Dal foro: “Eh, sì. Si scansano tutte. Mica perdono perché metà di esse sono squadre indegne” (commento da juventino tipico che al 12′ del primo tempo della partita col Chievo già stava postando “Avete visto? Non si scansano!1” su Twitter). “Suvvia, queste cose le può pensare davvero chi segue il calcio da pochissimo (quindi nessuno che posti qua dentro, suppongo). Fai una cosa, visto che queste partite sono così scontate da non meritare nemmeno di essere giocate, vai alla SNAI e per qualche mese giocati tutte le volte le vittorie delle squadre superfavorite, con quote diciamo intorno all’1,20 (cioè quanto viene data di solito la vittoria casalinga della Juve con le piccole)… Se è vero quello che dici, dovresti vincere sempre e in breve diventare ricco!1 (Poi invece City o Bayern, o mille altre, guarda un po’, con probabilità di vittoria teorica pari o superiore a quella delle Juve, pareggiano in casa con Middlesbrough e Hoffenheim).

Il 90% di probabilità di vittoria contro le piccole del quale parlava qualcuno a mio avviso non esiste. Dipende. Quel 90% può essere il 100% in alcuni casi, o il 60/65% in altri, a seconda di come si svolge la partita. Il calcio è uno sport nel quale se la squadra svantaggiata (anche nettamente) lotta organicamente con tutti i suoi elementi su ogni pallone, corre, si sacrifica, ci crede, è mentalmente presente in campo, può rendere la vita parecchio dura alla vincitrice annunciata del confronto. Nel calcio giocato a livelli professionistici (e in Serie A, per quanto non sia più al livello dei tempi d’oro, sono tutti professionisti di alto livello, poche storie) la difesa, regolarmente, prevale sull’attacco, devi fare qualcosa di “eccezionale” per segnare, e non è detto che tu ci riesca tutte le volte, anche se sei molto più bravo. In Italia, poi, come sappiamo e come molti di voi ricordano spesso, culturalmente all’aspetto del cercare di non far fare goal agli altri viene data parecchia importanza, nonostante la cosa si sia attenuata negli ultimi tempi”.

Un’altra obiezione solita è che dopotutto sia comprensibile l’atteggiamento di chi, sentendosi inferiore, preservi i propri elementi migliori per partite più abbordabili. Mi viene in mente la trasferta dell’Astana, nella scorsa Champions, a Madrid, con l’Atletico. L’allenatore kazako disse che avrebbe buttato dentro diverse riserve perché per lui era più importante il match decisivo di campionato qualche giorno dopo. Ovviamente viene da dargli ragione, considerando che al Vicente Calderón perdono anche le big, quindi figuriamoci l’Astana. Fatto sta che la partita di ritorno finì 0-0 (4-0 a Madrid), con l’Astana che fece un partitone e l’Atletico che non ebbe praticamente occasioni. Certo, si potrà dire che il fattore campo pesa tantissimo, specie per una trasferta in culo al mondo del genere. Però anche l’FK Rostov (che non è chissà quanto più forte dell’Astana) a pochi attimi dalla fine la stava sfangando in casa dell’Atletico, grazie a un’attenta e grintosa partita difensiva. Il calcio è così, le sorprese capitano molto più spesso di quanto siamo portati a pensare.

Capiamoci, nessuno pensa che la Juve si compri le partite (oddio, proprio nessuno nessuno no), però diciamo che l’atteggiamento della Samp – una squadra che vista la concorrenza sulla carta quest’anno dovrebbe salvarsi anticipatamente senza troppi patemi – è quantomeno sportivamente criticabile, visto che si tratta di un team senza coppe e che siamo solo alla decima di campionato, un po’ prestino per mettersi a gestire col misurino le energie. Non è che te la stai già giocando punto a punto con l’Empoli per non scendere e mancano un paio di partite. Inoltre è una scelta totalmente sbagliata dal punto di vista della gestione e psicologico perché togli fiducia ai tuoi, è come se implicitamente gli dicessi che sono pippe… una piccola può invece trarre fiducia e convinzione, ed esaltarsi, crescere, anche attraverso il confronto con le grandi e qualche impresa.

(Ovviamente il fatto che Muriel e altri siano entrati sul 2-0 non cambia niente. Il calcio lo conoscete anche voi, su, sullo 0-0 allo Juventus Stadium per una piccola può essere ancora una partita, sul 2-0 è poco più di un’amichevole, ci possono essere chance teoriche di riacciuffarla, ma psicologicamente è andata, la squadra 90 volte su 100 non ci crede più, anche perché il copione è cambiato e la partita la deve fare la piccola, la big può comodamente sfruttare le ripartenze… Naturalmente col materiale di cui dispone che va a nozze negli spazi aperti le viene facilissimo colpire ancora).

In due confronti con il Lione la Juve non ha dimostrato di essere superiore, come tutti pensavano: c’entra lo stato di forma, il fatto che i francesi sono molto migliorati rispetto alla scorsa, orrida stagione (dopotutto due anni fa contesero la Ligue 1 al PSG), ma insomma… IL LIONE NELLA SCORSA CHAMPIONS HA PRESO LE PIZZE DAL GENT! Anche lo 0-0 interno col Siviglia (che fuori casa notoriamente vale il 15% di quanto fa vedere tra le mura amiche) è eloquente, nella Liga spagnola il Siviglia viene regolarmente travolto da anni da Real e Barcellona in casa loro. Insomma, in Europa la narrazione “Juventus ormai al livello delle altre big europee o quasi” ha mostrato qualche crepa. E qua abbiamo Samp che apertamente non schierano i giocatori migliori e più in forma ed Empoli che avanzano in classifica a botte di 0-0 (segno che la difesa funziona, quando si applica) che mostrano questi spettacoli decisamente poco professionali.

Come episodi di, diciamo, sudditanza psicologica negli anni recenti mi vengono in mente un po’ di allenatori stranamente concilianti nelle dichiarazioni postsconfitta. Il più eclatante fu forse quello proprio del Chievo, non mi ricordo chi fosse all’epoca, forse Sannino, che dopo un goal annullato in modo totalmente assurdo e inspiegabile (arbitri e guardalinee possono sbagliarsi e confondersi in situazioni caotiche ma in quel caso l’annullamento era concepibile solo con uno sforzo di sovrumana creatività) alla sua squadra non polemizzò minimamente. Ora, chiunque segua il calcio sa benissimo che il coach medio è capace di partire di capoccia pure per un fallo laterale invertito a centrocampo – ovviamente i primi a farlo sono quelli che “io non parlo mai degli arbitri”, ma quando si sentono penalizzati ne parlano eccome, come tutti e come dopotutto è anche giusto che sia, non è un mondo ideale e un minimo di maniavantismo per evitare inculate future fa parte del lavoro – figuriamoci se fai l’agnellino e il remissivo per una roba straenorme e decisiva del genere.

Infine, si dice che Buffon sarebbe una capra ignorante analfabeta incapace di formulare un pensiero compiuto. In realtà Gianluigione (personaggio che stimo, a parte le fascistate che considero errori di gioventù) per essere un calciatore si esprime molto, molto bene ed è sorprendentemente capace ad argomentare, basta ascoltare qualche sua intervista. Tende a non essere banale (sempre considerando il contesto, cioè gente che dice “la palla è rotonda”), a prendere posizione in maniera non così scontata e a fare uscite politicamente scorrette (“meglio due feriti che un morto”, ovviamente è facile condannarlo per dichiarazioni così, ma sono cose pensate e non dette da buona parte delle persone che popolano l’ambiente). Foto vintage casuale così, perché mi va.