivio rilasciando generalità ottenibili, mi dicono, dallo “spiato” e l’avere il mondo a disposizione da consultare in pigiama con due click ci passa l’Oceano).

Inizialmente lo stupore si accavalla alla stupefacente soddisfazione di poter finalmente spiare quanto guadagna “quello stronzo del vicinodicasa che ascolta i Manoval a palla tutto il giorno non fa mai un cazzo ma ha comprato la villa con piscina e campi da squash e il mega-SUV che la nostra moglie/fidanzata/scopamica gli ha sfasciato contro un platano mentre trombavano e lui ne ha ricomprato il giorno dopo uno più grosso“.

Si può fare davvero (ora non più, il Garante si è svejato), ed è semplicissimo. Niente uffiZi, appunto, niente burocrazie, niente firme da apporre. È sufficiente avere una connessione a internet, e cliccare su www.agenziaentrate.gov.it, poi sul link Uffici (in alto a destra), su «elenco uffici», «elenchi nominativi dei contribuenti» e infine su «consultazioni elenchi dichiarazioni». Il tutto in totale anonimato.

Secondo il quasi-ex viceministro dell’Economia Vincenzo Visco (ovviamente uno degli artefici di questa prodi-giosa genialata) saremmo in presenza di una delle più alte vette mai toccate dalla democrazia. Anzi, il vamp… ehm, l'”uomo”, si è solo detto rammaricato per essere stato costretto a interrompere la sua azione di Governo (pare che per risanare i conti stesse per proporre un’innovativa e sconquassante peto-tax, le cui aliquote particolarmente aulenti però non avrebbero convinto in pieno il Padoa Schiopp), oltreché per la mancata ricandidatura (chissà quali ingiusti gombloddi si celano dietro di essa).

La nota di colore più divertente però viene dal variopinto universo dei grillini. Dopo anni in cui il grillino medio s’è bevuto acriticamente stronzate su stronzate, inalando dosi di qualunquismo in grado di stroncare anche il miglior Varenne, senza battere ciglio di fronte a fatti rappresentati spesso in modo vagamente mistificatorio, o ultrafazioso, o ultrapopulistico per ricoprire più comodamente di sterco il politico/personaggio-di-turno-che-stava-sul-cazzo (anche molto al di là delle eventuali magagne di costui, esaltando indiscriminatamente chiunque gli si opponesse…). Il grillino medio, dicevo, riscopre improvvisamente (suorpresa!) di poter avere un’opinione sua, non necessariamente coincidente con quella del barbuto santone. Ovviamente lo fa con modalità e tempistiche totalmente sbagliate. Il grillino medio scopre che il suo idolo (che pure in quest’occasione ha usato toni apocalittici nel suo post, evabbè) non è San Francesco d’Assisi ma, cosa inaccettabile in una società capitalistica moderna, GUADAGNA (!) con libri, spettacoli, DVD, ecc. e (orrore!) è addirittura benestante. Anzi, praticamente semiricco. Inutile dire che quanto guadagnasse Grillo si sapeva da un pezzo (basta informarsi… a ‘sto punto penso che non gli leggano più neanche i post ma guardino solo i banner, e in base a questa visione s’incazzino come bestie e vadano in giro a spargere qualunquismo).

Magari la prossima volta che uno dei suoi ghost-writer scriverà che Casini stupra le vecchiette nei prati, o che gli empi governanti di Plutone censurano i suoi post, cominceranno a porsi qualche dubbietto e a fare qualche verifichetta in giro prima di ululare il vaffan-mantra…