Dopo l’ultima, interessantissima edizione del Superbowl giuro che non mi lamenterò mai più del recente inserimento in pianta stabile di bridge, Superbowldressage, bukkake e uncinetto tra le discipline olimpioniche CIO approved. Delle partite che finiscono zero a zero sbadigliate tutte a centrocampo con annesso flusso di coscienza obbligatorio di Salvatore Bagni sfuggito all’antidoping, alle camicie di forza, ai trilioni di bollettini del canone RAI urlanti che assumono sembianze umane per prenderlo a stivalate sul cazzo e poi lasciarlo appeso a un incrocio dei peli a caso.

Di tutto il contorno di trentenni padri di famiglia che crollano come pere cotte in area di rigore contorcendosi in modo orribile e frignando il furto di caramelle da parte dell’avversario illegalmente in tackle, o sostenendo di essere stati centrati in pieno menisco ballerino da quel meteorite che aveva una probabilità su sessantacinque milioni di miliardi di sopravvivere all’impatto con le scie chimiche e il buco dell’ozono, corpo celeste del quale naturalmente ora invocano almeno l’ammonizione. Di Lippi lampadato in volto che manco Thuram e Carlo Conti messi insieme il quale impreca la sorte per la durezza dei sorteggi, perché squadroni invincibili quali Fær Øer, Estonia e Atletico Sarcazzi, si sa, non vanno mai sottovalutati, mentre il suo amico Cassano, ormai indistinguibile dai palloni che calcia, rotola felice da una piazza all’altra, distruggendo furiosamente regole grammaticali e comportamentali di spogliatoi un tempo felici.

Di Guidolin che dopo aver appena vinto sei a zero predica umilté da tutti i fori, intonando gli indimenticati successi di Fra’ Giuseppe Cionfoli, e piange come un bambino al quale i compagni di giochi hanno appena infilato la collezione dei Gormiti su per il culo. Di Mourinho che, dopo ottantasei giornate consecutive senza rigori contro, pianta casini pazzeschi per un fallo laterale dubbio a centrocampo e per la mancata espulsione di Balotelli, non senza dimenticarsi di sfottere quel perdente dell’allenatore del Frosinone che anche quest’anno non è riuscito ad aggiudicarsi nemmeno la Coppa Davis.