Opinioni psichedeliche, sentenze ineducate e altri stoltiloqui

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calcio

Tiri di rigore prima dei supplementari? Uai not

Gli Europei si avvicinano minacciosamente e da qualche parte nel mondo è riemersa quella buffa proposta, che ogni tanto riciccia su, di far battere i rigori prima dello svolgimento dei tempi supplementari (credo ne esistano anche delle varianti, tipo farli calciare addirittura… Continua a leggere →

Ventura CT della Nazionale

Sembra ormai ineluttabile. Facile intuire i motivi di questa scelta: Tavecchio è avanti con l’età (non tanto anagraficamente, ma proprio per quello che purtroppo si ritrova dentro quella capoccia), pertanto, dovendo risparmiare, è piuttosto ovvio che punti su quello che… Continua a leggere →

Calcio in Lituania: una nuova, palpitante avventura

In Lituania il calcio probabilmente non è lo sport principale, la pallacanestro va più forte, hanno un sacco di giocatori alti e grossi e ci hanno sbattuto fuori a sorpresa dall’Europeo. Per questo motivo, mentre la sezione basket del Real… Continua a leggere →

FC Santa Claus AC

Strepitosa vittoria esterna del Santa Claus, che esce definitivamente fuori dalla palude della zona retrocessione, nella quale fino a poco tempo fa sembrava essere sprofondata per sempre, e inguaia la capolista del girone YPA, ora sorpassata dal KPV (solo la… Continua a leggere →

Matthew Le Tissier: vita, opere e principali miracoli

Le Tissier

Non per stereotipata esterofilia, ma fin dai tempi della gloriosa Telemontecarlo e della sua vetrina sul calcio internazionale ho sempre apprezzato il campionato inglese ben più di quello italiano, così inquinato da tatticismi esasperati, simulazioni olimpioniche e dirigenti piagnucolosi. Nel football anglosassone intravedevo una sorta di oasi selvaggia, un inconsueto rito officiato da uomini rudi, ignoranti e con parecchi spigoli in grado di correre e voltolarsi nel fango come bestie per più di un’ora e

Annotazioni di altro spessore tecnico purgativo sui mondiali in corso

Vuvuzelas

Sarà il masochismo che avanza con l’età, o la sordità incipiente, ma a me le vuvuzelaS cominciano incredibilmente a stare un po’ meno sui cojotes e a dare assuefazione. Sarà perché creano quell’atmosfera onirica e un po’ così che dal divano di casa ti senti emotivamente catapultato in una sorta di dimensione parallela nella quale all’improvviso ogni cosa può accadere. O magari perché comunicano alle mie gonadi una sorta di strana tensione primitiva in grado di trasformare anche il più fesso degli zero a zero giocato tutto a

Il fattore Q

Paraguay

Il Paraguay non è cambiato di una virgola rispetto a quello di Francia ’98, eliminato da un golden gol transalpino al termine dei centotredici minuti più soporiferi che l’umanità ricordi. Eroici catenacciari con la maglia del Lanerossi Vicenza che quando si ritrovano un pallone tra i piedi lo guardano straniti, come se si trattasse di un pericoloso ordigno in grado difargli esplodere l’acconciatura. Non tentando neppure seriamente di orchestrare alcunché, ma affidandosi con orgoglio ai soli calci da fermo (ma Chilavert

Pacate riflessioni su Roma-Samp (forza Lasdie)

Riise

Julio Sergio 6 Para tutti i retropassaggi. Riise 0,5 Sempre in ritardo all’appuntamento con Pazzini. Potrebbe almeno far finta di, non so, saltare, contrastarlo, gufarlo, sussurrargli all’orecchio paroline irriferibili, trafiggere pupazzetti voodoo con le sue fattezze, fargli il solletico sotto le ascelle mentre si stacca imperiosamente dal suolo, genufletterglisi in segno di resa promettendogli sua nonna/sorella/moglie se non fa gol, travestirsi da componente dei Village People declamando passi della Critica della ragion pura in

Messi mi sta sul culo

Lionel Messi

Uno che a diciannove anni diciannove aveva già capito tutto, come si sta in campo, come ci si allena, la dieta più sana, che tipo di vita deve fare un fuoriclasse vero, morigerato sul terreno di giuoco e fuori. I campioni del passato, dai traumi e dalle vicende più interessanti (sì, ok, la somatotropina, zzz), s’inserivano creativamente con i loro picchi umorali di eleganza sopraffina nel gioco corale, portandolo a un altro livello. Così Van Basten, o Maradona. O Cruijff, che era solo un sublime, intelligentissimo ingranaggio, un

Fuori da questa Europa di centrocampisti burocrati con il vizio del gol e lontani dalla ggente…

Guerin Sportivo

Da piccolo, la società mi ha inculcato con insistenza soprattutto tre doveri fondamentali: non accettare caramelle dagli sconosciuti, ama Gesù e tifa sempre per le squadre italiane nelle coppe europee, mi raccomando, sennò vai all’Inferno. Figure autorevoli e baffutissime come Marino Bartoletti, o forse era Adalberto Bortolotti, dalle colonne del Guerino tuonavano su chi osava opporre obiezioni del tutto ragionevoli. Tipo, ma io il lunedì/giovedì mattina sono circondato da frotte di

Addio a Bo(no)bo Vieri, il centravanti più stimato nelle discuteche di tutto il mondo

Bobo Vieri

Il caso Marrazzo, le sparate di Giulio sul posto fisso, quelle di Silvio sull’IRAP, le cazzo di primarie del piddì e quest’influenza che ormai suineggia sempre più porcellosamente rischiano di far passare in secondo piano notizie di ben maggiore importanza. Come l’addio ai campi di giuoco di Vieri per dedicarsi a tempo pieno alla gnocca (cit. Bambino). Oddio, il Bobone nazionale, senza saperlo, si era già ritirato diverse primavere or sono, ma babbè. Inestimabile l’eredità lasciata ai poster da uno dei centravanti più

Dio scende in campo col Brasile, la Danimarca s’incazza

Kakà prega

La nazionale calcistica brasiliana di questi tempi è talmente indistruttibile da poter permettersi il lusso di trastullarsi con questioni apparentemente marginali, quali rendere in continuazione omaggio a Padre Pio e ai suoi aiutanti per le facili vittorie conseguite contro compagini al suo cospetto inani e stronze. Nel nostro campionato le lodi a Gesù e soci non si sono fatte attendere, si sa, quando uno lancia una moda, tutti appresso come agili pecorelle del signore (cioè di un tizio qualsiasi, intendo, naturalmente). Così abbiamo dovuto sorbirci

1% happens

Juventus

È ingiustissimamente assurdissimamente ma direi stronzissimamente avvenuto. Forse l’unico allenatore della storia juventina che non mi stesse profondamente sui cojotes scacciato per sempre in un buco bianconero ultramaleodorante senza ritorno. Un uomo, ma che dico un uomo?, un distinto passante di mezz’età che (ok, perdendo, o comunque non vincendo) era riuscito là dove praticamente tutti prima di lui avevano fallito. Cioè a far abbandonare alla gggiuve lo scettro tanto ambito della compagine di gran lunga

Distruggiamo il razzismo negli stadi maperò

mariobalotelli

La Ggiuvendus è stata punita, ma stavolta non riesco a godere. Non ho mai amato particolarmente la Giuuvenduus, tranne che per un breve, malsano periodo da piccolo piccolo, con una ricaduta fast&furious nell’era Zoff (allevatore) + Schillaci + Coppa Uefa (cioè quando c’era sempre un troiaio di italiane in semifinale quartidibbue ottavidi), e Landucci, il portiere della Fiorentina, sembrava avere delle difficoltà spaziali a trattenere o anche solo a respingere nel modo più corretto o anche solo a respingere

L’Islanda ha dimostrato

Maradona

L’Italietta ha pareggiato, ma la vera notizia è questa Bolivia che si è aggiudicata il primo set opposta a un Maradona — tornato improvvisamente più lungo che largo, anche se di poco, grazie al benefico influsso rassodante del comunismo caraibico — nella sua nuova, improbabile casacca di allenatore a sfera. E a un Carrizo che sarà tutto, operaio infaticabile, rampante uomo d’affari, stimato palazzinaro, muratore insospettabile, carismatico premier, intonato cantante da crociera, bravo padre di famiglia

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