frullatore
aknacer — Why do you put…
Da quando il web ha sostituito il resto dell'”informazione” per noi pochi intimi che (in parte) riusciamo ancora a distinguerlo da un frullatore, ormai tutto si consuma rapidamente, fin troppo. Du’ righe sulla salma appena sfornata, si coccodrillizza con frasi a effetto di circostanza e subito via, verso nuove, incredibbili emergenze informative. Eluana è già risorta?, Mastella pure e l’ottantacinquenne Mugabe compra incessantemente nuove ville nelle quali bilionarsi con i faraoni dell’Aldiquà. E invece no, su una salma ho deciso mi soffermo.

Giacomobulgarelli ilcentrocampistalaleggenda è uno (dei sempre più rari esponenti del mondo del calcio) che non avrebbe meritato un’orripilante fine. Giacomobulgarelli il monumento del Bologna dell’unico scudetto che non ho mai visto strappato con lo spareggio, con il doping, con i denti non volle cambiare casacca ormai maleodorante, gli offrirono veline nude e lui no, letterstronze stranude e lui niente, ricoprendolo per giunta di paperdollaroni giganteschi ma lui niet nein nisba, incorruttibile commentatore nonno dall’italiano impresentabile nonostante il liceo classico ma capiva il calcio, sempre pronto a entusiasmarsi per un pallone scagliato alla viva il parrocoalcolizzato da un animale in qualche strano campionato, per quella sfera cacciata in tribuna o direttamente in gola a Dio dal terzino ignorante nella semifinale della coppa più coppa di tutte (quella d’Inghilterra, ov courz), quando ancora imberbe appassionato collezionista di Guerini scoprii che le partite non dovevano finire per forza 0-0 o al massimo 1-0 come ci avevano fatto credere, ma nel giocattoloso mondo che Giacomobulgarelli era in grado di inventare, disfare e raccontare a piacimento — con sprazzi di una sincerità direi a tratti lusitana che si fa fatica a ritrovare nella televisione attuale — era scontato, quasi inevitabile che lo squadrone megagalattico e iperblasonato in vantaggio per tre a zero a dieci scorregge dalla fine soccombesse poi rovinosamente contro il pugnace Sarcazz City, che ogni volta lo scherzava, seppellendolo di golassi. Ecco, il travolgente Giacomobulgarelli questo sapeva urlarlo.