Sembra ormai ineluttabile. Facile intuire i motivi di questa scelta: Tavecchio è avanti con l’età (non tanto anagraficamente, ma proprio per quello che purtroppo si ritrova dentro quella capoccia), pertanto, dovendo risparmiare, è piuttosto ovvio che punti su quello che gli appare come un suo simile. Capiamoci, Ventura è bravo. Ma non si capisce cosa avrebbe di più, dal punto di vista meritocratico, di almeno una mezza dozzina di suoi colleghi che da lustri fanno la spola tra A e B, con qualche mese di divanamento ogni tanto causa sindrome premestruale del presidente di turno. Perché lui sì e, per esempio, Gasperini (che l’anno scorso ha messo insieme una marea di punti col Genoa) no? Mi si dirà che Gasperini non è adatto a fare il selezionatore, che ha bisogno di tempo (vero fino a un certo punto, si tratta di uno dei tecnici più versatili e duttili in circolazione, in grado di cambiare più volte il modulo nel corso di una partita). Ma non sono convinto che per Ventura – che non è Zoff o Cesare Maldini, ma uno che non punta solo e immediatamente al risultato, uno per il quale il lavoro quotidiano per far crescere e migliorare i giocatori è importante – sia tanto diverso.

Il palmarès di Ventura è il seguente:

Campionato Interregionale: 2
Entella: 1984-1985
Pistoiese: 1990-1991
Campionato italiano Serie C1: 1
Lecce: 1995-1996

Incredibile che un allenatore così poco titolato venga scelto, a sessantotto anni suonati, per guidare la Nazionale. (Ok, neanche Bearzot prima aveva vinto, ma c’è il piccolo particolare che i tempi del CT “fatto in casa” sono ormai uno sbiadito ricordo, roba di trent’anni fa, con l’unica ricaduta di Cesarone Maldini, qualcosa che appartiene alla storia del calcio; quindi, ok, grande Vittorio Pozzo, ma in tutto ‘sto tempo questo sport è profondamente cambiato). Persino Zeman (Zeman) ha vinto di più, essendosi portato a casa due coppe Ali della vittoria, per aver vinto altrettanti tornei di Serie B, e un campionato di C2, oltre a una Panchina d’argento e a una possibile Coppa di Svizzera, visto che dopodomani il suo Lugano giocherà la finale contro il povero Zurigo, che ha già appena sospinto nel baratro in Super League. Ventura, a differenza di Zeman o Gasperini, alla sua veneranda età non ha ancora mai neanche allenato una big, perché tale non può senz’altro definirsi il malmesso Napoli di una dozzina d’anni fa. Ci si potrebbe chiedere perché ciò (non) sia avvenuto. (Ri)capiamoci, mi sembra ingiusto e inelegante dare addosso a qualcuno per la sua età avanzata, soprattutto in un Paese come l’Italia con seri problemi di ageing relativi al mondo del lavoro. Quello che voglio dire è che esistono un paio di punti riguardo a questo aspetto che vanno considerati:

1) Un tecnico anziano potrebbe avere una visione del calcio non al passo coi tempi, o poca voglia di aggiornarsi (motivo per il quale ultimamente c’è stata la “moda” dei tecnici giovani anche nei grandi club). Prendete un Gigi Cagni, nel suo blog (si sente moderno per il solo fatto di avere un blog, purtroppo il mondo crudele sembra avere di lui un’opinione un tantino diversa) non fa che dire “eh, ai miei tempi era meglio, eh, ai miei tempi sì che si difendeva, ah, quelle belle marcature a uomo di una volta”. Per questo non allena più. Ventura non mi sembra ricadere in questo caso (e poi il suo sito è più bello e contemporaneo del blogghettino WordPress di Cagni, c’è pure la categoria “uomo”).

2) La società, in ogni ambito, tende poco simpaticamente a chiederti conto di quello che hai fatto, e soprattutto ottenuto, nella tua vita. Ventura ha fatto molto, però, quasi a fine carriera, come abbiamo visto non ha vinto un cazzo (sì, le salvezze col Torino nella Serie A più scarsa di sempre… co’ ‘sto metro allora a Mazzone, Fascetti, ecc., capaci di salvare ripetutamente carrette impresentabili in una A che era l’ombelico del mondo, andavano consegnate le chiavi di Coverciano vita natural durante). Il punto più alto è stato l’Europa League col Torino, nella quale l’unica impresa è stata l’eliminazione dell’Athletic Bilbao (ma lì a mio avviso ha contribuito pesantemente la fortuna di aver pescato gli spagnoli mentre erano in un orripilante momento di forma), dato che fare fuori finlandesi e danesi mi pare ordinaria amministrazione. Vuol dire che farà male per questo? No, però il ruolo di allenatore della Nazionale è molto particolare e delicato in Italia, le frustrazioni di un intero popolo si sfogano contro la figura che riveste quella carica, nei momenti topici il flusso di insulti supera addirittura quello rivolto ai politici di spicco. La pressione può raggiungere livelli abbacinanti. Già Gianni Brera nella sua Storia critica del calcio italiano raccontava addirittura di un allenatore, non ricordo se Fabbri o Valcareggi, entrato nel pallone, che a un certo punto aveva dovuto schierare la formazione che gli avevano passato i giornalisti, per sopravvivere e calmare un po’ le acque.

Abbiamo avuto:
– Sacchi (l’ultimo a vincere due Coppe dei Campioni/Champions League di seguito, ed è passata una vita: aveva giocatori fortissimi ma anche Giovanni Galli, Colombo e Alberigone Evani, mentre nei supersquadroni di adesso l’ultima delle riserve costa dieci volte questi messi insieme; insomma, teneva i suoi difetti, ma proprio fessissimo forse non era; a un certo punto, il parere unanime della nazione e della stampa era che si trattasse di uno psicopatico arrivato alla finale di USA ’94 solo per culo)

– Cesare Maldini (lo ripeto, tre Europei U21 tre, chi ha fatto meglio? Cinque minuti di simpatia perché “sta tornando il calcio pane e salame!1!”, contrapposto alla presunzione dell’Arrighe, poi è diventato per tutti l’antico e inguardabile catenacciaro – prima non si sapeva, eh, lol –, non si può avere alle soglie del 2000 un allenatore così, ma che, siamo pazzi?)

– Zoff (Coppa Italia e Coppa UEFA con una Juve reduce dal suo peggior periodo di sempre, stessa cosa di Cesarone, ma come gli viene in mente di giocare in difesa in dieci contro undici con l’Olanda straforte in casa sua, breve momento di simpatia per l’uscita pedestre di Silvio, e poi olé, finalmente il vecchio dinosauro fuori dalle balle)

– Trap (qualcosina ha vinto; sempre stessa cosa, cinque minuti di luna di miele all’insegna dell’uh, quanto è fico il Trap, ah, ah, ah, Schtrunz!, troppo forte!, poi si scopre che – ullalà, chi l’avrebbe mai detto? – è un difensivista e che pratica un calcio poco innovativo, e dopo un biennio diventa l’ultimo degli stronzi attaccato alla panchina come una cozza, nonostante sia stato anche molto sfortunato tra arbitri, biscotti e Ibra che ti pareggia alla fine dopo una partita stradominata)

– Donadoni che non aveva vinto una fava, ma almeno aveva la scusa di essere giovine

– Prandelli che arriva allo scontro finale con la Spagna grazie ai potenti mezzi offerti da GIACCHERINI & C. ma è un deficiente perché, ehi, mica si può perdere 4-0 l’ultima partita, che figuraccia, respect for Italy, sarebbe stato meglio non arrivarci

– Eccetera, eccetera

Insomma, la pressione sociale e mediatica diventa insostenibile per gente che ha vinto tutto, e quindi ha dimostrato tantissimo, che è abituata a quel genere di torchiatura, che può farsi forte della solida e popolare argomentazione “ho tre scudetti, il record di punti e il Chelsea che mi vuole, finché sono qui vado per la mia strada, puppate duro”. Se hai vinto nell’Eccellenza e in C1 quanto reggi? Quanto ci mettono a sbranarti? Al primo pareggio con la Lettonia Ventura sarà semispacciato. Si passerà inevitabilmente da “aaaaah, che brava persona, con quel faccione da buon uomo, mi piace, è uguale a mi’ nonno <3, e poi è riuscito a far sembrare Immobile un giocatore di calcio” a “bufischi, ma che cosa ci fa un perdente simile sulla panchina della Nazionale? ha chiamato De Pippis solo perché lo ha avuto al Torino, ma è scemo? il blocco dei granata o degli ex granata al posto di quello Juve, ma si può? Meggiorini convocato? WTF? ma come, al Mondiale siamo stati buttati fuori dal Belgio? si può sapere che ha vinto il Belgio? noi siamo l’Itaglia, ridateci la Gioconda e i marò (ah, no, sono già tornati), Ventura, torna ad allenare l’Entella”, garantito al limone. Poi ovviamente spero di sbagliarmi.