Ieri lo Shakhtar vinceva 1-0 “in casa” (in realtà a Zaporizhia, per i noti motivi) dello Zorya. Poi nell’ultima dozzina di minuti è riuscito a farsene buttare creativamente fuori tre e ha perso 2-1 con due reti nei minuti di recupero.

Il Vitosha Bistritsa, una sorta di Benevento bulgaro che aveva fatto finora solo tre punti frutto di altrettanti pareggi interni, ieri stava incredibilmente vincendo fino a poco dalla fine in casa del forte Vereya (reduce da un successo interno col Ludogorets) e, nonostante un secondo tempo nel quale è stato preso a pallate come manco la faccia di Sorrentino, è riuscito a estorcere un pareggiotto.

La Superliga danese quest’anno dev’essere bellissima. Il Copenaghen, che ha cambiato un po’, ha abdicato quasi subito ed è andata in fuga la sorpresa Nordsjælland, a botte di partite da over (4,5). Ora questi sono rientrati nei ranghi, ma ancora coltivano qualche speranza, ed è diventato un duello tra Brøndby e Midtjylland (che se vince oggi in casa dell’ultima in classifica fa il sorpasso). L’aspetto esaltante, a parte la cornice di pubblico meravigliosa, è che le partite non sembrano mai chiuse. Per dire, l’altra volta il Midtjylland ospitava l’Odense, 3-0 alla fine del primo tempo. Nel secondo gli ospiti fanno il 3-1 e mettono alle corde i padroni di casa (che peraltro vivono un momento di forma eccezionale). Cioè, questi fino all’88’ spingevano come pazzi, convinti di poterla riprendere. Ieri difatti il Brøndby, che veniva da dieci successi di fila, vinceva 2-0 a domicilio con l’Århus (in crisi di risultati) ed è stato clamorosamente rimontato.

Letta in giro: “Il Borussia caccia Bosz. Per rimpiazzarlo con Stöger, fresco d’esonero da Colonia dopo aver accumulato ben un punto in più del Benevento”. Restando in Bundesliga, al Bayern si è rotto anche Ulreich e hanno dovuto mettere titolare Starke, che si era ritirato e si era messo a fare il coordinatore dei preparatori dei portieri. O qualcosa del genere. Direi che Reina ha scelto decisamente la stagione sbagliata per andare da quelle parti. Nei Paesi Bassi l’AZ Alkmaar sembra inaspettatamente tornato ai fasti dell’81 e del 2009, peccato che abbia deciso di farlo proprio in un’annata nella quale il PSV sembra aver risolto i suoi recenti problemi e procede arando le piccole con grande sicumera e spargimento di gol.

Momenti di grassa comicità invece in una delle varie coppe interne del Kuwait, la Crown Prince Cup: i campioni nazionali dell’Al Kuwait (che in questo momento stanno letteralmente volando) affrontavano la capolista della “B” locale, l’Al Fahaheel, passando subito in vantaggio. Come se non bastasse, un giocatore della squadra sfavorita si infortuna e deve uscire. A quel punto l’Al Fahaheel, depresso e a corto di giocatori, decide di ritirarsi, probabilmente per evitare una quasi certa imbarcata di dimensioni epiche: ragionamento non privo di logica visto che gli è stato dato lo 0-3 a tavolino, risultato molto meno disastroso di quello che avrebbe ottenuto sul campo (nella classifica del girone vale anche la differenza reti… il raggiungimento del secondo posto, l’ultimo utile per la qualificazione al turno successivo, pare comunque quasi impossibile; a ‘sto punto la cosa più probabile è che semplicemente l’Al Fahaheel snobbi la competizione, vista la sfilza di sconfitte consecutive accumulate nella stessa). Questi Paesi comunque sono uno spasso per queste situazioni “folkloristiche”: in Qatar, ad esempio, se c’è qualche decisione arbitrale appena controversa, non è raro che qualche emiro o personaggione del genere ben bardato perda le staffe e faccia qualche sceneggiata, magari entrando pure in campo. Insomma, robe alla Francia-Kuwait del Mondiale ’82.

Nell’amata Estonia la squadra campione del 2016, l’Infonet/FCI Tallinn, è stata disinvoltamente “assorbita” dalla rivale Levadia. Cercando di decifrare con Translate un pezzo in estone – gli altri sono generalmente disponibili anche in inglese, ma questo non è stato tradotto – sul sito della defunta compagine (che ancora apre con la foto del trionfo di un anno fa), mi pare di capire che l’operazione mirasse, o miri ancora, a coinvolgere anche il Nõmme Kalju, un’altra delle quattro grandi squadre della capitale, nonché usuale pretendente al titolo. Insomma, Viktor Levada, il boss del Levadia, dietro la facciata del “bisogna fare fronte comune e unire le forze per contare di più in Europa” e bla bla, mira a papparsi le poche rivali e a instaurare una vera e propria “dittatura calcistica” nel piccolo Paese baltico, operazione davvero poco entusiasmante se si pensa che il campionato estone è già uno dei più risibilmente sbilanciati in circolazione. Magari un giorno faranno un campionato sovranazionale (come quelli diffusi nel basket o nell’hockey) tra le squadre baltiche. Quest’anno la Coppa di Lega lettone già includeva squadre lituane ed estoni invitate a casaccio, tra le quali proprio la defunta Infonet. Tra l’altro leggevo della Coppa tra le nazionali: nel 2012 e nel 2014 hanno messo in mezzo anche la Finlandia, che si è tirata fuori nel 2016, mentre nel passato fu coinvolta la Bielorussia; notare le varie dispute un po’ gnegneggianti tipo: nel “[…] 1933 […] Estonia e Lituania non riconobbero la vittoria della Lettonia: per questa ragione l’edizione 1934 non fu disputata. Ripreso regolarmente nel 1935, il torneo fu sospeso nel 1939 a causa di una disputa tra Lituania e Lettonia avvenuta a seguito di una partita di basket” (!).

[Update]. Brignoli scansate. In Aberystwyth-Carmarthen (campionato gallese) il portiere ospite ha sbloccato il risultato con un bel calcione lungo, aiutato credo dal possente vento.