Tib Street
Reaperman — Tib Street Horn – Manchester
Ferguson parcheggia il magico duo su una panca fatata per umiliare l’avversario, ma entrambi i cannonieri sembrano essere regolarmente lì con gli altri, più sgambettanti e cicciobombi che mai.

Calci d’angolo come se piovesse, tiri potentissimi vengono difatti esplosi in direzione di un resuscitato Doni, prestigiatore soprattutto nel rifiutare in controtempo una mela avvelenata sbucata dal nulla. Mancini non torna proprio mai, gli stop a inseguire di Perrotta, la difesa disposta con l’allegria di un’amichevole in casa contro le giovanili dell’Albinoleffe (Donkey Spallett non capisce). Il nemico può contare incredulo su pampas verdissime illimitatissime dove brucare lo spettro del 16 a 1 che si avvicina sempre più.

Ma qualcosa accade, qualcosa che. Tafferugli nell’area dei padroni di casa, i baricentri si innalzano pericolosamente, gli avversari sudano e sui loro volti stupefatti si dipinge perfino un po’ di stupore (ma non troppo).

Un Mancini drogatissimo cerca la più severa delle punizioni disponibili con la solita finta straconosciuta, da tutti tranne che dal sedicente difensore-abboccatore che puntualmente regala rigore è quando arbitro fischia. Il pubblico ulula il penalty sfigato (si capisce subito dall’atteggiamento vagamente grobbelaariano del lungagnone che passeggia tra i pali). Un biondo centrocampista prende la rincorsa e tira pacatamente (la sfera verrà ritrovata, dopo estenuanti ricerche, nei pressi di un negozio di ferramenta a Torpignattara). Stranamente non è ancora il buio pesto definitivo. Il nemico controlla la Roma che avanza.

Dopo aver copulato selvaticamente negli spogliatoi, gli irsuti miliardari ritornano. Tonno Rio Ferdinand resiste stoicamente a Cassetti che si spalancano nell’area avversaria ma non trovano la palla-gol omaggiata da un Van Salsiccia che non trattiene. Ma il secondo tempo è poco più che la distrazione che consegna anche questa ennesima coppona all’oblio: un contropiede qualunque con crosse annesso e il giocatore più brutto dell’universo dopo Ribery si abbassa e uccide Doni. L’impressione globale è che questi sfuggenti omaccioni d’oltremanica possano ottenere quasi senza sforzo quello che ai nostri volenterosi (ma forse un po’ presunti) campioni, dannandosi, è precluso.