È ingiustissimamente assurdissimamente ma direi stronzissimamente avvenuto. Forse l’unico allenatore della storia juventina che non mi stesse profondamente sui cojotes scacciato per sempre in un buco bianconero ultramaleodorante senza ritorno. Claudio RanieriUn uomo, ma che dico un uomo?, un distinto passante di mezz’età che (ok, perdendo, o comunque non vincendo) era riuscito là dove praticamente tutti prima di lui avevano fallito. Cioè a far abbandonare alla gggiuve lo scettro tanto ambito della compagine di gran lunga più odiata e bestemmiata dalle italiane e dagli italiani di tutto il mondo, isole comprese. Un accompagnatore con licenza di allenare talmente educato, istruito e amante del fair play più sfrenato da infastidire. Sempre così precisamente lontano dal pollaio delle polemiche; dal pianto facile per il gomblotto demoplutopippoepaperino ordito alle sue spalle; dal lamento in aramaico per il fallo laterale che non c’era nemmeno alla supermoviola crudelmente negato. Uno che, non potendo sollevare beneducatamente coppe o coppette di alcun tipo, probabilmente si rifaceva alzando in gran segreto, sempre con grande sfoggio di buone maniere, tavolette del water al momento opportuno, autofesteggiandosi con giri del cesso immaginari. Colpevole soprattutto per aver illuso prima e deluso poi masse di esagitati, petulanti, folli, irragionevoli mammiferi tifanti. Estranei alla cultura del terzo posto, come a quella del pareggio e della sconfitta, che invece un giorno sarebbe salutare riprendere a. Come ai tempi del Chelsea, con largo anticipo, tutti nello spogliatoio sapevano, e per questo passeggiavano. Per il campo, aspettando. L’esonero, l’arrivo. Di un altro, l’ennesimo. Cioè l’amico, il collega, il fratello maggiore compagno di tante merende da festeggiare per un po’, sbavando comatose interviste di fintoapprezzamento. E poi da inchiappettare a sangue tutt’insieme con l’ausilio della dirigenza, lanciandogli addosso tutte le colpe tutte per l’ennesima campagna acquisti sbagliata, per un primosecondoterzoquartosestodiciannovesimo posto clamorosamente mancato, per una letteronza fuggita via.