La mafia non esiste“. (Salvatore Cuffaro)

In questi primaverili giorni abbiamo assistito a una serie di scoppiettanti polemiche relative al programma Vieni via con me, Saviano & la mafia al Nord, Maroni che s’incazza, prima non gli viene concesso il diritto di replica, poi sì, intanto per sicurezza eccolo invitato a piangere sul fatto che gli sia stato negato, nei talk show di Canalecinque, Rai Uan, Ciù & Tri (Annunziata).

Premesso che reputo Bobo uno dei ministri dell’Interno meno peggio degli ultimi centocinquant’anni, checché ne dicano a sinistra (suggerimento: il fatto che Silvio voglia delle leggi per pararsi il culo, come quella sulle intercettazioni, e che queste finiscano per interferire con il lavoro di poliziotti e magistrati, non vuol dire che il governo non cerchi di lottare contro la criminalità organizzata, tant’è che il 41 bis non mi pare sia stato abrogato, anzi, e le molteplici catture e i numerosi sequestri vengono ampiamente sbandierati a scopo propagandistico: semplicemente una parte dell’esecutivo ha cercato di dare più importanza all’altra, direi più urgente dal suo punto di vista, priorità).

Aggiungo che ho trovato pretestuoso Saviano nel tirare in ballo le minchiate di un Gianfranco Miglio morto e sepolto e che non contava un cazzo fritto già all’epoca (pensare che la Lega abbia bisogno e si nutra di intellettuali di riferimento è risibile: l’ideologo al limite è Bossi e basta, il “pensiero” leghista si adegua alle esternazioni e alle sparate del leader indiscusso sapientemente dettate dalle esigenze tattiche del momento, da esse prende forma, passando quindi dal daje al terrone al daje al rumeno, dall’ampolla del cazzo alla legapartitoconresponsabilitàdigovernoradicatosulterritorio troppovicinoallerealiesigenzedellaggente, dal Romapolo-Romaulivo al Berlusconi è una brava persona con la quale fare le riforme che servono al Paese). E poi è un po’ come prendere un delirio psichedelico di Pannella, scongelarlo e decontestualizzarlo fra trent’anni per cercare di dimostrare che i Radicali erano pericolosi sovversivi, o chissà cosa. Un’operazione culturalmente oziosa e abbastanza strumentale, insomma.

Detto ciò, non c’è nessun diritto, nel senso di obbligo (monotonamente invocato dal centrodestra berlusconiano ogni volta in presenza di insinuazioni di questo tipo), da parte di nessuno. Altrimenti anche quando Il Giornale o Libero (che stanno in piedi grazie ai finanziamenti pubblici) fanno uno sgoob sulla cucina di Montecarlo, Fini dovrebbe pretendere di poter dire subito la sua per rettificare o smentire le affermazioni. Quando, anche nelle televisioni pubbliche, montava lo scandalo Telekom Serbia, poi rivelatosi una farloccata di discrete dimensioni, non è che dopo ogni servizio andassero Prodi o Fassino con la loro versione dei fatti. Stesso discorso per altre robe scomode che hanno toccato la pseudosinistra, dalla fiction (un po’ di parte) sulle foibe al libro nero del comunismo a quello marrone di Giampablo Pansa all’abbiamo una banca. Quando Vespa srotola tappeti rossi e zerbini fatti con la pelle di veri giornalai sui piedi di un Berluska che attribuisce patenti di comunismo e di diversità antropologica a destra e manca, contraddittori non ce ne sono. Insomma, il giornalismo d’inchiesta esiste, ovviamente va sul pesante, e tocca i potenti, bisognerebbe farsene anche una ragione.

Da spettatore che cerca di capirci qualcosa, poco interessato in generale agli “ipse dixit”, al tifo da stadio e alle accuse pesanti gettate lì in modo approssimativo, e magari un po’ fazioso, tanto per far mucchio, mi incuriosisce però sentire le due campane che si scontrano live, per qualche minuto (sicuramente più interessante dei Ligabue, degli imbarazzanti temini o del comico scoppiato di turno frullati tutti insieme in un format non proprio così palesemente geniale e omogeneo, diciamocelo, da non poter essere toccato nemmeno con un fiore)(anche se nel complesso il programma si è rivelato meno indecente di altri, e a tratti perfino godibile). Sono sicuro, inoltre, che se Saviano trionfasse nel duello di lunedì, le sue accuse ne uscirebbero rinforzate e amplificate dall’enorme hype che sta montando.

È sicuramente fastidioso vedere il gregge di internet (e dintorni) che osanna un personaggio, uno qualsiasi, come se fosse il salvatore della patria. Altre cose contestabili a Saviano? Beh, il vittimismo, quella sensazione di malcelata, continua autocelebrazione, come se ogni cosa che dice fosse in realtà finalizzata all’esaltazione dello stesso, meraviglioso e un po’ calvo personaggio che si è autocostruito in questi anni. Quel suo sentirsi e mostrarsi come una specie di Falcone miracolosamente (redi)vivo, anche se ancora per poco. La mancanza di presenza scenica, secondo alcuni. La retorica dell’Osso, Mastrosso e CarcagnosZzzzzz. Mettiamoci pure che dare addosso pesantemente al Presidente del Consiglio e poi stampare per case editrici di sua proprietà non è il massimo della coerenza e fa perdere forza alle accuse che gli si lanciano. E Vieni via con me è un programma Endemol, come il Grande Fratello, che cosa orribile, babbene. E poi tutti queste trasmissioni, un po’ circensi diciamocelo, della “sinistra”, babbabia che fastidio la plebaglia invasata che riposta antiesteticamente le stesse cose su Fessbook, ecc.

Sì, va bene tutto. Ma davvero pensate che possa bastare questo a squalificare “umanamente” Saviano, a rendere superflua ed esecrabile la sua (forse meno facile di quanto si dica) opera di denuncia e di sensibilizzazione, il suo stare sotto i riflettori come simbolo della lotta alle mafie? A mio avviso, no. Manco per il cazzo. Insomma, l’Italia è un Paese nel quale (mi pare, poi posso sbagliare, eh) le varie mafie, gomorre, ‘ndranghete e sacrecoroneunite imperversano e lo Schdado arranca vistosamente e innegabilmente, tant’è che uno dei motivi principali per i quali il Sud non riesce a emanciparsi e le imprese a prosperare è proprio questo. Va così da milioni di anni, e ingabbiare un po’ di boss è bello, ma non basta, neanche lontanamente, a stravolgere la situazione. I simboli, gli esempi e le voci di denuncia servono, il mondo funziona così. Sarà un filo demagogico, sarà poco intelligente da parte delle persone aver bisogno di guide, di punti di riferimento carismatici, ma allora lo è anche pensare che un giorno se ne possa, realisticamente, fare del tutto a meno.

Il pensiero filoberlusconiano, ma trasversalmente mi pare sempre più radicato, secondo il quale bisognerebbe smettere di parlare della mafia (o della camorra) per evitare di farle un favore è grottesco. È come se le autorità crucche sostenessero che sarebbe ora di piantarla con il nazismo, perché i tedeschi di oggi ci fanno una brutta figura (e ce la fanno, è vero: non è simpatico portarsi appresso un passato recente così scomodo, con tutti i pregiudizi e le prese per i fondelli a esso legato). Sarebbe evidentemente imbarazzante, e anche un po’ inquietante. Si parla troppo della mafia in relazione ad altre organizzazioni criminali estere, ben più potenti? Ammesso che sia così, estiqaatsi? A nessun tedesco assennato salterebbe in mente di proporre di parlare meno in giro dei crimini del nazismo perché, secondo i suoi calcoli, se ne tratta troppo rispetto a quelli dello stalinismo, e quindi è un’ingiustizia.

Discettando di mafia e descrivendo la sua potenza diffondi sfiducia nelle istituzioni? Sarà pure, ma viviamo in uno stato democratico nel quale grazie a Iddio è prevista la libertà di stampa, di fiction e di parola, non in un regime, e poi dubito che nascondere la spazzatura sotto il tappeto sia tanto più efficace. Se smettiamo di dire che si prendono le tangenti, la corruzione miracolosamente sparisce? Allora hanno ragione Minzolini e Studio Aperto, facciamo più servizi su Lady Dì che amava gli scoiattoli e robe del genere, perché far demoralizzare la ggente mostrando le brutture e le iniquità della realtà? Siamo in zona omertà, eh…

Parlare di mafia come se fossimo all’inizio del secolo scorso, come se ci stessimo riferendo a un fenomeno quasi folkloristico (il boss, la cupola, i riti, ecc.) dalle dimensioni tutto sommato contenute e quindi facilmente abbattibile, e come se questa nel frattempo non si fosse comodamente radicata nelle sfere alte della finanza, dell’industria e della politica è semplicemente sbagliato e non rispondente al vero. Non sono esperto di tattiche e spippolamenti militari (onestamente, non me ne frega un cazzo), ma sicuramente qualche saggio orientale da qualche parte dice che sottovalutare il nemico, le dimensioni del suo esercito, le alleanze e gli appoggi dei quali gode, ecc. non è un’idea particolarmente brillante.

Ma, poi, un po’ di logica e di senso della realtà? Immaginate di andare in un supermercato e rubare qualcosa. Sarebbe più conveniente per voi che i presenti, magari pur vedendovi all’opera, stessero tutti zitti o che ci fosse qualcuno si mettesse a urlare “al ladro”? Chissà come mai, immagino la prima eventualità, quella in cui la società è più coesa ^^ e non c’è nessun pazzo con smanie di protagonismo e la bava alla bocca che si distacca dal conformismo del mucchio. Peppino Impastato avrebbe fatto meglio a starsene zitto? Mario De Mauro, Giovanni Spampinato, Mario Francese, Carmine Pecorelli, Giuseppe Fava, Beppe Alfano, Cosimo Cristina (e tanti altri) secondo voi la mafia li ha uccisi perché facevano il gioco di Cosa Nostra e le tornavano utili? Con le loro denunce portavano giovamento alla causa della criminalità organizzata? O forse il giornalista d’assalto, pur essendo fallibile e criticabile, è una figura importante e una spina nel fianco perché col suo operato aiuta a far emergere verità e responsabilità scomode? Quindi, prima di dare addosso come se non ci fosse un dimani a Saviano, manco fosse l’ultima delle merde e, involontariamente o meno, a momenti uno dei principali problemi di questo Paese, sarebbe forse il caso di rifletterci un po’?

No, perché a furia di fare la punta al cazzo ai Saviano il rischio è quello del video nei paraggi: faceva meglio a stare zitto; è uno scemo perché ha parlato invece di farsi i cazzi sua come noi furbi; annnoi la camorra non dà nessun fastidio. Ci tolgono il motorino :facepalm: (essì, invece se continuate così vi tolgono il futuro… altro che il motorino). Chebbello, neh?