Parmigiano
frankbb — Parmigiano mountain

Mentre la politica tenta di riemergere scaligeramente da cumuli di inciuci infuocati, rifiuti parlamentari e naziskin amanti delle buone letture, difendendo Primo Piano dall’attacco mutante delle badanti marxiste promosse d’ufficio nella serie B dell’umanità, undici insonni giallorossi vagheranno smarriti, increduli su un lontano rettangolo, all’improbabile ricerca di porte dimensionali che consentano l’accesso all’universo parallelo delle squadre che ogni tanto vincono qualcosa di diverso dalla Coppa Italia.

Non riesco neanche lontanamente a immaginare come i nerazzurri possano non aggiudicarsi agilmente questa partita. La necessità inderogabile della scalcinata compagine gialloblù di scoprirsi per ottenere punti karma, unita a una difesa che sarebbe considerata impresentabile anche nel campionato di calciobalilla del Burkina Faso e allo sciagurato, destabilizzante esonero di Cùper (ultimo ostacolo che, con la sua passione smodata per il catenaccio e il tavernello, si frapponeva come sempre tra Appiano Gentile e lo scudo) rende ampiamente prevedibile l’esito del conflitto.

Il ventilato, ottimistico, direi quasi scellerato 4-5-1 offensivo che Manzo (un nome, una garanzia) dovrebbe schierare, con un paio di guizzanti ali di supporto a un ottuagenario Lucarelli (edit: dovrebbe partire invece dalla panca, evabbè), non lascia dubbi. Così come la condizione fisica di Reginaldo, già sapientemente sfiancato dai duri allenamenti ai quali sembra sia stato sottoposto dalla Canalis in settimana.

Inutile appigliarsi agli infortuni occorsi a Cordoba, Chivu, Samuel, Dacourt, Figo, Stankovic, Vieira, Chivu, Cruz, Ibrahimovic, Cesar, Maxwell, Chivu, Materazzi, Jimenez, Vampeta, Brehme, Chivu e Sandro Mazzola. Inutile tirare in ballo l’enorme danno psicologico causato dai tanti errori arbitrali (le continue polemiche per i favori concessi in realtà distraggono, turbano e logorano enormemente l’ambiente, costringendo Materazzi a sfogare lo stress sugli avversari, rischiando rigori, punizioni ed esecuzioni capitali). La realtà è che questo meritato scudetto sarebbe dovuto comunque spiovere nelle bacheche nerazzurre molto tempo fa, tanta e tale è la superiorità (anche morale) sprigionata in ogni settore del campo, ma soprattutto negli spogliatoi, sugli spalti…