Quel gran pezzo dell’Olanda, tutta nuda e tutta calda, si fa asfaltare per 87 minuti dalla Russia che va in goal con Pauvlichenko (le tifose però sono sempre un bel vedere). Poi la palla sbatte addosso a Van Nistelrooy che fa pari e patta. I putiniani continuano a sprecare l’impossibile, ma poi finalmente Van der Sar si ricorda del suo talento e gli regala la vittoria.

Olanda RussiaIl terzo quarto di finale, giocato in uno stadio St. Jakob-Park di Basilea infarcito di ululantissimi tifosi orange, si preannuncia particolarmente orgasmico. Le due squadre più simili di questo matto, matto torneo in quanto a filosofia di gioco si scontrano tra di loro, ma solo una, purtroppo, sopravviverà. Corsa forsennata, schemi applicati alla velocità della luce, pressing pazzesco, mosse speciali, supertiri infortuna-portieri alla Holly e Benji sono le ricette (finora vincenti) di entrambi gli olandesoni non volanti in panchina. Van Basten conferma l’undici che ha scherzato l’Italia nella prima partita, dopo la rotazione resasi necessaria alla passeggiata sui rumeni. Solo un cambio nelle fila dei trotzkisti, completamente trasformati dopo la batosta subita dalla Spagna nella gara d’esordio e le punizioni corporali alle quali sono stati sottoposti da Hiddink in allenamento. Al 6′ prima palla gol semiseria: tiro mancino e maligno di Zhirkov (uno dei terzini più eccitanti di questa competizione) sul primo palo, Van Salsiccia risponde senza paté. Poco dopo è la zucca vuota di Pavlyuchenko a tenere in apprensione l’estremo difensorone. Al 19′ l’Olanda ricorda improvvisamente di essere la squadra favorita e Snejider fa un po’ di bordello in area avversaria (tiraccio respinto dall’antiestetico e sopravvalutato Ignashevich). Poi accade l’incredibile. Punizione dal fondo, palla che rimbalza nell’area piccola e incredibilmente sua maestà Ru-ud Ru-ud liscia a porta vuota quello che di solito non sbaglia mai. Alla mezz’ora Arshavin dopo una discesa tumultuosa mira all’angolino più lontano, ma per bucare il Van Der Coso attuale probabilmente servirebbero porte ben più ampie (o quantomeno tiratori più capaci). Kolodin però non è persuaso e sbomba un paio di volte da distanze assurde, mentre sullo sfondo si ode distintamente Hiddink insultare pesantemente la sua famiglia in cirillico. Al 37′ ancora Van Nistelrooy salta avversari come birilli, tiro incrociato ma Akinfeev dimostra di essere un portiere.

Olanda RussiaDOSSENA DORME, VAN BASTEN CAMBIA — Ripresa. Van Persie gettato nella mischia al posto di quel pippone raccomandato di Kuyt, messo in campo per la sua dedizione al lavoro oscuro (forse anche troppo). Arshavin impazza circondato da nugoli di difensori arancioni allarmatissimi. Boulahrouz si fa ammonire come un bimbetto, Van Basten irritato lo caccia. Pavlyuchenko segna al volo sul milionesimo cross di Semak, e nessuno di certo se ne meraviglia (la Russia sta spadroneggiando dall’inizio). Intanto un Cerqueti particolarmente petulante sforna aneddoti degni di un reduce della guerra del ‘15-’18 sbronzo. Dossena, in chiaro coma vegetativo, bofonchiando lo asseconda. Il Cigno di Utrecht, non potendo autosostituirsi, continua a cambiare nervosamente giocatori (Afellay per un brullo Engelaar) sperando in chissà cosa. Van Persie protesta con livore contro la palese ingiustizia di queste porte moderne così assurdamente nane per i suoi tiri incompresi. Verrà crudelmente ammonito da Michel. L’Olanda si butta spericolatamente in avanti (difesa a tre) liberando autostrade ecologiche per Pavlyuchenko e soci, ma De Jong, l’imprecisione e la sfiga ci mettono svariate pezze. La superband arancione sembra ormai suonata, ma un pallone spiove dal cielo, un pallone immacolato. Van Nistelrooy lo accarezza, lo doma, lo ipnotizza, lo incorna. In sostanza lo trasforma nel pareggio in cui ormai più nessuno credeva. Tifosi olandesi agonizzanti vengono esposti dalle telecamere al pubblico ludibrio: devastati psicologicamente dalla chiara superiorità tecnico-tattica espressa da Mamma Russia, non hanno più nemmeno la forza per esultare. L’arbitro nel tentativo di movimentare un altro po’ il match espelle Kolodin per doppia ammonizione, ma il guardalinee lo riporta alla ragione.

Olanda RussiaRUSSIA SENZA FINE, OLANDA IN OSTAGGIO — Primo tempo supplementare, le squadre corricchiano che è un piacere. Van Persie e Kolodin continuano a tirare incessantemente con diversi esiti. Arshavin insiste a dribblare tonnellate di statuine arancioni, in sostanza l’Olanda è ancora in ostaggio dell’avversario che appare assai meglio organizzato e più prestante. Russia sprecona fino all’1-2 del secondo supplementare: Torbinskiy devia un cross sul secondo palo di Arshavin e subito dopo quest’ultimo uccella il povero Van Der Saar (gambe troppo aperte). Giornalettismo.