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Si sta come d’autunno sulla blogosfera i blogguerz

True blogger

I blog (in Italia) sono considerati lo schifo dello schifo, la feccia della feccia, il buco nero dei buchi neri, insomma, un nauseabondo e sconfinato concentrato di stronzate da schivare a tutti i costi. Se dite che vi drogate, o che sopprimete bambini orfani leggendo loro poesie di Bondi mentre li affogate nell’acido, non otterrete sguardi di disapprovazione altrettanto potenti che ammettendo di coltivare questa insana passione. I blog cadono stecchiti, uno dopo l’altro, uccisi da facebook e dai suoi biscottini sfigati

Le dieci regole d’oro per diventare un blogger di successo

Blogger di successo

1) Scrivi almeno tre post al giorno, tutti i giorni (Natale e Ferragosto inclusi). 2) Scrivi dei post di riserva per i momenti di panico in cui sarai a corto di ispirazione. 3) Scrivi post per altri blog famosi, allo scopo di ampliare la tua fetta di mercato. 4) Commenta i blog di tutti quelli che conosci, e anche di quelli che non conosci, entusiasticamente. 5) In alternativa, flamma e insulta tutti. Fingiti fiero sostenitore di Paolini, Ghedini e del partito olandese dell’orgoglio coprofago per attirare l’attenzione.

Un tempo qui c’erano dei blog, e i bambini commentavano felici nei form. Poi vicino hanno costruito un satirificio…

Satira

Come forse avrò accennato in qualcuna delle mie precedenti vite, non sono poi tanto convinto che l’utilizzo più idoneo e sensato dello strumento blog sia quello di luogo o deposito consacrato al mero copincollaggio o ripetitoraggio o all’imitazione di ciò che di buono o di malvagio è stato già ampiamente spammato, ripetuto e imitato in giro. Testi di canzoni, video cazzoni, video beppigrilli, immagini divertenti, propaganda ufoscientosignoraggiologica, propaganda antinazifasciodefilippica, eccetera

Non euri (ai terremotati), ma opere di *ene

Crocerossina sexy

Negli ultimi giorni è esplosa una gigantesca polemica tutt’inciorno a un travolgente articolo ospitato — e non scritto — da Gennaro Carotenuto, giornalista, storico e Maestro di vita d’indubbia fama internazionale, in genere capace di sprigionare ovvietà e noia da ogni pixel (viva l’amicizia tra i blogger). Questo tale sostiene appassionatamente di non voler sganciare nemmeno un rublo in favore dei terremotati, perché ci deve pensare lo schdado, io pago le tasse e i politici rubbano senza sosta, l’Itallia

Internet è autoreferenziale, il resto del mondo no

Internet autoreferenzialità

Il uebbe sta raggiungendo un livello di saturazione insostenibile a una velocità preoccupante. Sembra ieri il periodo in cui l’email era il centro del mondo e ci si connetteva timidamente a quel fragile castello illusorio di ingenue pagine web maldestramente allestite da improbabili webmaster daltonici amanti del buon tavernello. I loculi personali fatti in casa, arredati e glitterati con un paio di click erano un miraggio, i siti esistenti perlopiù pornografici. Non tanto e non solo per i contenuti di carattere sessualmente

Bloggate di meno, è il buco nell’ozono che ve lo chiede, in ginocchio

Matite

Rubare un pennello, rubarne due. Un grande pennello e un pennello grande ancor di più, per cambiare definitivamente aspetto alle pareti del globo. Ma soprattutto per ridipingere la gente. Non sono molte in realtà le possibilità che si presentano. Armati. Con un pennello. Periodo giallo. Periodo blu. Periodo esistenzialista-iperrealista a pois. E poi? Esiste un problema piuttosto ciccione di sopravvalutazione di quello che si può fare a partire dalle proprie finite possibilità. I neuroni in

Dire la propria senza offendere. È possibile maaaaaa…

Tigre

Sono fermamente persuaso del fatto che nutrire rispetto nei confronti degli altri quadrupedi sia particolarmente importante, in questi tempi bui nei quali l’umanità a stento si barcamena tra bond(i) argentini e non (sandri, diciamo, in particolare). E nemmeno l’ora legale, da alcuni assai osteggiata (la gente non ha veramente un cazzo da fare), riuscirà a riportare un po’ di luce. Insultare il prossimo, svilirlo, umiliarlo. E poi ancora percuoterlo, moderarlo, amministrarlo. Infine ammonirlo

Blu puffo assoluto

Amo i listoni. Ho passato interi pomeriggi nella mia vita aggrappato al lampadario, penzolando/rimirando il blu purissimo, profondissimo del divano e l’oziosa eternità dell’iperspazio, ma soprattutto compilandone di inutili, sterminati, straordinari, disperati. Non importa se quegli elenchi avessero lo scopo di catalogare pittoreschi giocattoli, brani musicali, discinti calciatori, pelose veline, nomi di personaggi della Bibbia pescati tra i più improbabili e cacofonici, beni di prima necessità o peni di lusso che avrei comunque

Blogopalla in fiamme

Innanzitutto, mai capito cazzo ci faccia la “o” centrale nella parola blogosfera ma vabbè. Non nascondo di nutrire una particolare attrazione sessuale verso i flame (sì, lo so, dovrei metterlo al femminile, ma preferisco così) che si accendono inavvertitamente qua e là. In realtà, penso che sui blog purtroppo si litighi pure poco, anche perché le trollate o le opinioni sgradite possono essere unilateralmente e velocemente rimosse all’occorrenza, sui forum o su usenet è abbastanza più complesso. L’attrazione

[Sondaggione] Perché mai cambiate avatar come le mutande? Cosa vi spinge a farlo?

Devo ammettere che, col passare fulmineo dei lustri, l’avatar è diventato per me un punto di riferimento assai importante per identificare gli altri, sedicenti esseri viventi che vagano (apparentemente senza alcun motivo) per il webbe; per riconoscerli tra la folla urlante. Internet è un posto tuttosommato oscuro, in continua mutazione, pieno di trabocchetti, giochi di prestigio e utenze intente a cambiare incessantemente età, sesso, religione, condizioni personali e sociali, ma soprattutto

Fenomenologia del tumblr

Penso che alla fine i tanto disprezzati e osteggiati e schifati tumblr siano mediamente più interessanti dei canonici blog. Principalmente perché si va subito e brutalmente al dunque. Ma non solo. Niente listone delle infinite stronzatine 2.0 alle quali si finge di partecipare. Niente commenti bello il tuo blogghe sì, però ora su, spicciati a venire a farmi barba e capelli gratis sul mio. Niente effetti speciali e template ultravivaci. Meno fuffavideopostyoutubepadoaschiopp- calendarimelitadiavolita messi lì tanto

Come nasce un post

Un post di Babbo Natale ormai non deve dimostrare più una fava (ora Notizie Purganti) prende forma nell’oscurità, a mia insaputa, mentre un corpo rotola semisvenuto tra le coperte, rimbalzando sul pavimento e il gatto. Oppure nasce pensato con le parole precise durante la fila alle poste, o mentre il fruttivendolo mi tiene in ostaggio raccontandomi le sue insignificanti e sovrumane cazzate. E rimane lì, a fare la fila (il post), dato che poi ovviamente me ne dimentico e deposito all’interno della cassettina un ricordino

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