Opinioni psichedeliche, sentenze ineducate e altri stoltiloqui

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1987

’43 – One Year After

Guilty pleasure, di nuovo. Questo antico spara e fuggi a scorrimento verticale giocato in finestra semiclaustrofobica ha un sacco di videorecensioni in giro, e il motivo è facilmente indovinabile: l’ordine alfabetico (e, certo, il suo essere un clone di un… Continue Reading →

Maison Ikkoku/Cara dolce Kyoko

Ho letto il manga prima di vedere l’anime, pertanto lo preferisco. Poi, ammettiamolo, la carta (o il Kindle, è uguale) per un motivo o per un altro stravince – quasi – sempre. Come tutti ho adorato la soave poesia di… Continue Reading →

Gary Lineker’s Superstar Soccer

Pochi oggi possono riuscire anche solo lontanamente a comprendere cosa abbia rappresentato Superstar Soccer nella vita di un adolescente degli anni Ottanta. Partiamo col dire che i giochi di calcio validi per home computer erano molto ma molto ma molto… Continue Reading →

King of Boxer

King of Boxer/Ring King/Family Boxing (qualche altro nome no?) me lo ricorderò finché campo principalmente perché era uno dei pochissimi coin-op nei quali fossi riuscito con le mie sole forze a individuare un bug, uno schema infallibile per andare avanti… Continue Reading →

Riattraversando mondi orizzontali bidirezionali dipinti sbrigativamente da un daltonico

Thunderbolt

(Il mio budget game non particolarmente bello preferito). I ggiovani delle praterie online permanenti, dimentichi della punteggiatura, non potranno e non vorranno ricordare quei momenti di strettezze (videoludiche e non), quando anche solo modellare culi di pongo in compagnia era taaanto divertente. Contestualizzare è necessario. Il gioco risale al periodo — che ora mi appare lontanissimo e, fortunatamente, perduto — in cui Codemasters inondava il mercato, ingannando il consumatore bue

Il Wii Unfit degli anni 80?

Blogger di successo in culla

Kid no Hore Hore Daisakusen (© 1987 Nichibutsu), tenero, brioso e iperultrapacioccoso coin-op — conosciuto dalle massaie di tutto il globo col ben più evocativo nome di “Omino che gira per lo schermo raccogliendo forzieri con il tesoro e alla fine appare una porta che lo conduce in un nuovo labirinto” — è, tuttosommato, una sorta di versione deluxe e un po’ cicciona di Lode Runner, con vista dall’alto. Bisogna difatti scavare buche, tante, tantissime buche, sperando che qualche agente segreto un po’ sovrappeso

Amos Oz – La scatola nera

«Ogni volta che ti ho tradito con i tuoi amici, con i tuoi superiori nell’esercito, con i tuoi allievi, con l’elettricista e l’idraulico, era sempre per venirti incontro. Solo a te mi rivolgevo, persino quando urlavo». Ilana La scatola nera… Continue Reading →

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