Nella Repubblica di Macedonia lo Škendija, dopo anni di ricchi (per l’economia locale) e infruttuosi investimenti, con tanto di costruzione di un nuovo stadio, si avvia finalmente a riconquistare il titolo. Il Vardar, che ha vinto gli ultimi cinque campionati su sei, sta rosicando parecchio e oggi contro il Sileks e nello scontro diretto con la capolista manderà in campo l’Under 21. Questo in segno di protesta nei confronti dell’uso irregolare di un Under da parte dello Škendija nella scorsa partita contro l’Akademija Pandev (sì, è la squadra del nostro amico dalle acconciature discutibili, debuttante nella massima divisione… pensate che ego ha quest’uomo), con tanto di reclamo respinto dalla federazione.

In Bulgaria il Ludogorets sta faticando più del solito per vincere il campionato, dato che il redivivo CSKA quest’anno ha fatto uno squadrone. Ieri col Septemvri Sofia non avrebbero fatto gol manco con le mani, allora a pochi secondi dalla fine l’arbitro ha colto l’ultima occasione possibile (5:13 nel video, difensore che sovrasta l’attaccante e spazza di testa, se è rigore questo ce ne sono sessanta a partita ecc.) e l’ha buttata dentro, tra le infinite proteste degli ospiti.

Sono volate parole grosse tra Sunday Oliseh e il Fortuna Sittard (il cui neoproprietario è un riccone turco, ex pezzo grosso del Galatasaray, che ha fatto il mercato per tornare in Eredivisie dopo ere geologiche di mediocrità): addirittura, l’allenatore nigeriano sarebbe stato scacciato non per manifesta pippaggine, bensì per il suo rifiuto a prendere parte a imprecisate attività illegali.

In Estonia è ripresa la Meistriliiga. L’ex big Sillamäe Kalev, dopo anni nei quali ha rischiato di sbaraccare, è riuscita finalmente a mancare l’iscrizione al campionato e ripartirà dal quarto livello. Come già detto, il Levadia si è disinvoltamente pappato i campioni di due anni fa dell’Infonet (generando anche un FCI Tallinn nato dall’unione del Levadia Under 19 e dell’Infonet III che giocherà nel quarto livello). Essendosi così liberati due slot, non c’è stata nessuna retrocessione ed è stato ripescato il Pärnu Vaprus, autore l’anno scorso di un campionato orrendo nel quale ha spesso rischiato, e qualche volta centrato, passivi a doppia cifra. Inoltre, niente spareggio tra penultima e seconda della Esiliiga. Il Maardu, che ha vinto brillantemente lo scorso campionato di “B”, non è riuscito a iscriversi per problemi di bilancio (ma ha mantenuto la stessa ossatura molto forte, quindi è probabile che vincerà il torneo anche quest’anno, vedremo che accadrà). Sono state promosse quindi la seconda (il Tallinna Kalev, squadra già vincitrice di due campionati estoni… nel 1923 e 1930, che ha riportato a quattro, dopo la scomparsa dell’Infonet, il numero di team della capitale) e la quinta (!) classificata, il Kuressaare, compagine che rappresenta una cittadina, Arensburg in tedesco, posta su un’isola affacciata sul golfo di Riga e dotata di un ottimo castello medievale. La terza in graduatoria era la squadra B del Flora, che quindi non poteva essere promossa, mentre quarto era arrivato il Rakvere, che ha rinunciato per ignoti motivi (forse sono ancora traumatizzati per la figuraccia di un paio di anni fa, quando hanno chiuso la Meistriliiga a quota tre punti?). Da notare le difficoltà di inizio stagione del Levadia, che si è fatto pareggiare negli ultimi minuti dal Paide (che l’anno scorso ha asfaltato e riasfaltato numerose volte e che, intravisto all’opera nel precampionato con la solita difesa particolarmente scandalosa, non penso sia migliorato). E che ha perso addirittura 10-0 un’amichevole con i rivali cittadini del Kalju (immagino che questi fossero coi titolari e il Levadia coi giovani o le riserve, anche così mi chiedo perché andare consapevolmente incontro a un inglorioso massacro del genere).

Esempio di sapiente distribuzione dei falli tra i componenti della squadra nella Tercera spagnola. Quasi un cartellino a capoccia, per portare a casa il risultato (è finita 1-0), senza esagerare e farsi buttare fuori. Questa io la chiamo arte.