Le tette

Una volta terminata la scuola, stufa di tutto, decisi di aprire un blog.

Presto però, sarà stato per via del template, che ormai già non mi rispecchiava più e che non riuscivo a modificare senza produrre disastri, oppure dei commenti (solitamente del tipo: «Bello il tuo blog, vieni a vedere il mio?», per tacere degli insulti…). Non so, fatto sta che lo abbandonai al suo destino, e ne inaugurai un altro, e poi un altro ancora.

Apri uno, apri due, apri tre, a un certo punto potevo disporre di tantissimi, coloratissimi blog — simili ad astronavi, pieni di pulsanti e di effetti speciali ultravivaci — dei quali però non ricordavo più nemmeno gli indirizzi, le password, il perché.

Tanti lasciavano commenti, ed elogi, dicendosi interessati, ma in realtà non ho mai trovato nessuno che volesse interagire veramente con me.

In compenso tutti cercavano di convincermi, soprattutto in privato, a comprare finalmente una webcam, erano disposti anche a regalarmela (al principio non sapevo nemmeno cosa diavolo fosse e a che servisse questo singolare aggeggio).

Al solo scopo di mostrar loro come fossero fatte le tette.

Dovevo dimostrare agli altri, ma forse innanzitutto a me stessa, di avere realmente le mie tette.

Tette
Latente — Capezzolo, Milano surreale

Un giorno, improvvisamente, chiusi tutti i blog, così, senza dare spiegazioni, senza preavviso, ed entrai per la prima volta in birreria.

A ventitré anni, un po’ tardi, forse… ma, insomma, andava fatto.

Per cercare di comunicare, questa volta per davvero, senza più filtri né orpelli, genuinamente, umanamente con i vari tizi che incontravo.

Ma che ancora una volta cercavano di toccarmi insistentemente le tette.

Ne parlai a lungo con le mie amiche e con il mio fidanzato, che ascoltava sempre tutto con molta pazienza e comprensione.

A un certo punto giunsi alla conclusione che il problema fosse insito proprio nelle tette, e le amputai.

L’emozione fu grande, più del dolore, e così lo scalpore suscitato nella blogosfera, e destinato a rimbalzare per mesi da un media all’altro.

Fui subito intervistata, presa d’assalto da una giungla di microfoni inturgiditi, simili a peni; invitata dalla Bignardi, che si complimentò, affettatamente, affettuosamente; convocata da Maurizio Costanzo, e perfino dal Presidente della Repubblica (che mi chiese di consegnargli ufficialmente le tette).

Finalmente libera da quell’assurdo fardello, cominciai a stabilire con gli altri utenti un rapporto più umano e diretto, e direi anche più caloroso e sincero, trovando persone eccezionali con le quali condividere le mie emozioni, le mie passioni, i miei pensieri; ad aprirmi con convinzione agli altri abitanti, visitando i lori mondi e lasciandoli penetrare liberamente nel mio.

61 pensieri su “Le tette”

  1. Pensarti con le tette mi ha creato non pochi problemi… per un attimo ho pensato che fossi posseduto O_O Il racconto però è calzante (si può dire in questa situazione?) con la realtà, sia quella internettiana che non. Fanno più scalpore due tette (in più o in meno a seconda dell’ambiente)che un po’ di cervello. E continuo a pensare al paziente fidanzato @_@

  2. Sono stato attratto dal titolo (evidente tecnica attiralettori) ma devo dire che ho trovato altre belle cose da leggere.
    ciao.
    p.s. non venire a vedere il mio blog hihihihi

  3. Ciao, sono paganesimo!
    Ti rispondo da qui, che senno chissà quando la leggi la mia risposta sul mio blog (che ti invito a visitare! ehi bello il tuo blog, vieni a trovarmi! ciao!)
    Carmelo Bene è semplicemente un genio, non ho altri aggettivi… E’ veramente un classico in vita (quando lo era..). Come prima lettura ti consiglio “Nostra Signora dei Turchi”, della Bompiani, costa credo 8€…
    Ci becchiamo, buona vita!

  4. Quello che dici nasconde, purtroppo, una verita’ sacrosanta…anche se pero’ trovo che sia molto, ma molto piu’ riguardante il mondo della chat.

  5. “Babbo Natale non deve dimostrare più nulla” … i finanzieri chiedono le ricevute fiscali e le bolle di accompagnamento per i materiali utilizzati dai folli che lavorano per lui giorno e notte sottopagati in una cantina senza riscaldamento al polo…

  6. Come diceva saggiamente un prof di filosofia al liceo: “Se dei ragazzi leggono libri di filosofia e passa una ragazza con delle tette enormi, tutti lasciano cadere i libri per guardare le tette… Se dei ragazzi stanno assieme a ragazze tettone e passa un libro di filosofia, lasciano stare le tettone secondo voi?”. Tu ce l’hai le tette abs? No. Però potresti rimorchiare lo stesso, basta andare in una chat dicendo di essere sensibile, single, di sentirti solo e di essere sotto i 60 anni. E’ fatta!

  7. Sei proprio una stupida!!
    buttare così il proprio futuro (senza farmelo nemmeno vedere) è inconcepibile.
    Avevo una grande considerazione di te, ma mi hai profondamente deluso.
    Addio

    PS ho il portatile con la webcam, quando possiamo vederci? un una guepiere da urlo

  8. Mi piace molto la freschezza signorile con cui affronti la tematica, da te abilmente strutturata tramite la metafora delle “tette”. A volte uno teme di non poetre in effetti interagire sul piano della comunicazione e della veicolazione di contenuti, che non sempre passa attraverso il dibattito, il confronto e lo scontro. Melchis sloggato

  9. Oh, oh, oh… come vorrei farlo anche io. Tagliarle, intendo. O almeno smussarle un po’. Rimpicciolirle..

    Passi dal mio blog? uahuahauah

  10. E’ un peccato spiallarsele virtualmente o meno, a me piacciono e nella hit non scendono nemmeno al secondo posto.
    Bisogno di mammite oppure di fare popi popiii?
    ma in web no… mi è bastato una volta mamma e figlia, ed è questo il modo per far finire tutto in vacca!
    ciao
    Alex

  11. le tette sono un’impedimento,ma impedimento a cosa?c’è chi le vuole smussare,chi tagliare,chi limare,e chi mettere la protesi,mai contente,io le ho e assieme ai capelli e a qualcosa d’altro ne vado orgogliosa,perciò me le tengo strette

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