Malpensa

Nonostante mi costi una certa fatica considerare appartenenti alla specie umana buona parte degli esponenti politici leghisti, devo dire che nutro un debole (vabbè, esageriamo…) per Bobo Maroni, primate solitamente dai toni pacati e dotato di una certa chiarezza espositiva, nonché di una montatura di occhiali piacevolmente sbarazzina. Si tratta comunque di un bipede non incline a lasciarsi andare alle uscite primitive e dal retrogusto razzista, ai rutti forcaioli e romaladronisti tanto cari a certi suoi colleghi di partito. Purtroppo la Lega Nord sarà probabilmente al Governo nei prossimi XXX anni e quindi è bene ricominciare a familiarizzare con le inevitabili richieste balzane e dalla dubbia utilità, e con i ricattucoli vari che contraddistinguono questa simpatica forza politica.

Domenica scorsa Maroni è stato ospite della famosa trasmissione di Lucia Annunziata e devo dire che si è trattato di uno spettacolo quantomeno decoroso. Il Bobo più famoso tra quelli non abituati a spupazzare veline brune non è fuggito dallo studio e dal confronto reclamando il ciucciotto e gridando al compotto teodemverdearcobalencomunista, e di questi tempi non è affatto poco. L’Annunziata magari sarà stata meno pungente e pressante rispetto ai giorni in cui giovani spilungoni fuggivano inviperiti al primo round, comunque resta uno dei rari esemplari di giornalista non abituato/a a zerbinizzarsi al cospetto dell’interlocutore e, cosa importantissima, pone spesso la famosa “seconda domanda” (e talvolta pure la terza).

In realtà Bobogol, pur diffondendo pacatezza e concetti perlopiù condivisibili (Calearo fa ridere; la responsabilità della famigerata spazzatura radioattiva spedita in Campania dal profondo Nord appartiene ai singoli, non alle regioni) è rimasto piuttosto sul vago relativamente ad alcune imponenti e spinosissime questioni. Lo scalo di Malpensa, per esempio: “si salverà da solo, basta che lo Stato si faccia i mazzi suoi e conceda una moratoria di tre anni come in Olanda, affinché Alitalia non sposti i voli su Fiumicino fino a quando qualcuno non la sostituirà”.

Non si tratterà per caso di un eccesso di demagogico ottimismo? Intanto la scorsa settimana dei 180 slot di Malpensa messi all’asta, ne sono stati richiesti solo 30. Ma l’assessore regionale lumbard alle Infrastrutture, Raffaele Cattaneo, è ancora fiducioso per il futuro, confidando probabilmente nella discesa dai cieli meneghini di meravigliosi ed efficientissimi imprenditori padani alati…