Opinioni psichedeliche, sentenze ineducate e altri stoltiloqui

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Bisognerebbe scegliersi un lavoro nel quale scioperando rompi troppo il cazzo a tutti e ti devono accontentare per forza. Tipo il tassista. Bevofacciopipì bevofacciopipì bevofacciopipì bevofacciopipì bevofacciopipì bevofacciopipì bevofacciopipì. Niente da dire, davvero un’invenzione geniale, l’inverno. L’arte è ozio. L’ozio è arte. Se un giorno qualcuno toglierà vitalizi e privilegi ai parlamentari, e ridurrà loro brutalmente lo stipendio, il ciaffico internet italiano subirà un tracollo. Genti che odono

Artisti di strada

Artista strada

Li adoro, da sempre. Anche se poi la maggior parte di loro in realtà mi lascia abbastanza indifferente. Stravedo più che altro per l’idea romantica che essi si portano appresso: uomini pensanti (o più probabilmente no), variopinte frikkettone folkabbestia nazipunk all’ultimo stadio strappate probabilmente a qualche gangbang che, almeno per un istante, lasciano tutto, finanziamenti, mutui subprime, internet, iPhone, iKazz… davvero tutto quanto contraddistingue la nostra perbenistica esistenza 2.0 di ometti e donnine

Scocciature

Mark Jenkins è un trentasettenne, un artista, ma direi anche e soprattutto un uomo un uomo un uomo forse un po’ più grande di altri che ha saputo creare, circondarsi di altri uomini, come lui. Ma di scotch. Mark Jenkins è difatti considerato un maestro della tape art, uno che, schifato dai rifiuti che trovava quotidianamente, costantemente lungo il cammino, ha deciso di produrne altri, ma che avessero le fattezze di manichini, spazzini, acrobati che spuntano dai tombini, paperelle, giraffe metropolitane, ciccioni antigravitazionali o semplici

Yosuke

Ueno è un giovane imbianchino giapponese alla moda dotato d’inesauribile immaginazione, di una certa tecnica, nonché di un alito refrigerante (senza dimenticare il conto in banca, che si espande sempre più). Qualcuno, posto di fronte alle sue spiazzanti opere, ha sentito l’esigenza (non si sa bene perché) di ululare senza mezzi termini al “jap-pop”. In ogni caso, lo Yosuke ripropone e attualizza elementi della tradizione nipponica a tratti quasi mcdonaldizzati (ma non troppo), resi in un’originale e giocosa

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