Opinioni psichedeliche, sentenze ineducate e altri stoltiloqui

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1964

Gigantor

Gigantor soffre della plurimenzionata (da me) sindrome da prodotto di intrattenimento esistito in quell’oscuro lasso di tempo che si colloca prima del boom del web, se ne parla pochino in rapporto all’importanza storica e all’influenza esercitata, visto che si tratta… Continua a leggere →

Ultra-slow-slow-motion love (aka Geltrude nel giardino immaginario dell’impassibilità)

Gertrud

In varie fasi della mia esistenza ho creduto di recitare o quantomeno di agitarmi in Gertrud, il laconico testamento di Dreyer, un film nel quale in apparenza non succede assolutamente nulla. Ma proprio un cazzo di niente. Marmorei soprammobili simili a personaggi si incontrano, quasi per caso, in giardini accecanti e dai contorni decisamente onirici, oppure imprigionati in interni angusti e scarsamente decorati. Emettono in presa diretta grandi dichiarazioni d’amore, d’odio o indifferenza. Però senza mai incrociare veramente

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