Qui, qua e Quo le precedenti puntate, inclusive di aggiornamenti postumi.
A Natale siamo tutti più buoni, ma non l’Arlan Kokshetau, squadra kazaka campione di hockey su ghiaccio, che ha inflitto all’HC Astana la novantaduesima sconfitta (ottantanovesima ai regolamentari) nelle ultime novantaquattro gare di campionato. Non ho contato le partite di coppa e le amichevoli, ma come si vede va forte anche lì. Sì, è una lega senza retrocessioni, sono quattro anni che arrivano sempre straultimi. Riguardo all’Arlan, invece, interessante questa recente notizia (povere squadre del Kazakistan apertamente discriminate solo perché il Paese sta in Cul… un po’ fuori mano, diciamo).

Non ci stavano tutte nello screenshot.

Basket (news della scorsa stagione). In Bulgaria il gigante dei carburanti Lukoil dopo dieci giornate di campionato ha deciso di mollare l’Academic Sofia (squadra che ha vinto ventisei titoli nazionali e che conquista ininterrottamente lo scudetto dal 2003, con la sola eccezione del 2014… la Lukoil è sponsor dal 2000) per passare giocatori, bagagli, parte dello staff tecnico e soprattutto soldi con i rivali e concittadini del Levski. L’Academic finirà la stagione (prendendo con ogni probabilità schiaffazzi a destra e a manca) con una squadra di regazzini, in parte provenienti dallo stesso Levski. Come non commuoversi di fronte alla sportività di tutto ciò.

Succoso caso di ragequitting “ieri” nel campionato di calcio siriano (!). Al 95′ sull’1-1 l’arbitro ha dato un rigore all’Hutteen, ma si vede che quelli dell’Al-Jaish non erano troppo d’accordo perché sono usciti dal campo impedendo così che fosse tirato e ponendo fine prematuramente e un po’ gallianamente alla partita.

L’impresa del giorno (anche qui si parla di parecchio tempo fa) è quella dell’Ullareds – Seconda divisione, Västra Götaland, quarto livello del calcio svedese – capace di perdere contro l’Hittarps nonostante tre rigori a favore, tutti sbagliati, e due espulsioni tra le fila degli avversari nel giro di una cinquantina di minuti, dal 45′ del primo tempo al 95′, quando ha incassato il 2-1.

Nell’inspiegabile indifferenza generale, si sono svolti da poco a Praga i campionati del mondo per maschietti di floorball, una delle tante varianti dell’hockey che l’essere umano è riuscito chissà perché a cacciare fuori (comunque a me credo piacciano tutte). Finlandia campione del mondo (6-3 finale alla Svezia, peraltro già affrontata nel corso del torneo). Il record di spettatori relativamente a questo sport è stato battuto più volte durante la competizione: 10.113 presenze per il primo scontro tra Finlandia e Svezia, mentre nella finalina di consolazione con i padroni di casa (battuti dalla Svizzera) gli spettatori sono stati 16.112, e poi 16.276, vertigini, per l’ultimo atto.

Curiosità o mezzo wtf calcistico di “ieri” (ieri si fa per dire). Misimovic, «la perla di Bosnia», si era ritirato dalla sua nazionale quattro anni fa, dopo il Mondiale, e dal calcio giocato a fine 2016 (era andato a svernare in Cina). Orbene, il CT della Bosnia, incurante di ciò, gli ha fatto giocare il match di addio alla nazionale, contro il Montenegro (0-0, però l’ha levato al 17′).

Champions League di pallamano femminile, le favorite del CSM Bucuresti (che in patria stravincono tutte le partite con risultati bulgari)(battutona) ospitano il Rostov. A un certo punto la brasiliana Ana Paula Rodrigues va a tirare un rigore e prende in piena faccia Paula Ungureanu, chiamata a difendere i pali delle rumene, che sopravvive. Subito scuse, baci e abbracci tra le due, ma, nonostante questo, la Rodrigues si becca un bel cartellino rosso (!). Nell’articolo, il video.

Durante gli intervalli tra i periodi delle partite di netball (una variante perlopiù femminile del basket popolare in Nuova Zelanda e Australia) ci sono i maschietti che sgambettano. Purtroppo si tratta di un gioco parecchio insipido perché si perde tutta la fisicità e la bellezza della pallacanestro, qui scientificamente castrata da regole e modifiche in apparenza incredibilmente demenziali (a meno che non mi sfugga qualcosa, ma non credo perché anche persone che ne capiscono molto più di me di sport confermano).

Le vicissitudini relative alla costruzione del nuovo stadio del Grasshoppers (quello vecchio, l’Hardturm, è stato tirato giù una decina d’anni fa, aveva ospitato anche i Mondiali del ’54, ora la squadra gioca al Letzigrund Stadion – che invece è stato ristrutturato in tempi record di recente per l’Europeo – insieme ai concittadini dello Zurigo… pare che i fan del Grasshoppers però non siano tanto contenti della situazione e “boicottino” abbastanza le partite casalinghe, in quanto quello è percepito come lo stadio dei rivali). A quanto pare ogni tanto chiamano i cittadini a esprimersi in merito (so’ svizzeri…), boh.

Climino bello disteso in casa Ventspils (formazione calcistica lettone di vertice): il centrattacco nigeriano Adeleke Akinyemi ha accusato la dirigenza di averlo minacciato con le armi allo scopo di fargli firmare un prolungamento del contratto.

La Super League (calcio) di Singapore si contraddistingue per il fatto che da tre anni è dominata dalla squadra satellite di un club che milita nei bassifondi della “B” giapponese, l’Albirex Niigata. In questa stagione, in particolare, la supremazia è risultata molto netta ed è stata interrotta dopo diciassette vittorie consecutive da un pareggiotto col Balestier Khalsa (che un po’ di tempo prima fu massacrato 5-0, ma a giudicare dagli highlights il risultato sarebbe potuto essere ben più ampio). I giocatori della rosa sono tutti giapponesi a parte due stranieri, entrambi di Singapore, cioè il portiere Shahul Rayyan e il centrocampista Adam Swandi. Guardando le immagini delle partite, colpisce la statura particolarmente bassa del numero 14 Taku Morinaga, che pare però uno degli elementi più dotati. Solo centocinquantatré centimetri di talento, diciamo. Tanto per fare un confronto, al Mondiale russo i due giocatori meno alti erano Shaqiri e Yahia Al Shehri dell’Arabia Saudita, entrambi 1,65.

In Bulgaria solo il 17% del pubblico dell’edizione locale di Chi vuol essere milionario? sa che Salah è un calciatore, il 48% pensa sia un leader religioso, il 32% un prigioniero politico e il 3% un importante kebabbaro (libera interpretazione di «dyunerdzhiya»). (Via Dario Hubner/Sportal.bg).

Aggiornamento per la Coppa d’Asia. Momento comico in Corea del Sud-Filippine (sulla cui panca siede Eriksson, ovviamente per scelta di vita, mica perché ha già sputtanato tutti i soldi…. comunque stranamente stava facendo reggere bene botta ai suoi, hanno preso gol solo poco fa, al 67′): la Corea ha una punizione dal limite e due suoi giocatori si piazzano davanti alla barriera inginocchiati – si vede per tentare qualche strano schema, tipo catapulta infernale o mossa del coccodrillo di Brozovic, ma al contrario, o per confondere le idee agli avversari – ma l’arbitro s’incazza e li fa alzare ad ampi gesti.

Nel campionato greco di calcio c’è una regola per la quale il club può decidere quando far scontare la squalifica ai suoi uomini che abbiano raggiunto un certo numero di cartellini. Il Levadiakos per esempio terrà a riposo due dei suoi uomini migliori, il capitano Tsabouris e il centrocampista difensivo Mitropoulos, nell’imminente partita contro l’Olympiacos, dando in sostanza la partita per semipersa (anche se gioca in casa e magari qualcosa potrebbe fare, visto che l’Oly è parecchio meno dominante di qualche anno fa; ovviamente ricordo ai poco attenti che in patria ha/aveva anche tutta una fama da Juve di Moggi dell’era d’oro al cubo in quanto a sudditanza psicologica, arbitri, ecc.). Inutile dire che la narrazione dietrologa insiste anche sui rapporti d’affari e non, immancabilmente assai amichevoli, tra i boss dei due club. M’immagino le polemiche se esistesse una roba simile in Italia (non che lì manchino), verrebbero giù i social.