Bertolaso mi è sempre stato profondamente sulle gonadi, così, a naso. Come accade con tutti quelli che da un giorno all’altro vengono misteriosamente innalzati su vertiginosi piedistalli fatti di danari e onori. EmergenzaE acclamati per imprecisate ragioni da folle sbavanti alla ricerca del nuovo ducetto dotato di bacchetta magica per moltiplicare i pani e i cazzi. Finendo così per montarsi inevitabilmente la testa. (Sta per iniziare una nuova Tangentopoli? Probabile, del resto sarebbe solo tipo l’ottantaduesima volta che).

Quello che a sinistra non hanno capito (dubito capiranno mai) è che trattare un personaggio di questa risma come se fosse l’ultimo rubapolli colto sul fatto non è sintomo di grossa intelligenza tattica. Stiamo parlando di un uomo tra i più popolari e stimati. Uno dei pochissimi in grado comunque di risolvere qualche problema (o di spargere nell’aria quella profumata illusione di efficienza). Di infondere nei nostri ggiovini la speranza di un futuro migliore, con più topa, nel quale gli iPhone cresceranno sugli alberi, al posto della monnezza.

Il ritorno elettorale a breve termine, che indubbiamente dare in modo forsennato addosso a un siffatto monumento – come se fosse già tra i principali e acclarati responsabili di tutte le nefandezze – porterà, verrà poi pagato con gli interessi al momento del risveglio. Cioè quando il modo di ragionare (che ha vita facile su internet, un po’ meno nelle austere aule di tribunale): “Macheccefrega di dimostrare per benino tutti i passaggi o di trovare le tessere mancanti del puzzle, dai si capisce, basta la logica” si rivelerà tragicamente insufficiente.

E il più ingenuo e indaffarato dei Supereroi verrà (cosa piuttosto prevedibile, I know my chickens, ormai) scagionato dalle accuse. (Comprese quelle morali: “Madddai, con tutto quello che gli toccava fare, ci può stare che non si sia accorto che gliela facevano sotto il naso, porello”. Né basterà insistere sul clima di complicità sbagliato, che non dovrebbe semplicemente esserci, ma che è tanto umano e crea empatia).

Pronto, quindi, per essere trasformato nel nuovo, scintillante martire della magistratura gossippara e dell’Italia stalinista che proprio non vuole saperne di disfarsi della sua pesantezza interiore per dischiudere finalmente le ali al richiamo inebriante dell’ammore.