Nella Repubblica di Macedonia lo Škendija, dopo anni di ricchi (per l’economia locale) e infruttuosi investimenti, con tanto di costruzione di un nuovo stadio, si avvia finalmente a riconquistare il titolo. Il Vardar, che ha vinto gli ultimi cinque campionati su sei, sta rosicando parecchio e oggi contro il Sileks e nello scontro diretto con la capolista manderà in campo l’Under 21. Questo in segno di protesta nei confronti dell’uso irregolare di un Under da parte dello Škendija nella scorsa partita contro l’Akademija Pandev (sì, è la squadra del nostro amico dalle acconciature discutibili, debuttante nella massima divisione… pensate che ego ha quest’uomo), con tanto di reclamo respinto dalla federazione.

Sono volate parole grosse tra Sunday Oliseh e il Fortuna Sittard (il cui neoproprietario è un riccone turco, ex pezzo grosso del Galatasaray, che ha fatto il mercato per tornare in Eredivisie dopo ere geologiche di mediocrità): addirittura, l’allenatore nigeriano sarebbe stato scacciato non per manifesta pippaggine, bensì per il suo rifiuto a prendere parte a imprecisate attività illegali.

In Estonia è ripresa la Meistriliiga. L’ex big Sillamäe Kalev, dopo anni nei quali ha rischiato di sbaraccare, è riuscita finalmente a mancare l’iscrizione al campionato e ripartirà dal quarto livello. Come già detto, il Levadia si è disinvoltamente pappato i campioni di due anni fa dell’Infonet (generando anche un FCI Tallinn nato dall’unione del Levadia Under 19 e dell’Infonet III che giocherà nel quarto livello). Essendosi così liberati due slot, non c’è stata nessuna retrocessione ed è stato ripescato il Pärnu Vaprus, autore l’anno scorso di un campionato orrendo nel quale ha spesso rischiato, e qualche volta centrato, passivi a doppia cifra. Inoltre, niente spareggio tra penultima e seconda della Esiliiga (ho semplificato un po’ la storia, in realtà il Vaprus ha ereditato il titolo sportivo del Linnameeskond, o qualcosa del genere). Il Maardu, che ha vinto brillantemente lo scorso campionato di “B”, non è riuscito a iscriversi per problemi di bilancio (ma ha mantenuto la stessa ossatura molto forte, quindi è probabile che vincerà il torneo anche quest’anno, vedremo che accadrà). Sono state promosse quindi la seconda (il Tallinna Kalev, squadra già vincitrice di due campionati estoni… nel 1923 e 1930, che ha riportato a quattro, dopo la scomparsa dell’Infonet, il numero di team della capitale) e la quinta (!) classificata, il Kuressaare, compagine che rappresenta una cittadina, Arensburg in tedesco, posta su un’isola affacciata sul golfo di Riga e dotata di un ottimo castello medievale. La terza in graduatoria era la squadra B del Flora, che quindi non poteva essere promossa, mentre quarto era arrivato il Rakvere, che ha rinunciato per ignoti motivi (forse sono ancora traumatizzati per la figuraccia di un paio di anni fa, quando hanno chiuso la Meistriliiga a quota tre punti?). Da notare le difficoltà di inizio stagione del Levadia, che si è fatto pareggiare negli ultimi minuti dal Paide (che l’anno scorso ha asfaltato e riasfaltato numerose volte e che, intravisto all’opera nel precampionato con la solita difesa particolarmente scandalosa, non penso sia migliorato). E che ha perso addirittura 10-0 un’amichevole con i rivali cittadini del Kalju (immagino che questi fossero coi titolari e il Levadia coi giovani o le riserve, anche così mi chiedo perché andare consapevolmente incontro a un inglorioso massacro del genere).

Esempio di sapiente distribuzione dei falli tra i componenti della squadra nella Tercera spagnola. Quasi un cartellino a capoccia, per portare a casa il risultato (è finita 1-0), senza esagerare e farsi buttare fuori. Questa io la chiamo arte.

Aggiornamento. ‘Sta cosa della Serie C italiana che ora non finisce più è stupefacente quasi come il campionato bulgaro di quest’anno (se non avete presente, vi dico solo che il Vitosha Bistritsa, arrivato ultimo distaccatissimo con otto punti senza vincere nemmeno una partita della regular season, se oggi pomeriggio batte il Lokomotiv Sofia, squadra del torneo cadetto, è salvo; oppure il Levski, arrivato terzo, che per andare in Europa League ha spareggiato con la squadra arrivata decima, perché questa ha vinto il miniraggruppamento successivo alla stagione regolare con le squadre di centroclassifica). Riaggiornamento: il Bistritsa si è salvato ai rigori! In pratica in tutta la stagione è riuscito a vincere regolarmente sul campo solo una volta, per giunta su rigore, nel gruppo retrocessione, e poi, nella successiva fase degli spareggi, in una seconda occasione ma (a sentire i vari espertoni bulgari) rubando, con un gol incredibilmente irregolare. Di fronte a tutto ciò anche il funzionamento bislacco dell’Eerste Divisie (il secondo livello del calcio olandese, un giorno gli dedicherò un doveroso approfondimento) sembra improvvisamente quasi generato da sani di mente.

Altro aggiornamento, pure off topic. Il wtf del giorno. I tedeschi del Rhein-Neckar Löwen con sede a Mannheim oggi hanno ben due sfide ufficiali in programma, una trasferta a Kiel in Bundesliga e una per l’andata delle semifinali playoff di Champions League (qui manderanno gli Under 23 a farsi massacrare dai polacchi del Vive Kielce, mentre in patria schiereranno la squadra buona). Ma chi cavolo li fa i calendari, Sbirulino? Update: hanno perso entrambe le partite (41-17 quella di Champions, alla fine hanno giocato i ragazzi di diciannove, vent’anni della squadra B che sta nel terzo livello), ma restano in testa alla Bundesliga, con discrete prospettive di vincerla per la terza volta di seguito. Apprezzabile l’approccio abbastanza serafico alla vicenda, considerando che Sarri o Zamparini sarebbero andati a farsi esplodere in sala stampa per molto, molto meno.