GP del Canada di qualche era geologica fa. Rustichella, incredibilmente, al comando con un’astronave mica male (non ricordo se Benetton o cosa). Schumi subito dietro, poi costretto a stop’n’go per la solita bischerata semiregolamentare. Badoer in actionDietro, il deserto.

Oltre a beccare i 20/25 secondi complessivi della penalità, il crucco volante deve ritornare lentissimamente dagli amicici in pigiama rosso, again and again, per cambiare un alettone danneggiato o sa il cazzo cosa (le frigide regole impediscono di farlo mentre viene espletata la punizione).

Il vantaggio di Rustichella diventa quindi abnorme, è impensabile che possa gettare nel cesso la sua prima vittoria (motivatissimo, quindi, anche)(o sarebbe stata la seconda? la prima la ebbe tipo a tavolino perché mezza griglia fu squalificata o decise di schiantarsi, boh).

Ma Schumi non si arrende e spinge come un animale, inanellando giri veloci con la naturalezza con la quale l’automobilista medio si scaccola al semaforo, recuperando un paio di secondi a tornata. Fisico innesta la modalità pilota di Apecar a vapore con freno a mano tirato e incrocia le dita speranzoso che Michelone si schianti alla curva prima del traguardo, come una volta.

Ma lui non si schianta, supera illeso il cadavere zigzante di Damon Hill, gli arriva dietro il culo, gli passa sopra come se fosse un Rosset qualunque e vince.

Un gran premio leggendario, dal quale il Giancarlone nazionale uscì umilato come uomo ma soprattutto come piloto (chiunque sano di mente al suo posto si sarebbe ritirato e avrebbe cercato un posto sicuro all’ATAC dopo un simile smerdament… ridimensionamento, e invece lui no, il solito gnè gnè infinito, e i doppiati non mi facevano passare, e le gomme di Schumi erano più gommose, eppoi la barra antirollio mi faceva contatto col pene).

A fine gara tutti a festeggiare Rustichella il grande, il genio, il fenomeno, Stellabbruno intervista la mamma, la zia, i cuggini, i tifosi in deliquio, il viceparroco che l’ha visto crescere, questo piloto tra i piloti.

Aaaaah, i campioncini italiani, c’è un grandissimo sito, F1 rejects, che caso strano li vede indiscussi protagonisti, i vari Lavaggi, Barbazza, Barilla, Apicella, Montermini, Sospiri, Schiattarella, ecc., come si fa a essere tanto snobboni ed esterofili da preferire quelli stranieri.

Enzo Ferrari non aveva capito nulla. La colpa non è mica di Badoer se va lento come una lumaca in stato interessante per prevenire incidenti (e acciacca ‘sto pedale che prendi due secondi dagli altri pure nell’intermedio con sì e no mezza curva in croce, tanto dopo Senna-Ratzenberger in F1 non muori manco se t’impegni, vedi Zonta a Silverstone).

Basta inserire tutte queste località esotiche, facciamo un mondiale più umano, più equoesolidale verso i tramvieri. Diciotto gare da disputare tutte al Mugello in modo che anche i collaudatori bradipi della Ferrari possano dire la loro. (Nel filmato allegato una dei più convincenti e creativi parcheggi della carriera di Ivan Capelli).

E poi c’è quel Trulli lì che lui sì invece è tostissimo e simpaticissimo (soprattutto perché i suoi conoscenti e prozii rilasciano molte meno interviste di quelli di Rustichella), ogni tot gran premi fa una pole con un tempo mondiale e poi si autodistrugge entro la quarta curva, prevedibile come quello che avverrà rinchiudendo Olindo Romano e un punkabbestia nella stessa cella… Ma è sempre e solo sfiga, non oserete mica insinuare.