Opinioni psichedeliche, sentenze ineducate e altri stoltiloqui

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2008

Fringe

Come anticipato nel post su Dexter, Fringe, pur avendo un po’ di qualità non trascurabili (altrimenti non avrei finito nemmeno di vederlo, anche se l’ultima sessantina di episodi non è che proprio morissi dalla voglia), convince molto meno rispetto a… Continua a leggere →

Wanted

Non ho idea di cosa sia il fumetto, del perché a qualcuno interessi una roba che parla di noiosissime confraternite segrete che hanno soppresso i supereroi (ma magari), o quello che è, ma qui mi ritrovo un venticinquenne Wes che… Continua a leggere →

Formula D

Un foglio di carta a quadretti, una matita, molta immaginazione per tramutare dei semplici trattini, da una a sei unità a seconda della marcia innestata, in sagaci frenate, animose sportellate, in Prost, Piquet, Arnoux, Tambay, Senna, Alboreto, Ivancapelli coi suoi soli… Continua a leggere →

Casa Saddam

Saddam

Della seconda guerra del Golfo si è parlato fino alla nausea, le armi di distruzione di massa che non c’erano però in compenso abbiamo trovato i cessi d’oro quindi la guerra andava fatta lo stesso, la vergogna di Abu Ghraib, quella del povero Colin Powell costretto a inquietanti figure da cioccolataio dinanzi a prestigiosi consessi internazionali, le bandierine della pace esposte a ingiallire sui balconi accanto a quelle dell’Italia, sulle schede elettorali al posto di falce e martello, ma poi

Due tasti, una sfera: the Amberial trilogy

Amberial 3

Raramente capita di degustare un titolo e dopo un po’ di pensare qualcosa del tipo: «Chi ha concepito e realizzato ’sta roba qua probabilmente ha capito tutto dei videogiochi, della vita; mi piacerebbe congratularmi con costui e magari strizzargli anche disinteressatamente le tette, per un po’». Ecco, quello di Amberial e relativo, inevitabile, pantagruelico seguito è senz’altro uno di quei casi. Nebulosa Realms in particolare mi sembra a tratti rappresentare l’incarnazione perfetta del platform-puzzle in flash semidefinitivo.

Stonzate pallosissime di una ninfomane

Valérie

La topa pronta a concedersi ai discutibili spermatozoi di personaggi sconosciuti, pur di interrompere per un po’ la sua routine fatta di vibratori e solitudine, occupa senz’altro un posto di prestigio nel brullo immaginario erotico maschile. Nulla è più eccitante o quasi per il semplice cervello dell’ometto masturbante medio che trovarsi al cospetto di una giovine fanciulla di facili costumi mossa unicamente da pulsioni scoperecce simili a quelle che egli stesso, intimamente, avverte. Il bipede minchiamunito

Oltre il burberificio

Clint Eastwood

I vicini di casa sono il nemico. I musi gialli neri verdi bianchi blu a pallettoni sono il nemico. Il passato è il grande nemico-amico farcito di medaglie e di sorprese. I grandi ombelichi avanzano spudoratamente, scoperti, insieme al risentimento anticoreano, e la chiesa col passare degli anni è sempre più impotente, lucidatissimamente ferma in garage come le macchine d’epoca che sfrecciano nella rimessa o in giardino, baciate dal sole. L’impotenza è nulla senza il controllo del territorio che è sempre

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