Per cercare di tenere il polso della situazione, resisto, con grandissima fatica, immerso in diverse bolle, con connotazioni opposte (le mezze stagioni, si sa, non esistono più). In quelle “di destra”, ormai informate allo Zeitgeist salviniano, mi devo sorbire sedicenti liberali che sbraitano ogni due per tre di Napolitano e Mattarella traditori che hanno svenduto la sacra Patria a Soros che vuole sostituire gli italiani con i negri e alla Merkel culona (hint: se la Germania è colpevole di “politica di squilibrio” allora lo è pure l’Italia, visto che ha il secondo attivo commerciale della UE, questo per confutare una cazzata a caso tra le più in voga), e altre raffinatissime allucinazioni del genere. In quelle più de sinistra, invece, salta regolarmente fuori il fatto che il M5S abbia succhiato voti al PD (che ovviamente, ormai intento solo a ingozzarsi di tartine al caviale sugli yacht di ricchi banchieri senza scrupoli, ha perso il contatto con la bovera ggente) in quanto, appunto, meritevolmente “più di sinistra”, e quindi alla fine un po’ di ragione ce l’ha. (Poi, certo, magari fanno il pugno chiuso mentre sostengono Mengele alla Famiglia, ma che vuoi che sia). Intendiamoci, sicuramente molti elettori tradizionalmente collocati a sinistra hanno votato il M5S per questi motivi (certo, avrebbero potuto scegliere LeU o PaP, ma chiaramente non sarebbe stato “voto utile”) e ora stanno mandando giù rospi ideologici niente male.

È vero che alcune posizioni del M5S sono “più di sinistra”, ma è vero anche che sono delle stronzate infantili.

Chiudere l’ILVA e mettere al suo posto i fiorellini, salvaguardando i posti di lavoro, è indubbiamente più di sinistra. Ma è anche una stronzata irrealizzabile.

Abrogare le leggi cattive che non stabiliscono tassativamente che tutti debbano avere il posto fisso a vita, “come una volta”, comprese le baby-sitter e i lavoratori stagionali, è indubbiamente più di sinistra. Ma è anche una stronzata che non funzionerà.

Abolire una legge che fa risparmiare ottanta miliardi l’anno pensando che mantenere un’ampia fetta della popolazione per venti o venticinque anni con buona parte della retribuzione precedente e ritenendo che così si creeranno nuovi posti di lavoro senza conseguenze (i danni inenarrabili del modello superfesso, è inutile che vi lamentiate degli antivaccinisti se poi credete a ‘ste robe) è indubbiamente più di sinistra. Ma è anche una stronzata insostenibile (la matematica è al soldo dei poderi forti, sbegliaaaaah!2), anche solo per mera logica, visto che non si fanno figli da un pezzo, e non vogliamo “importarne” da fuori, ed è da parecchio che “i giovani” entrano tardissimo nel mondo del lavoro, ecc., con gli ovvi squilibri di un welfare già sbilanciatissimo sul versante pensioni che si produrranno molto prima del previsto. (Ah, no, pare che la riforma delle pensioni ricadrà sul groppone delle aziende, le stesse alle quali avevano promesso di far pagare meno tasse, tutto a posto. Questo è emblematico di quanto probabilmente succederà: alcune promesse reboanti verranno prevedibilmente ridimensionate ad acqua fresca, vedi il reddito di cittadinanza, si è partiti dai mille e passa euro al mese a vita senza condizioni dei comizi di Grillo e tra un po’ si finirà a dire che il reddito di inclusione già esistente, ammantato di una scorreggetta decorativa, dopotutto va benone, così come il lavoro svolto da Minniti; altre verranno rimandate sine die, come la flat tax, o ci si attribuirà il merito di cose già esistenti, visto che l’aliquota unica per le imprese esiste già; infine, per ciò che non verrà fatto, o per i ritardi, sarà comodamente data colpa ai vari nemici esterni del popolo).

Pensare di mandare avanti un grande Paese industrializzato solo con le rinnovabili (hint: siamo già avanti per l’impiego di rinnovabili) è sicuramente molto di sinistra. Ma è anche una stronzata da tirare giù il muro a capocciate.

E così via. L’errore sta nell’attribuire al “popolo” doti di saggezza e di infallibilità che questo non ha assolutamente. I social e i talk show sono il trionfo del “la biowashball ha vinto, bisogna capirla” (autocit.). Consiglio la lettura del testo Psicologia delle folle di Gustave Le Bon. “Il popolo” va capito nelle sue difficoltà, che in questo momento indubbiamente vive e che sono notevolissime, eccetera eccetera, ma se poi vota in massa il venditore di olio di serpente, pensando che questo sia il detentore di soluzioni razionali agli enormi problemi ancora irrisolti, diciamo che non dimostra tutta questa grande lucidità. (Sì, lo so che in TV si fa un figurone dicendo che “l’elettore ha sempre ragione”, è lo sport del momento, essendo peraltro ricompreso nella pratica agonistica del salto sul carro del vincitore, e viene attuato anche da gente che ogni tanto l’azzecca, tipo Sechi, improvvisamente passato da montiano a semisovranista, con tutta la retorica da quattro soldi del populismo che in realtà vuol dire stare a contatto con la ggente; ma trattasi ovviamente di captatio benevolentiae, anche piuttosto viscida: qua dentro non ho bisogno di inseguire facili e stucchevoli consensi, sono altre le cose che mi danno soddisfazione nella vita, la pizza, i gatti, lo sport, pertanto posso insultarvi a piacimento, come oggettivamente meritate, usando come arma delle banali verità che per qualche ragione non va più di moda snocciolare). E, aggiungo, ci si può fare poco, non si possono portare argomenti razionali per far cambiare idea da chi è fomentato da certe narrazioni, è una gara talmente al rialzo nelle cazzate che semplicemente non puoi vincere, e manco pareggiare. Puoi solo sperare che, come sosteneva qualcuno, prendere per il culo così tante persone in questo modo dopo un po’ di tempo smetta di funzionare.