Trollate da tifosi, esosità dei compensi e improbabili discorsi pomposi con i quali è stato presentato a parte, il logo è molto aggressivo e ben fatto, bisognerebbe togliere la scritta “Juventus” ma mi rendo conto che sia prematuro, il problema sta appunto nel fatto che il calcio è un mondo estremamente conservatore nel quale c’è voluto un secolo per rendere illegale il retropassaggio al portiere e in cui dare del finocchio a qualcuno è percepito come un’offesa mortale, per non parlare dei tifosi che ancora stanno a piagnucolare per il fatto che le partite non si giochino tutte insieme alle tre (tra l’altro pare che manco fosse vero che si giocassero alle tre, comunque è evidente che non avrebbe senso, ora che Ciotti e Ameri sono sottoterra e che le partite si possono vedere in TV, spararle tutte insieme in contemporanea, dal punto di vista economico ma anche da quello dell’utilizzatore finale).

Insomma, è un logo sfacciatamente moderno e di rottura – inusuale, pensando a come i club inglesi all’avanguardia nel marketing ci tengono comunque a preservare una certa continuità con la tradizione – che rappresenta una pedata in culo a ciel sereno a tutta la retorica imperante del “no al calcio moderno!1” (che non è tutta da buttare, intendiamoci, anche a me per esempio fanno cacare i cinesi che comprano campioni a casaccio a peso d’oro, e preferivo il maggior equilibrio di una volta, quando una trasferta nell’Est europeo poteva rappresentare un’insidia importante, e non una scampagnata per club che assembrano allegramente fuoriclasse senza grossi limiti; poi, io mi guardo la B norvegese, quindi figuriamoci… è innegabile però che nel complesso sia un po’ un minestrone ideologico posticcio che dovrebbe risultare raccapricciante a ogni essere senziente). Anche per queste ragioni, i commenti in giro sono per la stragrande maggioranza molto negativi, lo sarebbero stati anche se il logo l’avesse partorito Michelangelo in persona, e non so se e quanto i capoccia l’abbiano messo in preventivo (forse sì, in Italia bisogna ammettere che la Juve è avanti rispetto a tutte le altre nella lotta alla retorica di cui sopra, come la costruzione dello stadio di proprietà dimostra). Certo, potrebbe essere solo un fatto temporaneo, ma secondo me se non dovesse tirare è pure possibile che se lo rimangino clamorosamente in tempi abbastanza rapidi, nonostante i costi non proprio contenuti che una simile operazione comporterebbe (ma in affari, si sa, se qualcosa non funziona bisogna avere l’umiltà di ammetterlo e contenere le perdite). La cosa più probabile comunque è che tra un po’ tutti i pesci rossi intenti a sentenziare e a rotolarsi dalle risate in giro si dimenticheranno di questa faccenda – “ogni rebrand in epoca social genera reazioni negative, meme, prese per il culo, repulsione” (cit.) – e torneranno a pasticciarsi con la Lucarelli.