È fantastica la loro logica. Il governo Monti, per fare cassa, mette allo studio l’ennesima tassa del cavolo (peraltro presente in varie forme in non molti Paesi al mondo, tipo Barbados, Fiji, Tonga, Mauritius, Samoa, Nauru, Messico, un po’ di posti, pochi, negli USA… tutti quelli che non ce l’hanno è perché sono dotati di governanti che sono stati consulenti Coca-Cola? Ma poi, uno come Monti in vita sua sarà stato consulente di tremila aziende, figuriamoci che cazzo gliene fotte di compiacere, ora, da giovincello rampante, la Coca-Cola… ah, ma già, è un rettiliano). Visto che l’opinione pubblica non sembra molto convinta, e che le forze politiche che sostengono il governo probabilmente non intendono mettere la faccia sull’ennesimo balzello impopolare con elezioni non troppo distanti, non se ne fa nulla. Del resto le proposte che poi non si tramutano in leggi durante l’arco vitale di un governo notoriamente sono molto rare, già. Nemmeno i governi successivi (tutti composti da ex consulenti della Coca-Cola?) varano una legge del genere. E ovviamente è subito, immancabilmente SKANTALOOOOH, KOSA CE DIETRO!!!1!!

(Clicca sul pezzo di Facci per ingrandirlo e leggerlo). Il problema penso non sia tanto (o solo) quello delle condizioni “particolari” dettate dal M5S per apparire nei media: come hanno detto alcuni addetti ai lavori, e come sostiene Mentana (bel paraculo, certo, ma…), in parte vale o è valso per altri. Il punto è che negli ultimi anni, fenomeno che ha avuto una pazza accelerata nei mesi recenti, si è imposta una sorta di demenziale par condicio tra le stronzate e il resto. Ormai in qualunque talk show metà dello spazio (se va bene) è dedicata a personaggi sempre più folkloristici che barriscono cose evidentemente insensate, poco razionali (diventiamo ricchi stampando soldi, invece dell’antiestetica manovra facciamoci dare i novantotto inesistenti fantastiliardi delle slot machine, chiudiamo tutto perché possiamo campare solo di turismo e agricoltura bio, a Menzoberranzan funziona tutto con la sola energia eolica, facciamolo anche noi, ecc.) e poi i pochi normali presenti in studio devono affannosamente inseguire e cercare di smontarle, con i “giornalisti” che ovviamente fanno passare tutto senza battere ciglio. È chiaro che se qualsiasi fantasia o sciocchezza fuori dalla realtà ha la dignità di argomento serio (e soprattutto ai giornalisti non viene minimamente in mente di fare i giornalisti, perché sono impreparati o perché confondono l’equidistanza con l’imparzialità) e chi cerca di opporsi o di far ragionare fa la parte del cattivo al soldo delle multinazionali che vuole il male dei cittadini è finito tutto… Semplicemente, la democrazia non può reggere a lungo l’urto perpetuo di una roba del genere, e presto diventerà (ancora di più) drammaticamente evidente.